spaccanapoli

Piazzetta Nilo

Piazzetta Nilo

Piazzetta Nilo si trova lungo la famosa Spaccanapoli, proprio all’inizio di via San Biagio dei Librai , uno dei tre decumani della Napoli greco-romana: siamo proprio nel cuore del centro antico e non a caso la piazza e la statua del dio Nilo che la caratterizza sono dette “il Corpo di Napoli”.

Singolarità della piazza è che conserva da oltre duemila anni la medesima denominazione, ossia da quando un consistente numero di nativi di Alessandria d’Egitto si stabilirono in quella zona della città ed eressero così la statua del Nilo per ricordare la loro terra lontana.

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Caratteristica principale della piazza è la statua raffigurante il dio Nilo come vecchio barbuto con una cornucopia (simbolo di abbondanza per gli antichi) lungo il braccio destro, il fianco appoggiato su di un sasso ed i piedi su una testa di coccodrillo. La scultura, ha subito nel corso dei millenni varie “peripezie” sparendo per un certo periodo nel XV secolo, perdendo la testa nel XVII secolo (poi ricostruita dagli amministratori dell’epoca); malgrado tutto oggi la statua è ancora lì dove la vollero gli Alessandrini più di duemila anni fa.Partendo dalla piazzetta ed imboccando via San Biagio dei Librai si raggiunge dopo pochi minuti di cammino la celebre via dei presepi, via San Gregorio Armeno .

Via Caracciolo

Via Caracciolo è una parte del lungomare di Napoli…

..quello che si estende da Mergellina fino a Santa Lucia, ma per i Napoletani è il Lungomare oppure A’ Caracciolo, meta obbligata della passeggiata domenicale, prima del grande pranzo con la famiglia.

Notizie

Il nome della strada celebra l’ammiraglio napoletano della Reale Flotta borbonica Francesco Caracciolo. Divenuto sostenitore della rivoluzione del 1799, fu giustiziato nello stesso anno durante la repressione che seguì la restaurazione Borbonica.

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Altre Info

La passeggiata al lungomare è un rito ripetuto spesso da tutti i napoletani e consigliato ai numerosi turisti: all’inizio del lungomare, al largo Sermoneta , possiamo ammirare la seicentesca fontana del Sebeto e proseguendo per via Caracciolo vediamo il porticciolo di Mergellina, con l’attracco degli aliscafi per le isole del golfo, le tante imbarcazioni turistiche ed i pescatori che vendono il pesce sui marciapiedi o direttamente dalle barche. Più avanti possiamo ammirare gli eleganti edifici che si affacciano direttamente sul golfo e poi i giardini e gli alberi della Villa Comunale, con la cassa armonica, le fontane e l’acquario Dohrn, il più antico d’Europa.Via Caracciolo è anche un’arteria cruciale per il traffico cittadino ed è quindi percorsa da numerose auto, anche se il largo marciapiede consente di passeggiare in tutta calma. Ma è la domenica mattina, quando viene spesso pedonalizzata, che si possono ammirare indisturbati le bellezze del Golfo, prendendo un aperitivo all’ombra delle palme negli chalet della Villa Comunale. Ed è così che godevano il lungomare i napoletani di oltre cento anni fa: infatti questo tratto di strada prima non esisteva, al suo posto c’era una grande spiaggia ed il mare, che in alcuni tratti giungeva fino ai palazzi della Riviera di Chiaiae lambiva i giardini della Villa Comunale. Alla fine dell’Ottocento, in seguito a nuovi piani di sviluppo della città, si decise di creare una nuova strada, colmando la spiaggia, e dedicarne la memoria al celebre ammiraglio napoletano.La passeggiata lungo Via Caracciolo può partire da Mergellina, raggiungibile con la Linea 2 della metropolitana, fermandosi alla stazione omonima. In alternativa raggiungere Piazzetta Augusteo con la Funicolare centrale e da lì percorrere via Toledo, Piazza Trieste e Trento, via Chiaia, Piazza dei Martiri fino a giungere alla Villa Comunale.

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Via Toledo (già Via Roma)

Via Toledo

Via Toledo (già via Roma) è una della principali strade di Napoli  ed una delle tappe preferite dello shopping cittadino. Lunga oltre 1200 metri, parte da Piazza Trieste e Trento e termina a Piazza Dante, intersecando importanti piazze ed arterie cittadine.
Lungo il suo percorso troviamo edifici storici, palazzi nobiliari, chiese monumentali, teatri, caffè e celebri pasticcerie, banche ed ovviamente innumerevoli negozi e boutique di marchi prestigiosi.

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Difficilmente troverete però un napoletano, soprattutto se avanti con gli anni, che la chiami col suo nome, perchè fino a qualche decennio fa la strada era denominata Via Roma, e con questo nome viene tuttora indicata dai più.

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La sua denominazione attuale di Via Toledo è in realtà anche il suo vecchio nome e ne celebra l’artefice della sua costruzione, ovvero il vicerè Pedro de Toledo, che nel 1536 ne affidò il progetto ai regi architetti Giovanni Benincasa e Ferdinando Manlio. L‘idea del vicerè era stata quella di collegare la zona fuori le mura del largo di Mercato (l’attuale Piazza Dante) con il nuovo quartiere in forte espansione di Chiaja, donando così alla città quella che oggi è una delle sua arterie principali.
Fu solo dopo l’Unità d’Italia, nel 1870, che si decise di chiamarla Via Roma in onore della nuova capitale del Regno.La strada è per buona parte pedonalizzata, quindi può essere percorsa tranquillamente ammirandone i punti d’interesse. La passeggiata può cominciare dalla stazione Dante della linea 1 della Metro oppure, dall’altro capo della strada, dalla stazione Piazza Augusteo della funicolare Centrale. Entro il 2010, a circa metà del suo percorso (angolo via Diaz), sarà aperta la nuova stazione Toledodella linea 1 della Metropolitana di Napoli.

Spaccanapoli

Spaccanapoli

Spaccanapoli è una delle strade più celebri di Napoli, dove arte, tradizione, storia e cultura napoletana si coniugano mirabilmente in un caleidoscopio di sensazioni.

Il nome di questo famoso tracciato cittadino, che come vedremo più avanti non è un’unica strada, bensì l’insieme di sette strade, può essere compreso se si osserva una foto scattata dall’alto della città: si nota immediatamente come tale tracciato ne divida il centro storico con precisione quasi geometrica.

La foto può essere realizzata da chiunque andando alla Certosa di San Martino o a Castel San’Elmo, entrambi sulla sommità della collina del Vomero, da dove si ammira un panorama mozzafiato della città.

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Suggeriamo di provare questa esperienza, perchè nel vasto intrigo dei vicoli del centro storico, la prima cosa a risaltare è proprio il lungo e scuro corridoio di Spaccanapoli, costellato dai numerevoli campanili e dalle cupole delle chiese monumentali che sorgono sul suo percorso.Il realtà Spaccanapoli dal punto di vista toponomastico non esiste, si tratta piuttosto di un nome attribuito dai napoletani al suddetto tracciato, costituito da ben settestrade:- Via Pasquale Scura (la parte più alta, nei Quartieri Spagnoli, fino all’incrocio con via Toledo)
via Maddaloni
Via Benedetto Croce (che attraversa Piazza del Gesù Nuovo fino a Piazzetta Nilo)
Via San Biagio dei Librai (antico decumano, nel cuore del centro storico, fino a via Duomo)
Via Vicaria Vecchia, Via Forcella, Via Giudecca Vecchia (nel cuore di Forcella)

Percorrere Spaccanapoli è come attraversare la storia di Napoli, incontrando lungo il suo tragitto le testimonianze del passato della città ed i suoi tesori artistici. Di seguito viene riportato un breve tragitto guidato, non esaustivo, dove sono annotati i punti di maggiore interesse.

Si può partire da Piazza Dante, dove c’e’ la stazione Dante della Linea 1 della Metro, quindi un punto facilmente raggiungibile, e proseguire in direzione Via Toledo. Dopo pochi metri ci troviamo già ad incrociare via Maddaloni, un tratto di Spaccanapoli: ce ne accorgiamo subito perchè da un lato vediamo la sommità di San Martino e dall’altro il lungo percorso della strada che attraversa tutto il cuore di Napoli. Qui possiamo ammirare subito il Palazzo Carafa di Maddaloni , uno dei maggiori esempi di barocco napoletano.
Proseguendo lungo via Maddaloni, giungiamo a Piazza del Gesù Nuovo ricca di tesori e punti di interesse (rimandiamo al link specifico della piazza per gli approfondimenti).
Dalla piazza parte via Benedetto Croce, lungo la quale possiamo ammirare la Chiesa di Santa Chiara col suo magnifico chiostro maiolicato fino a giungere a Piazza San Domenico Maggiore. Questa bella piazza storica è caratterizzata da palazzi monumentali di grande interesse architettonico, come Palazzo Corigliano, e dall’abside poligonale dell’omonima chiesa, di stile gotico, ma successivamente arredata in un pomposo Barocco fatto di ori e stucchi, di grande impressione.
Percorrendo gli ultimi metri di Via Benedetto Croce, si giunge a Piazzetta Nilo, il cosidetto Corpo di Napoli, con la statua del dio Nilo, di oltre duemila anni fa, uno delle più antiche testimonianze del passato della città. Da lì parte Via San Biagio dei Librai, il tratto più antico, ci troviamo su uno dei tre decumani maggiori dell’antica città greco-romana, ed anche il più turistico: fra negozi di souvenir, botteghe artigiane, antiquari e venditori di prodotti eno-gastronomici tipici, giungiamo ad incrociare la famosa San Gregorio Armeno , la celebre strada dei presepi, visitabile tutto l’anno e di grande suggestione, e poco più avanti, al termine della via dei presepi, troviamo a piazza San Gaetano uno degli ingressi alla Napoli sotterranea, la cui visita rappresenta certamente uno dei modi più affascinanti di conoscere la città.
Ma ritornando a Spaccanapoli e proseguendo lungo il decumano maggiore giungiamo finalmente a via Duomo, una delle principali strade cittadine, dove troviamo la cattedrale di Napoli, il Duomo di San Gennaro. Attraversata via Duomo, Spaccanapoli prosegue fino dentro al cuore di Forcella.

Napoli Sotterranea

Napoli Sotteranea

Una visita della Napoli sotterranea è un’esperienza che cambia decisamente il modo di vedere la città e che meglio di qualunque altra visita guidata fa comprendere il passato e la storia millenaria di “Partenope”.
Sotto i marciapiedi affollati ed i vicoli di Spaccanapoli, sotto le strade cittadine ricoperte con i lastroni del Vesuvio, ad oltre 40 metri di profondità, si estende un vasto e suggestivo intrigo di caverne, cisterne, cunicoli e pozzi che vanno a costituire una città sotto la città!

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Già cinquemila anni fa i primi abitanti del Golfo avevano scavato la pietra tufacea di origine vulcanica del sottosuolo napoletano. Succesivamente anche i coloni greci usarono il tufo, materiale abbondante e di facile lavorazione, per costruire le loro fortificazioni, templi ed abitazioni. Il materiale da costruzione veniva ricavato direttamente dal sottosuolo sopra al quale si edificava. Così man mano che Neapolis cresceva si andava formando in profondità una immagine speculare della città.

I romani dettero un forte impulso alla sviluppo della Napoli sotterranea, perchè non solo continuarono l’opera di scavo per ricavare il materiale da costruzione, ma collegarono le varie cave con cuniculi, tunnel e canali per convogliarvi le acque del Serino, una fonte a 70 Km da Napoli, e trasformarle così in cisterne. In questo modo da ogni casa, tramite un pozzo, si poteva accedere alla cisterna sottostante e approviggionarsi d’acqua.
Accresciuto ed ampliato nei secoli successivi, il sistema creato dai romani fu usato da tutta la città per l’approvvigionamento idrico, fino a quando nel Seicento si cominciò a costruire un nuovo acquedotto parallelo: così lentamente le cisterne andarono svuotandosi, avendo perso la loro funzione originaria, anche se una parte del sistema rimase in funzione fino ai primi del Novecento , quando fu definitivamente abbandonato.

Ma la storia del sottosuolo napoletano non terminava qui, anzi, il sistema idirico persa la funzione originaria, fu adibito dai napoleti a svariati scopi, come abitazione nei periodi di carestia, come nascondiglio e come rifugio antiareo durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.
E proprio i segni di questo recente passato, lasciati dalle migliaia di napoletani che abitarono il sottosuolo cittadino, rendono la visita alla Napoli sotterranea un’espereinza unica e di grande interesse.

Esistono diversi punti di accesso alla Napoli sotterranea, così come diversi sono i percorsi storici e gli strati della città coinvolti. Varie associazioni cittadine si occupano da alcuni decenni di riqualificare e di rivalutare questo patrimonio di immenso valore che Napoli serba nel suo ventre. Attraverso queste associazioni è possibile effettuare visite guidate:

Per avere un primo approccio a ciò che ci riserva il sottosuolo è sufficiente recarsi a Piazza Bellini, non distante dalla fermata Dante della linea 1 della metropolitana e lì ammirare una parte delle mura di tufo dell’antica città greca sottostante.
Inoltre una visita agli scavi archeologici di San Lorenzo Maggiore, nella chiesa omonima, consente di avere un’altra suggestiva immagine del sottosuolo napoletano, fra mura greco-romane, cisterne e tunnel scavati nel tufo.
L’ingresso alla chiesa si trova in Piazza San Gaetano, proprio ad uno dei capi di Via San Gregorio Armeno, la celebre via dei presepi. Sito web: www.sanlorenzomaggiorenapoli.it

Inoltre non bisogna dimenticare le catacombe di San Gaudiosoe di San Gennaro ed il cimitero delle Fontanelle, che rappresentano altre suggestive visioni della Napoli che giace nel sottosuolo