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Cosa Visitare Pompei e Dintorni

Costiera Amalfitana , da Positano a Vietri sul Mare 36 km di paradiso!

Costiera Amalfitana , da Positano a Vietri sul Mare 36 km di paradiso!

Costiera Amalfitana..quattordici località ognuna con le sue tradizioni e le sue peculiarità… per le quali vale la pena visitarle almeno una volta nella vita. Immerse in uno scenario incantevole condividono un mare cristallino dai colori intensi, una natura selvaggia, le chiese dalle cupole maiolicate e le case aggrappate all’impervia roccia. La costiera prende il nome da Amalfi, per la sua posizione centrale e per il ruolo storico che ha ricoperto.

Costiera amalfitana è il tratto di costa campana, situato a sud della penisola sorrentina, che si affaccia sul golfo di Salerno; è delimitato ad ovest da Positano e ad est da Vietri sul Mare.

È un tratto di costa famoso in tutto il mondo per la sua bellezza naturalistica, sede di importanti insediamenti turistici.

Considerato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO prende il nome dalla città di Amalfi, nucleo centrale della Costiera non solo geograficamente, ma anche storicamente.

La costiera amalfitana è nota per la sua eterogeneità: ognuno dei paesi della Costiera ha il proprio carattere e le proprie tradizioni.

Dal B&B Il Fauno si può raggiungere la Costiera Amalfitana:
in auto percorrendo l‘Autostrada A3 (Napoli-Pompei-Salerno) uscita Angri Sud e proseguire per il Valico di
Chiunzi fino a Maiori
(35 minuti ).
con le navi della Travelmar dal porto di Salerno (20 minuti dal B&B) , corse ogni 25 minuti
con il servizio BUS da Sorrento , facilmente raggiungibile con i treni della Circumvesuviana in 45 minuti.

La costiera amalfitana è nota anche per alcuni prodotti tipici, come il limoncello, liquore ottenuto dai limoni della zona (sfusato amalfitano), le alici e le conserve di pesce prodotte a Cetara, e le ceramiche realizzate e dipinte a mano a Vietri.

 

 Il B&B Il Fauno a solo 35 Km dalla Costiera Amalfitana  , raggiungibile in auto/treno (35 minuti) o con la nave da Salerno.

Puoi prenotare il tuo alloggio vicino alla Costiera Amalfitana con conferma immediata cliccando qui e scegliendo la tua camera.

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COSA VISITARE in COSTIERA AMALFITANA

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Sono davvero tante le attrattive, naturalistiche e artistiche, della Costiera Amalfitana. Fulcro del tratto di costa più famoso e glamour della costa campana è Amalfi, antica città marinara con un passato glorioso e un presente fatto di commercio e turismo.

Imperdibile una visita al suo imponente Duomo con lo splendido Chiostro del Paradiso e una passeggiata lungo il vivace lungomare.

Costiera Amalfitana

Da qui, camminando intorno al promontorio, si arriva ad Atrani, che ha conservato il suo caratteristico aspetto di borgo di pescatori ed è il secondo paese più piccolo d’Italia.

La deliziosa piazzetta sulla quale si affaccia la Chiesa di San salvatore dà direttamente sul mare, mentre le altre case si arrampicano lungo le pareti della collina dalla quale si gode di una fantastica vista della Costiera.

Particolarmente panoramica, anche la posizione di Ravello, a 350 metri dal mare, dove Wagner ambientò parte del suo Parsifal e Lawrence scrisse il suo capolavoro L’amante di Lady Chatterley.

Positano, è invece famosa per le spiagge (come quelle di Marina Grande e Fornillo), la Chiesa di Santa Maria Teresa dell’Assunta (con la coloratissima cupola maiolicata) e per lo shopping.

Praiano, invece, era, già al tempo dei Dogi di Amalfi la meta preferita per un vacanza all’insegna della tranquillità. La sua attrattiva maggiore è la Grotta dello Smeraldo, una caverna allagata nella quale la luce del sole dona all’acqua una vivace colorazione verde.

Il fiordo di Furore, altro capolavoro della natura, elemento tipico dei paesaggi nordici, crea un interessante contrasto con le acque cristalline del Mar Tirreno.

Da non perdere una visita a Vietri sul Mare, famosa per la lavorazione della ceramica; a Maiori, che vanta la spiaggia più lunga della Costiera; e a Minori, con la Villa Marittima Romana del I secolo d.C. che si staglia sulle sfumature brillanti del mare.

Nel IX secolo ha segnato le sorti del mediterraneo insieme alle altre repubbliche marinare. Il Duomo, con il chiostro del Paradiso e la Basilica del Crocifisso e la pregiata carta d’Amalfi tra le attrazioni del posto. Da Positano con le sue stradine, le botteghe di abbigliamento e le spiagge bandiera blu, passando per il fiordo di Furore, alla grotta dello smeraldo di Conca dei Marini, dalla piazzetta sul mare di Atrani alle scale di Raito, senza parlare di Ravello e delle altre perle della costiera è un susseguirsi di emozioni, un viaggio tutto da scoprire.

 

Visitare Ischia

Visitare Ischia , l’isola verde

Visitare Ischia , un’isola inconfondibile, che fa sognare tanti poeti ..e scrittori alla presenza dei suoi incantevoli panorami e del suo mare sempre blu… facilmente raggiungibile dal B&B !

Visitare Ischia ….la leggenda narra che Ischia sia stata generata dalla caduta del gigante Tifeo, ribellatosi a Giove e che ogni tanto smuove la terra con i movimenti del suo corpo. In realtà Ischia si formò in seguito ad una intensa attività vulcanica che ancora oggi si fà presente attraverso le numerosi sorgenti termali che abbondano su tutto il territorio.

Visitare Ischia

Passare le Vacanze a Ischia significa approfittare delle sue tante opportunità. Il mare, certo, ma non solo. L’isola d’Ischia è ricca di storia, si sviluppa nell’interno con una natura rigogliosa e offre mille occasioni di svago e di relax.

I Greci antichi, che la sapevano lunga, impiantarono a Ischia i primi vigneti e per primi hanno goduto delle fonti termali. Qui il piacere di vivere e sentirsi bene, è una tradizione ancora attuale.

Ischia, l’isola verde, rinomata per il suo patrimonio termale, è ricca di storia, cultura e tradizioni. Il Castello Aragonese, La Chiesa del Soccorso a Forio, il borgo di Sant’Angelo, le architetture di tufo verde di Serrara Fontana solo alcuni dei numerosi e splendidi luoghi da visitare.

 

 Il B&B Il Fauno dista solo 25 minuti dal Porto d’Imbarco per Ischia/Procida (partenze traghetti ogni 30 minuti), facilmente raggiungibile sia in auto che con il treno della Circumvesuviana (a soli 500 metri dal B&B).Offriamo il transfer gratuito per la stazione della Circumvesuviana.

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VISITARE ISCHIA – informazioni utili

L’Isola, Le Spiagge, Muoversi, Visitare

L’isola d’Ischia è circondata quasi senza soluzione di continuita’ da spiagge e aree balneabili di varia natura: l’ospite che vuole godere dei benefici del mare e del sole non ha che l’imbarazzo della scelta. Tuttavia non possiamo fare a meno di citare alcune localita’ che hanno nel tempo acquistato fama e che si distinguono per bellezza o particolarita’.

La spiaggia dei Maronti, lunga ed arcuata, che guida i bagnanti alla meravigliosa Sant’Angelo, che, a sua volta, ospita una caratteristica spiaggetta che con una lunga striscia di sabbia tra mare e mare unisce all’isola lo scoglio tondeggiante. Il comune di Forio si protende sul mare tra due spiagge, quella di Citara, rinomata per la bellezza e per le sue virtu’ terapeutiche, e quella di San Francesco.

La baia di San Montano, tra Forio e Lacco Ameno, ha caratteristiche particolari: raccolta e ben protetta dai venti offre un’acqua limpida e mediamente piu’ calda della media, con fondali estesi e sicuri. La spiaggia di Lacco Ameno ha visto sorgere negli anni ’60 le piu’ moderne attrezzature che si possano desiderare per una stazione balneare, con i suoi lussuosi alberghi sulla riva del mare.

Due spiagge appartate e suggestive, spesso gradite ai turisti, sono le spiagge di Cafiero (o “degli Inglesi”) e del “Bagnitiello”, a Casamicciola. Ischia Porto offre i suoi lidi confortevoli ed animati, la spiaggia “dei pescatori”, e la bellissima spiaggia di Cartaromana, che affaccia sulla baia che ospita anche il famoso Castello Aragonese.
Ricordiamo anche la caratteristica baia di Sorgeto, dove la bellezza del paesaggio e la fonte di acqua termale fa dimenticare i grossi ciottoli che sostituiscono la sabbia.

Oltre a quelle citate ci piace menzionare anche San Pancrazio e la “Scarrupata”, raggiungibili solo dal mare e per questo affollate da barche e yacht.

A PIEDI O IN BICICLETTA Ischia è un’isola piuttosto estesa (circa 80Km di rete stradale) ed è consigliabile spostarsi a piedi solo nei centri urbani o per le piacevoli passeggiate lungo i vari itinerari di campagna possibili.
Durante il periodo turistico il traffico stradale è notevole ed è sconsigliabile l’uso della bicicletta se non per gli spostamenti locali.

IN AUTO L’uso di un’auto propria e’ sempre possibile (attenzione al divieto di circolazione per le auto campane e per i conducenti residenti in Campania), ma Vi consigliamo di fare attenzione ai numerosi divieti di sosta dislocati nei centri urbani dove è opportuno parcheggiare in parcheggi pubblici o a pagamento. In alcuni comuni (e comunque in aree stradali ben delimitate) è concessa la sosta tramite esposizione di ticket prepagati del costo di circa 1 Euro e della validità di 60 minuti.
E’ ovviamente possibile noleggiare sul posto auto, ciclomotori o biciclette presso i numerosi servizi di autonoleggio presenti un po’ in tutti i comuni.

IN TAXI O AUTOBUS Piuttosto efficente è il servizio di trasporto pubblico, costituito da taxi, minitaxi Ape, pluriposti (il costo della corsa DEVE essere sempre controllato da un regolare TASSAMETRO) e dal servizio pubblico di autobus fornito dalla EAVBUS (ex SEPSA).

IL SERVIZIO PUBBLICO DI AUTOBUS

Il servizio pubblico di autobus collega in maniera piuttosto capillare i vari centri dell’isola con corse frequenti, la maggior parte delle quali hanno capolinea nel comune di Ischia nelle immediate vicinanze del porto. Il costo della singola corsa per i NON residenti (validità 90 minuti) è di 1.50 Euro, ma è possibile acquistare documenti di viaggio di validità estesa a prezzi vantaggiosi.
I biglietti sono acquistabili presso numerosissimi esercizi (principalmente edicole, bar, agenzie di viaggi e tabaccherie).

 

Scavi di Stabia

Scavi di Stabia con le stupende Villa San Marco e Villa Arianna!

Scavi di Stabia..da cui Stabiae è l’antico nome latino della città di Castellammare di Stabia, cittadina collocata tra Pompei e Sorrento…. a pochi minuti dal B&B !

Scavi di Stabia ….grazie alla sua splendida posizione geografica e al suo clima particolarmente mite, il suo territorio è stato frequentato sin dal VII secolo a.C.come documenta il materiale rinvenuto nella vasta necropoli, ricca di oltre trecento sepolture, scoperta in via Madonna delle Grazie.

L’importanza dei reperti rinvenuti rivela immediatamente l’importante ruolo commerciale svolto da questa città. L’abitato doveva trovarsi sull’estremità settentrionale della collina di Varano, da dove era possibile esercitare un controllo sia sullo scalo marittimo che sul nodo viario. Doveva trattarsi di un oppidum, cioè di una città fortificata di una certa importanza come si deduce dal fatto che Silla, comandante supremo dell’esercito romano nel corso della guerra sociale (91-88 a.C.), non si limitò ad occuparla (come fece per Pompei ed Ercolano), ma la distrusse militarmente e politicamente il 30 aprile dell’89 a.C. Sulla collina di Varano, in posizione panoramica, sorsero poi numerose ville d’otium, concepite prevalentemente a fini residenziali, con vasti quartieri abitativi, strutture termali, portici e ninfei splendidamente decorati.

Castellammare di Stabia (NA)
Via Passeggiata Archeologica
+39 081 8714541 +39 081 8575347

Villa San Marco - Atrio

 

 Il B&B Il Fauno dista solo 10 minuti dal Sito Archeologico di Stabia, facilmente raggiungibile sia in auto che con il treno della Circumvesuviana (a soli 500 metri dal B&B). Offriamo il transfer gratuito per la stazione della Circumvesuviana.

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 SCAVI DI STABIA – INFO

Il sito di Stabiae ha registrato 30.776 visitatori nel 2008, guadagnandosi il terzo posto per numero di visite tra gli scavi vesuviani, dietro a Pompei ed Ercolano: resta questo comunque un dato basso rispetto alle enormi potenzialità del sito.

Proprio per dare nuovo impulso all’archeologia stabiana sia il comune, sia diverse fondazioni, come la Restoring Ancient Stabiae (RAS), hanno proposto progetti per la realizzazione di un parco archeologico e di un museo che possa raccogliere le opere, le suppellettili e quant’altro rinvenuto dagli scavi della collina di Varano: molti reperti si trovano inoltre sparsi in diversi musei del mondo; la maggior parte è custodita al Museo archeologico nazionale di Napoli.

La Villa San Marco, risalente alla prima età augustea (fine I sec. a.C.), subì successive trasformazioni in età claudia. L’ingresso principale dalla strada, oggi interrato, dava su un cortile porticato da cui si accedeva al tablino e quindi all’atrio tetrastilo, su cui si aprono quattro cubicoli. Si accede quindi al quartiere termale, tramite un piccolo atrio la cui decorazione con scene di amorini lottatori e pugili fu rinnovata anch’essa in età claudia. Sontuoso doveva essere anche l’ambiente di rappresentanza della villa, con pareti rivestite di marmo nella parte inferiore e affrescate nella parte superiore.

Sempre sulla collina di Varano è visitabile la vicina Villa Arianna, così denominata per la grande pittura a soggetto mitologico rinvenuta nel triclinio. Lo scavo nel Settecento è stato condotto attraverso esplorazioni sotterranee, che prevedevano solo il recupero degli oggetti: le suppellettili e gli affreschi meglio conservati venivano prelevati e inviati al Museo Borbonico presso il Palazzo Reale di Portici (oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli). La villa, la cui area scavata si estende per circa 2500 mq, ha una pianta complessa, sia perché frutto di successivi ampliamenti, sia perché si adatta alla conformazione della collina di cui segue l’andamento. È articolata in quattro nuclei essenziali: atrio e ambienti circostanti risalenti ad età tardo-repubblicana; ambienti di servizio e termali; ambienti ai lati del triclinio estivo, risalenti ad età neroniana; la grande palestra annessa alla villa in età flavia. Una lunga galleria, inoltre, partendo dalle rampe sottopassava gli ambienti residenziali per giungere nella parte rustica, dove vi era l’accesso alla villa dal pianoro di Varano. Gli apparati decorativi testimoniano non solo l’alto tenore di vita che qui doveva svolgersi, ma anche il gusto estremamente raffinato di una committenza altolocata ed esigente.

Orari e Info

Accesso
Via Passeggiata Archeologica, Castellammare di Stabia (Na)

Accesso scuole e modalità di prenotazione
Regolamento per i visitatori degli Scavi
Si invitano i visitatori ad organizzare la loro visita in modo da non introdurre bagagli ingombranti nell’area archeologica

La Carta dei Servizi

Orari
1° aprile – 31 ottobre:      tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 19.30 (ultimo ingresso ore 18.00)
1° novembre – 31 marzo: tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 17.00 (ultimo ingresso ore 15.30)

Come arrivare
Treno:
Circumvesuviana Napoli-Sorrento ( fermata Castellammare di Stabia – Via Nocera) + Bus 1 Rosso

Auto:
Autostrada A3 Napoli-Salerno ( uscita Castellammare di Stabia), proseguire  per SS145 (uscita Gragnano) e
via Passeggiata archeologica  Come arrivare in auto

Biglietti
La visita alle Ville di Stabia è gratuita

pompei.info@beniculturali.it
tel. 0818575347

Stabiae Impluvium Arianna

Santuario di Pompei e’ uno dei maggiori centri di devozione mariana d’Italia

Santuario di Pompei è tra i più importanti e visitati santuari mariani del mondo cattolico.. solo 1 km dal B&B

Santuario di Pompei e’ uno dei maggiori centri di devozione mariana d’Italia…la “nuova Pompei” è una città moderna e religiosa, ed è stata definita così dal suo laico credente fondatore, il Beato Bartolo Longo, che a partire dal 1876 con sua moglie, la contessa De Fusco, diede inizio alla costruzione del Santuario della Madonna del Rosario, terminato poi nel 1891.

Pompei duomo

Orari – La Basilica resta aperta:

  • nei giorni feriali dalle ore 6,15 alle ore 19,30
  • nei giorni festivi dalle ore 5,45 alle ore 20,30

Orari – Il Campanile resta aperto:

  • mattino – tutti i giorni, escluso il venerdì, dalle 9.00 alle 13.00
  • pomeriggio – tutti i giorni, escluso il venerdì, dalle 15.00 alle 18.00

Orario delle Messe – Giorni Feriali :
Altare della Madonna
Sante Messe 07.00 (con Lodi) – 08.00 – 09.00 – 10.00 – 11.00 – 16.00 – 17.00 – 19.00 (con Vespri)
Rosario 12.15 – 18.00

Cappella del Beato Bartolo Longo
Sante Messe: 06.30 – 08.30 – 09.30 – 10.30 – 11.30 – 12.30 – 17.30

Oraio delle Messe – Giorni Festivi :
Altare della Madonna
Sante Messe 06.00 – 07.00 – 08.00 – 09.00 – 10.00 – 11.00 – 13.00 – 16.00 – 17.00 – 19.00 – 20.00
Rosario 18.00

Cappella del Beato Bartolo Longo
Sante Messe: 08.30 – 09.30 – 10.30 – 11.30 – 12.30 – 17.30

Beata Vergine del Rosario (Pompei) 08

 

 Il B&B Il Fauno a solo 1 Km dal Santuario di Pompei, raggiungibile in auto/treno oppure a piedi in pochi minuti. La stazione circumvesuviana è a solo 500 metri .

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VISITARE SANTUARIO DI POMPEI

Iniziato l’8 Maggio 1876 su disegno di Antonio Cua e compiuto nel 1891, fu poi ampliato nel 1933-39 su progetto dell’ing. Mons. Spirito Chiappetta.
Il Santuario ha titolo di Basilica Pontificia ed e’ retto da un Delegato Pontificio, coadiuvato da un Consiglio di Amministrazione.
L’interno, ricco di marmiaffreschi emosaici, e’ a croce latina a tre navate con grandiosa cupola (57 m.) su 4 pilastri, transetto a 3 navate e deambulatorio attorno al presbiterio.
Entrando in Basilica dalla porta centrale, si passa sotto la monumentale e ricchisssima cantoria opera dell’arch. Giovanni Rispoli, con bellissimi intagli, sede di uno dei migliori organi, costruito dalla ditta del Cav. Pacifico Inzoli di Crema ed inaugurato l’8 maggio 1890. È stato successivamente ingrandito.
Sull’Altare maggiore e’ la veneratissima Madonna di Pompei, tela seicentesca, della scuola di Luca Giordano, restaurata nel 1965, adorna di gemme e racchiusa entro una ricca cornice di bronzo; attorniata dai Misteri del Rosario, dipinti su rame da Vincenzo Paliotti.
Le cappellette laterali del tempio sono dedicate a Santi particolarmente venerati nel Santuario; nella volta (catino) sono rappresentati i misteri del Rosario realizzati in mosaico dalla Scuola Vaticana.

La supplica alla Madonna di Pompei è una pratica devozionale cattolica che viene recitata l’8 maggio e la prima domenica di ottobre davanti all’immagine della Madonna di Pompei. La tela originale è attribuita alla scuola di Luca Giordano ed è un’opera del Seicento. Questa immagine è ora divenuta estremamente popolare e diffusa in tutto il mondo, soprattutto nell’Italia meridionale e tra gli emigranti italiani.madonna-del-rosario-di-pompei

Il quadro rappresenta la Madonna del Rosario che offre appunto un rosario a San Domenico Guzman fondatore dell’ordine domenicano, particolarmente legato al culto del rosario, e a santa Caterina da Siena.

Parrocchie e santuari dedicati alla Madonna di Pompei, e quindi centri dove è uso la pratica della supplica sono segnalati:

  • negli Stati Uniti (New York, Chicago, Providence, Lancaster)
  • in Canada (Vancouver, Montreal),
  • in Argentina, Brasile, Venezuela, Uruguay

Il culto fu introdotto da Bartolo Longo, e in breve tempo acquistò fama internazionale, per i prodigi verificatisi. Dopo la sua morte si aprì la causa di beatificazione che terminò nel 1980 con esito positivo per cui è attualmente Beato; mentre è tuttora in corso la causa di canonizzazione. La Basilica Pontificia, ricca di ex voto, è una delle mete italiane più frequentate per pellegrinaggi per impetrare grazie. L’importanza della pratica devozionale ha indotto la Santa Sede a creare la Prelatura territoriale di Pompei, una delle sole due prelatureesistenti in Italia (l’altra è Loreto).

Il testo della supplica ha subito diversi ritocchi negli anni seguenti al Concilio Vaticano II, anni nei quali si è rivisto il testo e sono stati eliminati gli accenti più sinceri della spiritualità del beato Bartolo Longo. È tuttavia ancora molto facile trovarla, a stampa, nell’edizione originale.

Museo del Santuario
Sono esposti oggetti pervenuti in dono. Al centro della Sala un artistico presepe napoletano con pastori dell’800.
Aperto dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.30.

Il Villino
Sono esposti oggetti pervenuti in dono. Al centro della Sala un artistico presepe napoletano con pastori dell’800.
Aperto dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.30.

Cripta: Vi si accede da due porte, poste a destra e a sinistra dell’Altare Maggiore. Al centro, dietro l’altare, dipinti murali eseguiti dal Casaril (1966), ai lati due statue marmoree simboleggianti l’orazione mentale e l’orazione vocale. Sul lato destro un Crocifisso e una Statua dell’Addolorata, appartenute a Bartolo Longo.

Orari:
Mattino: dalle 8.00 alle 13.00

Pomeriggio:
Ottobre/Aprile dalle 15.30 alle 18.00
Maggio/Settembre dalle 16.00 alle 18.30

 

 

Supplica
Si celebra l’8 maggio e la prima domenica di ottobre. Antivigilia: ore 18.30 venerazioni dell’immagine della Madonna Vigilia: dalle ore 20.00 veglia di preghiera. A mezzanotte CelebrazioneEucaristica Festa: ore 11.00 S. Messa solenne e recita della Supplica alla Madonna

Quindici Sabati
E’ devozione tipica di Pompei ispirata alla meditazione e recita del Rosario. Si pratica due volte all’anno, in preparazione alla festa della Supplica, alle ore 17.45.

13 Novembre
E’ la data di nascita della nuova Pompei perchè in quel giorno del 1875 vi fu portata l’Immagine della Madonna. Discesa e Venerazione del quadro.

Festa del Beato B. Longo
Si celebra il 5 ottobre, giorno della sua morte. Programma preparato di anno in anno.

Mese di Maggio e di Ottobre
Particolare rilievo viene dato a questi due mesi tanto cari ai devoti della Madonna . Numerosi i pellegrininaggi: è bene prenotarsi. Al 31 maggio si svolge la processione dal Santuario a Piazza dell’Immacolata.

Chiusura del Quadro
Da lunga tradizione, al termine della giornata, l’Immagine della Madonna viene coperta da una pesante lastra di acciaio, mentre i fedeli Le rivolgono un canto di saluto.

Via Crucis
Durante i Venerdi di Quaresima si pratica, in Santuario, il pio esercizio della Via Crucis, alle 17.45. Il venerdi prima della Domenica delle Palme, si svolge in forma solenne nel Piazzale Giovanni XXIII, alle ore 17.00. Ai pellegrini organizzati si concede di poter compiere il pio esercizio nel Piazzale Giovanni XXIII, previo accordo con il Rettore del Santuario, anche in altri tempi dell’anno.

Tempo di Natale
25 dicembre: Natale del Signore. Alla mezzanotte: S. Messa e Processione con l’immagine di Gesù Bambino dal Santuario al presepe presso L’Istituto B. Longo. Ore 11.00 S. Messa solenne. 31 dicembre: Ringraziamento di fine d’anno. Ore 17.00 S.Messa. 1 gennaio: Maria SS. Madre di Dio. Giornata mondiale della Pace. Ore 11.00 S. Messa Solenne. 6 gennaio: Epifania del Signore. Ore 18.30 S. Messa solenne e Bacio dell’Immagine di Gesù Bambino.

Settimana Santa e Pasqua
Domenica delle Palme
Ore 10.30: Piazzale Giovanni XXIII. Commemorazione dell’ingresso del Signore in Gerusalemme: Benedizione delle Palme, Processione al Santuario, Celebrazione della S. Messa.

Giovedi Santo
Ore 10.00 Concelebrazione Eucaristica e Benedizione degli Oli Santi.
Ore 18.00 Concelebrazione Eucaristica, Commemorazione della Cena del Signore.
Ore 21.00 Adorazione del SS. Sacramento.

Venerdi Santo
Ore 18.00 Celebrazione della Passione del Signore.

Adorazione della S. Croce, S. Comunione.
Processione con la statua di Gesù morto, in Piazza Bartolo Longo. Potrà essere sostituita dalla devota rappresentazione della Passione del Signore.

Sabato Santo
Ore 10.00 Veglia di preghiera in onore della Madonna Addolorata.
Ore 23.00 Veglia pasquale nella Notte Santa.

Domenica di Pasqua
Ore 11.00 Santa Messa Solenne.

Unità dei Cristiani
La settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani viene celebrata dal 18 al 25 di gennaio, alle ore 17.45. Il giorno 17 è dedicato agli Ebrei.

Feste Mariane
Le Feste Mariane vengono ricordate con particolare solennità e quella dell’Immacolata è preceduta dalla Novena, ore 17.45.

Santuario di Pompei

 

Museo Nazionale Capodimonte

Museo Nazionale Capodimonte con la Collezione Farnese e la Collezione borbonica

Museo Nazionale Capodimonte è situato nel Palazzo Reale di Capodimonte, che sorge tra il verde intenso dell’omonimo parco collinare dal quale si possono ammirare fantastiche vedute della città di Napoli….. a pochi minuti dal B&B !

Museo Nazionale Capodimonte

Il Museo annovera con oltre 1700 opere una della più belle collezioni di dipinti d’Italia ed una vasta raccolta di oggetti d’arte occidentale ed orientale in prevalenza di epoca medioevale. Presente anche una prestigiosa sezione di arte contemporanea. Ospita le collezioni Farnese e borbonica che costituiscono i nuclei principali del patrimonio museale di Capodimonte. L’origine della raccolta Farnese si deve all’azione politica e alle scelte culturali di Alessandro Farnese (1468-1549), che, ancora prima di diventare papa col nome di Paolo III, aveva coltivato l’interesse per il collezionismo artistico e antiquario.

Quando Carlo III ereditò dalla madre Elisabetta Farnese la ricca collezione Farnese, pensò subito di erigere una costruzione ove poterla ospitare. Affascinato dalla posizione e dalla rigogliosa vegetazione della collina di Capodimonte, che già aveva destinato come riserva di caccia, decise che era il luogo ideale per costruirvi il Palazzo Reale e con esso il Parco, che era un elemento comune agli altri siti reali. Affidò allora la costruzione all’ingegnere Giovanni Antonio Medrano, i cui lavori iniziarono il 10 settembre del 1738.

Napoli - Museo di Capodimonte (salone da ballo)

Napoli - Museo di Capodimonte (Galleria delle porcellane)

Napoli - Museo di Capodimonte (appartamento reale2)

 

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Museo Nazionale Capodimonte – informazioni utili

Collezione APPARTAMENTO REALE

L’appartamento reale, che occupa buona parte del lato sud della reggia, si articola in fastosi ambienti monumentali (la Sala della Culla, il Salone delle Feste, il Salone Camuccini)e in piccoli intimi ambienti (il Salottino di Porcellana e la Camera da letto alla pompeiana).

Completano il percorso la galleria delle porcellane, in cui sono esposti splendidi esemplari delle Reali Fabbriche di Capodimonte e di Napoli, l’armeria farnesiana e borbonica e le sale destinate all’esposizione della collezione de Ciccio in allestimento.

Collezione GALLERIA FARNESE

La raccolta origina dalla passione collezionistica di papa Paolo III, al secolo Alessandro Farnese, coltivata già durante il suo cardinalato.
Lo studiato mecenatismo, le illustri committenze agli artisti più acclamati, come Tiziano e Raffaello, e l’acquisto erudito di opere d’arte, guidati dal papa, prima, e dai suoi discendenti, poi, con intento auto celebrativo, contribuirono a legittimare il ruolo sociale e politico della famiglia. La straordinaria collezione comprende celebri dipinti, sculture, disegni e rari e preziosi oggetti d’arte raccolti un tempo nella

Museo Nazionale Capodimonte

“Galleria delle cose rare”, una sorta di camera delle meraviglie. Proveniente dalle residenze farnesiane di Parma, Piacenza, Colorno, Caprarola e Roma, fu trasferita a Napoli per volontà di Carlo di Borbone, divenuto re nel 1734 ed erede della madre Elisabetta Farnese, ultima discendente della famiglia. La costruzione stessa della Reggia di Capodimonte fu decisa per collocare adeguatamente il formidabile patrimonio artistico, oltre che per assolvere alla funzione di residenza reale.
Allestita al piano nobile del Museo di Capodimonte, occupa 23 sale, in successione cronologica e organizzate per “scuole”, a cui si aggiunge l’insieme degli oggetti d’arte riuniti con un’impostazione da Wunderkammer. Il primo ambiente (sala 2), che introduce alla Galleria, raccoglie i ritratti dei Farnese, di Paolo III e dei suoi nipoti, il cardinale Alessandro ed Ottavio, come di suo figlio Pier Luigi, primo duca di Parma e Piacenza, offrendo un suggestivo incontro con i rappresentanti di uno dei potentati più ricchi nell’Europa del Cinquecento. Parte della collezione è conservata nei depositi e nel Gabinetto di Disegni e Stampe.

Il Bosco fu voluto da Carlo III di Borbone nel 1734. Fu concepito inizialmente come riserva da caccia ma con il Re Ferdinando II fu trasformato in giardino all’inglese, assumendo l’aspetto che conserva attualmente.

Si estende su un’area di 134 ettari (1.340.000 m²). Si presenta come un bosco intervallato da ampie praterie, valloni solcati da piccoli torrenti e aree ricche di cave, caratteristica tipica delle colline napoletane.

L’area adiacente il Museo di Capodimonte è caratterizzata da ampi prati con varie specie vegetali. In quest’area, oltre alla Reggia, vi sono diversi fabbricati, edificati principalmente nel ‘700: il Casino dei Principiil Palazzo Palazzottile Scuderie e la Chiesa di San Gennaro di Ferdinando Sanfelice. Oltre la Porta di Mezzo, si entra nel Bosco vero e proprio, con cinque viali principali che hanno vari bivi e diramazioni, per un complessivo numero di oltre 100 tra vialetti e sentieri. I cinque viali iniziano in un grande piazzale nel quale sono presenti varie statue settecentesche.

Nel Bosco che si trova oltre la Porta di Mezzo vi sono vari fabbricati, edificazioni, statue e fontane. I principali sono l’Edificio Torre, la Real Fabbrica delle Porcellane, la Vaccheria, il Casino della Regina, il Fabbricato Cataneo.
Sala 68 (Museo di Capodimonte) 001

Contatti Segreteria

telefono: 0039 081 7499154
email: mu-cap@beniculturali.it

Ufficio Accoglienza e Valorizzazione

telefono: 0039 081 7499130
email: mu-cap.accoglienza.capodimonte@beniculturali.it

Orari

Apertura straordinaria serale tutti i giovedì fino alle ore 22.30 (ultimo ingresso alle 21.30) fino al 12 ottobre.

Ingresso con biglietto ridotto di 4 euro.

Il Museo di Capodimonte è aperto tutti i giorni tranne il mercoledì dalle 8.30 alle 19.30. L’ultimo ingresso consentito è alle 18.30. Le operazioni di chiusura del Museo e deflusso dei visitatori verso l’uscita iniziano alle 19.00.

Il museo è chiuso ogni mercoledì, il 1 gennaio e il 25 dicembre.

Per garantire la tutela delle opere d’arte e dare a tutti l’opportunità di godere appieno della visita al museo, vista la grande affluenza di pubblico, nelle giornate ad ingresso gratuito è vietato l’accesso ai gruppi organizzati.

L’Appartamento reale si visita alle ore 10.00. Il Barocco napoletano si visita alle ore 16.00. Si prega di notare che le sale indicate potrebbero occasionalmente restare chiuse.

L’Arte Contemporanea resterà chiusa fino al 14 ottobre 2017 per l’allestimento della mostra Split! di John Armleder.

L’Armeria e la collezione dei Manifesti Mele sono temporaneamente chiuse per allestimenti in corso.

Per accedere alla sala dell’800, alla Galleria Fotografica di Mimmo Jodice, alla sezione Ottocento privato è necessario prenotare (preferibilmente per la domenica mattina, tranne la prima domenica di ogni mese), attendendo e-mail di conferma all’indirizzo:

mu-cap.accoglienza.capodimonte@beniculturali.it

La Collezione Borgia è visitabile per motivi di studio. Per contatti scrivere a paola.giusti@beniculturali.it

Il Bosco di Capodimonte segue i seguenti orari di apertura:

nei mesi di ottobrefebbraio e marzo:
apertura ore 7,15 e chiusura ore 18,00.

nei mesi di novembredicembre e gennaio:
apertura ore 7,15 e chiusura ore 17,00.

nei mesi di aprilemaggiogiugnoluglioagosto e settembre:
apertura ore 7,15 e chiusura ore 19,30.

Il Bosco di Capodimonte è chiuso il 25 dicembre, il 1 gennaio e a Pasquetta il 17 aprile.

Prenotazioni

Tel . 081 7499111

mu-cap@beniculturali.it

Visite per gruppi

orario: a scelta
lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco
partecipanti: max 25
durata: 1 ora e 30 minuti
costo: € 90,00
prenotazione necessaria 848.800.288

Come raggiungerci

  • Dall’autostrada : prendere la tangenziale, uscita Capodimonte
  • Dalla stazione centrale:  Linea 1 Metropolitana, fermata Museo; proseguire con autobus*Linea 2 Metropolitana, fermata Piazza Cavour; proseguire con autobus*
  • Dal centro della città: autobus*: fermata in Piazza Museo (adiacenze Museo Archeologico Nazionale), linee: 168 e 178 (fermata Porta Piccola, via Miano); C63 (fermata Porta Grande, via Capodimonte); R4 (fermata Viale Colli Aminei, distante ca. 200 m da Porta Piccola)È possibile acquistare i biglietti bus/metro in edicola, bar tabacchi o distributori automatici presso le stazioni metro.Il Museo di Capodimonte è tra le fermate della linea A del Citysightseeing bus.
Museo Archeologico Nazionale Napoli

Museo Archeologico Nazionale Napoli è il più importante museo archeologico d’Europa..

Museo Archeologico Nazionale Napoli con la collezione pompeiana, farnese ed egiziana…… a 20 minuti dal B&B !

Museo Archeologico Nazionale Napoli ….è il più importante museo archeologico d’Europa.

Grazie non solo ai ritrovamenti degli scavi di Pompei sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., ma anche per le numerose collezioni, una sezione egizia ed una serie di sale che espongono pezzi di grande valore storico ed artistico.

Napoli, museo archeologico2

Oltre al già citato materiale venuto alla luce ad Ercolano e Pompei (bronzi, marmi, calchi, pitture, suppelletili) ed ai ritrovamenti degli scavi di Cuma, sono da annoverare la collezione Borgia di antichità etrusche ed egizie e la collezione Santagelo di monete antiche. Fra la sale vanno ricordate quelle con il grande mosaico che raffigura “La battaglia di Alessandro a Isso”, il gruppo dei Tirannicidi, il Toro Farnese e l’Ercole, le Tavole di Eraclea e le Sale del Tempio di Iside.

La storia del palazzo del Museo
La costruzione dell’edificio del Museo fu iniziata nel 1586 dal viceré di Napoli Don Pedro Giron, con l’intezione di creare una scuderia. Successivamente nel 1612 Don Pedro Fernando de Castro, viceré di Napoli dal 1610 al 1616, incaricò l’architetto Giulio Cesare Fontana di progettarvi il “Palazzo dei Regi Studi”, quello che sarebbe diventata la nuova sede dell’Università.
Nel 1777 l’Ateneo napoletano fu trasferito nel Real Convitto del Salvatore ed il re Ferdinando IV di Borbone destinò l’edificio a sede del Museo Borbonico e della Real Biblioteca. Gli architetti Ferdinando Fuga, prima, e Pompeo Schiantarelli, poi, furono incaricati di ampliare il vecchio Palazzo degli Studi per convertirlo a Museo universale. Tra le trasformazioni architettoniche, la più significative di quegli anni fu l’innalzamento del primo piano sulle due ali del palazzo.
Dopo l’Unità d’Italia, nel 1861, il Museo Borbonico divenne proprietà del nascente Stato italiano ed assunse così il nome di Museo Nazionale.

Archeonap

 

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Museo Archeologico Nazionale Napoli – informazioni utili

Il museo è formato da tre sezioni principali: la collezione Farnese (costituita da reperti provenienti da Roma e dintorni), le collezioni pompeiane (con reperti provenienti dall’area vesuviana, facenti parte soprattutto delle collezioni borboniche) e la collezione egizia che, per importanza, si colloca in Italia al secondo posto dopo quella del museo egizio di Torino. Sia questi tre settori che altri del museo sono costituiti da collezioni private acquisite o donate alla città nel corso della storia, come per esempio, oltre alle già citate collezioni Farnese e Borbone, la collezione Borgia, la Santangelo, la Stevens, la Spinelli ed altre.

Collezione Farnese

La collezione Farnese ospita tutti i reperti archeologici raccolti a partire dal XVI secolo da Alessandro Farnese, futuro papa Paolo III. Ottenute per acquisto o per confisca altre collezioni minori, quella Farnese si arricchì considerevolmente con i rinvenimenti degli scavi romani. Con l’estinzione del ramo familiare, l’intera collezione passò ad Elisabetta Farnese, madre di Carlo di Borbone. Il trasferimento a Napoli delle sculture, tuttavia, si ebbe solo con Ferdinando IV nel 1787 circa.

La collezione occupa al piano terra tutte le sale e gallerie (1-29) disposte intorno al cortile orientale (sul lato destro dell’atrio di ingresso). Al centro del cortile vi è inoltre uno splendido labrum in porfido rosso facente parte anche esso della collezione Farnese. Il nuovissimo allestimento, frutto di approfonditi studi sulla storia della collezione e dei singoli pezzi, ha richiesto naturalmente uno sforzo notevolissimo sia di energie che di mezzi che non hanno permesso un’apertura delle varie sale se non progressivamente ed in tempi diversi. Lo stesso ha permesso di riordinare le sculture farnesiane raggruppandole per luoghi e palazzi di provenienza, secondo come esse erano suddivise ed esposte a Roma prima che venissero trasferite a Napoli.

Collezioni pompeiane

La raccolta di collezioni pompeiane nasce sostanzialmente con gli scavi archeologici di Pompei avviati nel corso della prima metà del XVIII secolo, su volontà dell’allora re di Napoli Carlo di Borbone. La raccolta costituisce il nucleo principale della collezione Borbone ed include tutti i reperti rinvenuti negli scavi vesuviani: sculture, mosaici, armeria, affreschi ed altri svariati pezzi, tra cui dei papiri rinvenuti ad Ercolano ed oggi alla biblioteca nazionale del palazzo reale.

L’intera collezione fu trasferita nella sede attuale solo intorno al XIX secolo in quanto fino ad allora trovò sistemazione nel museo Herculanense di Portici (museo intitolato ad Ercolano in quanto i reperti provenivano fino ad allora principalmente da quell’area). Con l’avvento di Gioacchino Murat, dal 1806 a 1808, gli scavi ricominciarono e questa volta i reperti rinvenuti riguardarono principalmente la zona pompeiana, andando a formare così la parte più cospicua della raccolta e donando conseguentemente la denominazione attuale della sezione museale. Intorno alla prima metà dell’Ottocento furono trovati gli elementi più numerosi e forse più importanti della collezione: i mosaici.

I rinvenimenti che interessarono l’area di Boscoreale, ultima per cronologia (sul finire del XX secolo, furono invece dispersi in più musei stranieri, principalmente al Louvre di Parigi.

Orari e Prezzi

Indirizzo:
Piazza Museo, 19,
80135 Napoli
Telefono:081 442 2149

Il Museo Archeologico di Napoli è aperto tutti i giorni dalle 9.00-20.00.

L’ingresso è fino alle 19.00. Il museo è aperto tutti i giorni tranne il martedì.

Giorni di chiusura: 1° gennaio, 1° maggio, 25 dicembre.

Costo del biglietto d’ingresso: Intero €6,50, ridotto €3,25, gratuito per i cittadini dell’Unione europea sotto i 18 e sopra i 65 anni. E’ possibile prenotare l’ingresso: singoli €1,50, gruppi €20,00, scuole €5,00.

Come arrivare al Museo Archeologico di Napoli: dalla stazione centrale Metro 1 fermata MuseoMetro 2 fermata Cavour – Autobus R4 – R1 – CS – C63 – C47 C34 – C16. Dal Porto percorrendo a piedi Via Roma fino al Museo.

Collezione Egizia

Si trova nel piano seminterrato cui si accede dal piano terra, a destra dello scalone principale, alla fine della galleria degli imperatori (Sale 18-23).

Per importanza è la seconda collezione di manufatti egizi in Italia, dopo quella del museo egizio di Torino; in senso cronologico è invece la più antica.

Il primo nucleo fu costituito tra il secondo ed il terzo decennio dell’Ottocento acquisendo materiali da collezioni private e dagli scavi borbonici dell’area vesuviana e dell’area flegrea.

In particolare, di grande importanza sono le opere appartenenti alla collezione Borgia, formata nella seconda metà del Settecento dal cardinale Stefano Borgia, già erede di una raccolta di oggetti antichi rinvenuti nei dintorni di Roma e di Velletri.

MAN sala meridiana 1040573

Museo Archeologico Nazionale Napoli