Napoli Sotterranea

Visitare Napoli

Visitare Napoli, la città dai mille colori!

Visitare Napoli , la città dai mille colori!

Napoli , a due ore a sud di Roma, è la città più grande dell’Italia meridionale… ospita alcuni dei migliori teatri operistici e di prosa ed è spesso definita un museo all’aria aperta, grazie alle molte statue e monumenti storici. Unisciti alle famiglie che passeggiano al tramonto lungo la baia di Napoli. Visita i reperti di Pompei ed Ercolano, distrutte dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., presso il Museo Archeologico Nazionale oppure goditi arte e architettura del Museo Cappella Sansevero, costruito alla fine del 1500.

Visitare Napoli , un week end nella città partenopea può avere un positivo effetto sull’umore ed è estremamente consigliato, dunque anche nella stagione fredda.

Il treno è probabilmente il mezzo più comodo per giungere a Napoli, la stazione più importante è la Stazione Centrale, in piazza Garibaldi, ben collegata al resto della città tramite la metropolitana FS, la Circumvesuviana e gli autobus.

Visitare Napoli è una monade, Napoli è un teatro – ma sarebbe più corretto dire “Il teatro è Napoli”- Napoli è la Pizza, Napoli è il Presepe napoletano, Napoli è la sua lingua, si badi bene Lingua, non dialetto, Napoli è la canzone napoletana, Napoli è il Cinema, Napoli è San Gennaro, Napoli è la Smorfia, Napoli è una e cento maschere, Napoli è la pastiera napoletana, Napoli è o’ babbà, Napoli è nà tazzuniella è cafè, Napoli è Napoli.

Napoli è Capoluogo dell’omonima città metropolitana e della regione Campania, si estende lungo le pendici del Vesuvio fino ai Campi Flegrei ed affaccia sull’omonimo Golfo. Napoli è sicuramente una città da vedere in quanto ricchissima di storia e di cultura, inoltre offre non pochi luoghi ed occasioni di svago ed una cornice paesaggistica degna di nota.

Simbolo visivo di Napoli è il Castel Nuovo meglio noto come Maschio Angioino. La splendida costruzione sorge in Piazza Municipio, al lato dei giardini del Palazzo Reale e a pochi passi dal porto di Napoli che domina con la sua immensa mole.

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Il B&B Il Fauno dista solo 25 km da Napoli, facilmente raggiungibile in 20 minuti, sia in auto che con il treno della Circumvesuviana (a soli 500 metri dal B&B).

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Un itinerario napoletano può prendere le mosse attraversando Spaccanapoli. Chi non ne ha mai sentito parlare? Spaccanapoli è una delle arterie più celebri della città che divide il centro storico con una precisione quasi geometrica, un lungo corridoio puntellato di testimonianza del passato e di tesori artistici, ricco di campanili, di monumentali chiese e di palazzi aristocratici.
Piazza DantePiazza del Gesù NuovoPiazza San Domenico Maggiore, la Piazzetta Nilo con il cosiddetto Corpo di Napoli, la statua del Dio Nilo di oltre duemila anni fa (una delle più antiche testimonianze del passato della città) sono dei veri e propri scrigni ricchi di tesori architettonici.

Dalla Piazzetta Nilo comincia Via San Biagio dei Librai, il tratto più antico, uno dei tre decumani maggiori dell’antica città greco-romana e anche il più turistico: negozi di souvenir, botteghe artigiane, antiquari e venditori di prodotti enogastronomici.Napoli Castel Sant'Elmo

Percorrendo questo tratto si incrocia la famosa San Gregorio Armeno, la celebre strada dei presepi e, poco più avanti, si trova Piazza San Gaetano, uno degli ingressi della Napoli sotterranea.

Proseguendo ancora per Spaccanapoli e lungo il decumano maggiore si raggiunge Via Duomo, altre importante strada cittadina dove si può ammirare la cattedrale di Napoli, il noto Duomo di San Gennaro. Attraversata Piazza Duomo, Spaccanapoli prosegue fin nel cuore di Forcella.

Altra importante via cittadina, tappa preferita dei napoletani e dei turisti per lo shopping è Via Toledo (già via Roma). Parte da Piazza Trento e Trieste e termina a Piazza Dante incrociando importanti piazze e arterie cittadine.

Lungo il percorso si trovano edifici storici, palazzi nobiliari, chiese monumentali, teatri, caffè e celebri pasticcerie oltre a negozi e boutique di marchi prestigiosi. Fu costruita per volere del vicerè Pedro de Toledo, che nel 1536 ne affidò il progetto ai regi architetti Giovanni Benincasa e Ferdinando Manlio. L‘idea del vicerè era stata quella di collegare la zona fuori le mura del largo di Mercato (l’attuale Piazza Dante) con il nuovo quartiere in forte espansione di Chiaja, donando così alla città quella che oggi è una delle sua arterie principali.

Difficile descrivere i colori, il numero di botteghe e bancarelle che caratterizzano Via San Gregorio Armeno dove si può trovare di tutto, ma proprio di tutto per l’allestimento del presepe: capanne di sughero e di altri materiali delle più varie dimensioni, oggetti azionati da congegni meccanici, pastori di terracotta con abiti in tessuto realizzati su misura.

Sono, spesso, delle vere opere d’arte realizzate da famiglie di artigiani che si tramandano la tecnica e i segreti si di generazione in generazione. Non mancano tuttavia, in mezzo al pullulare di statuette, anche altri oggetti, dal più discutibile valore artistico, ma che denotano l’ironia e la fantasia del popolo napoletano ( Maradona, Dio di Napoli, a ricordo degli anni d’oro della squadra cittadina, o l’allora giudice Antonio di Pietro protagonista di Tangentopoli).

Via Caracciolo è una parte del lungomare di Napoli, quello che si estende da Mergellina fino a Santa Lucia, ma per i Napoletani è il Lungomare oppure A’ Caracciolo, meta obbligata della passeggiata domenicale, prima del grande pranzo con la famiglia.

Il nome della strada celebra l’ammiraglio napoletano Francesco Caracciolo, sostenitore della rivoluzione del 1799 venne giustiziato nello stesso anno durante la repressione che seguì la restaurazione borbonica. La passeggiata al lungomare è un rito ripetuto spesso da tutti i napoletani e consigliato ai numerosi turisti. Ma è la domenica mattina, quando il percorso è accessibile solamente ai pedoni, che si possono ammirare indisturbati le bellezze del Golfo, prendendo un aperitivo all’ombra delle palme negli chalet della Villa Comunale.

 

 

Visitare Napoli…. Via Chiaia elegante via cittadina, piena di negozi e boutique, ma anche di interessanti scorci ed edifici di interesse storico e artistico. Lungo la strada si trova il caffè Gambrinus e l’Antica Pizzeria Brandi quella della Pizza Margherita.

All’interno del locale si può leggere la lettera di ringraziamento inviata, nel 1889, dalla regina d’Italia Margherita di Savoia al pizzaiolo Raffaele Esposito per attestargli la propria stima. Proseguendo si incontra il Palazzo Cellammare costruito nel XVI secolo e assalito nel Seicento dal popolo durante la rivolta di Masaniello. A piazza Santa Caterina la via Chiaia termina, ma la passeggiata può continuare nell’elegante Via dei Mille, oppure alla riviera di Chiaia dopo aver attraversatola bella Piazza dei Martiri.

Senza dubbio la Piazza più nota di Napoli è Piazza Plebiscito. E’, oggi, la più grande e la più rappresentativa nonostante fino ai primi anni Novanta fosse ridotta a un grande

parcheggio mentre l’area antistante a Palazzo Reale era una strada a più corsie. Il nome della piazza si deve al Plebiscito con cui il 21 ottobre 1860 l’Italia Meridionale, allora Regno delle due Sicilie, si univa al Piemonte dei Savoia. La Piazza si sviluppa all’interno di quattro importanti costruzioni: la chiesa di San Francesco di Paola, il Palazzo Reale, il Palazzo Salerno ed il Palazzo della Foresteria. Al centro della piazza sono collocate due statue equestri di Antonio Canova, raffiguranti Ferdinando I e Carlo III di Borbone.

Piazza del Plebiscito ospita le manifestazioni più importanti della città, come la celebrazione del Capodanno, la nuova festa di Piedigrotta, concorsi ippici internazionali, concerti, manifestazioni politiche e i festeggiamenti per i successi sportivi della squadra di calcio del Napoli.

Se Piazza Plebiscito è certamente la piazza più rappresentativa di Napoli, Piazza del Gesù Nuovo è invece una delle più suggestive e caratteristiche del centro storico (è attraversata da Spaccanapoli) e di tutta la città.

La piazza prende il nome dalla cinquecentesca Chiesa del Gesù Nuovo, così detta per distinguerla da un’altra chiesa del Gesù già esistente, (che fu poi ribattezzata naturalmente Chiesa del Gesù Vecchio).

La chiesa è uno dei migliori esempi di barocco napoletano e colpisce soprattutto per la suggestiva facciata in bugnato con tre grossi portali, uno per ogni navata interna. Particolari di tale facciata furono riprodotti sul lato posteriore delle banconote da diecimila lire degli anni Settanta ed Ottanta.

Sul lato opposto alla facciata della chiesa del Gesù, imboccando già via Benedetto Croce, troviamo la facciata gotica della chiesa di S. Chiara e più avanti il campanile.

Napoli è una città di magia, superstizioni e numeri, come scriveva Matilde Serao: “Tutte le superstizioni sparse nel mondo sono raccolte in Napoli e ingrandite …”. Nella città partenopea le credenze popolari diventano parte integrante della cultura, infatti, si dice che per i suoi vicoli si aggirino ‘o munaciello (spiritello dispettoso) e ‘a bella ‘mbriana (spirito benigno). superstizione.napoli

La superstizione indica la credenza che gli eventi futuri possano essere influenzati da determinati comportamenti o oggetti, senza alcuna relazione tra di essi, e a Napoli, dove a tutto c’è rimedio, sono numerosi gli scongiuri e gli amuleti che vengono utilizzati contro la “jettatura“.

Oltre alle celebri formule antimalocchio, i napoletani sono legati a diversi talismani quali il ferro di cavallo, il gobbetto (‘o scartellato nella Smorfia Napoletana), il numero 13, la corona d’aglio, il peperoncino ed in particolare le corna ed il corno. Il gesto di fare le corna è utilizzato per mandare via la malasorte, mentre, al cornovengono attribuiti determinati poteri di allontanamento delle influenze maligne a patto che esso sia di colore rosso, fatto a mano, storto e a punta.

Napoli è una città molto legata anche ai numeri, infatti, l’originalità della superstizione in questa città sta nel gioco del Lotto e nella lettura della Smorfia, a cui i napoletani si affidano per interpretare i sogni, ma anche i fatti quotidiani, in termini di numeri da giocare al Lotto. In particolare, per la smorfia il 17 è “la disgrazia” e abbinato al venerdì è ritenuto dai napoletano molto sfortunato.

Spaccanapoli

Spaccanapoli

Spaccanapoli è una delle strade più celebri di Napoli, dove arte, tradizione, storia e cultura napoletana si coniugano mirabilmente in un caleidoscopio di sensazioni.

Il nome di questo famoso tracciato cittadino, che come vedremo più avanti non è un’unica strada, bensì l’insieme di sette strade, può essere compreso se si osserva una foto scattata dall’alto della città: si nota immediatamente come tale tracciato ne divida il centro storico con precisione quasi geometrica.

La foto può essere realizzata da chiunque andando alla Certosa di San Martino o a Castel San’Elmo, entrambi sulla sommità della collina del Vomero, da dove si ammira un panorama mozzafiato della città.

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Suggeriamo di provare questa esperienza, perchè nel vasto intrigo dei vicoli del centro storico, la prima cosa a risaltare è proprio il lungo e scuro corridoio di Spaccanapoli, costellato dai numerevoli campanili e dalle cupole delle chiese monumentali che sorgono sul suo percorso.Il realtà Spaccanapoli dal punto di vista toponomastico non esiste, si tratta piuttosto di un nome attribuito dai napoletani al suddetto tracciato, costituito da ben settestrade:- Via Pasquale Scura (la parte più alta, nei Quartieri Spagnoli, fino all’incrocio con via Toledo)
via Maddaloni
Via Benedetto Croce (che attraversa Piazza del Gesù Nuovo fino a Piazzetta Nilo)
Via San Biagio dei Librai (antico decumano, nel cuore del centro storico, fino a via Duomo)
Via Vicaria Vecchia, Via Forcella, Via Giudecca Vecchia (nel cuore di Forcella)

Percorrere Spaccanapoli è come attraversare la storia di Napoli, incontrando lungo il suo tragitto le testimonianze del passato della città ed i suoi tesori artistici. Di seguito viene riportato un breve tragitto guidato, non esaustivo, dove sono annotati i punti di maggiore interesse.

Si può partire da Piazza Dante, dove c’e’ la stazione Dante della Linea 1 della Metro, quindi un punto facilmente raggiungibile, e proseguire in direzione Via Toledo. Dopo pochi metri ci troviamo già ad incrociare via Maddaloni, un tratto di Spaccanapoli: ce ne accorgiamo subito perchè da un lato vediamo la sommità di San Martino e dall’altro il lungo percorso della strada che attraversa tutto il cuore di Napoli. Qui possiamo ammirare subito il Palazzo Carafa di Maddaloni , uno dei maggiori esempi di barocco napoletano.
Proseguendo lungo via Maddaloni, giungiamo a Piazza del Gesù Nuovo ricca di tesori e punti di interesse (rimandiamo al link specifico della piazza per gli approfondimenti).
Dalla piazza parte via Benedetto Croce, lungo la quale possiamo ammirare la Chiesa di Santa Chiara col suo magnifico chiostro maiolicato fino a giungere a Piazza San Domenico Maggiore. Questa bella piazza storica è caratterizzata da palazzi monumentali di grande interesse architettonico, come Palazzo Corigliano, e dall’abside poligonale dell’omonima chiesa, di stile gotico, ma successivamente arredata in un pomposo Barocco fatto di ori e stucchi, di grande impressione.
Percorrendo gli ultimi metri di Via Benedetto Croce, si giunge a Piazzetta Nilo, il cosidetto Corpo di Napoli, con la statua del dio Nilo, di oltre duemila anni fa, uno delle più antiche testimonianze del passato della città. Da lì parte Via San Biagio dei Librai, il tratto più antico, ci troviamo su uno dei tre decumani maggiori dell’antica città greco-romana, ed anche il più turistico: fra negozi di souvenir, botteghe artigiane, antiquari e venditori di prodotti eno-gastronomici tipici, giungiamo ad incrociare la famosa San Gregorio Armeno , la celebre strada dei presepi, visitabile tutto l’anno e di grande suggestione, e poco più avanti, al termine della via dei presepi, troviamo a piazza San Gaetano uno degli ingressi alla Napoli sotterranea, la cui visita rappresenta certamente uno dei modi più affascinanti di conoscere la città.
Ma ritornando a Spaccanapoli e proseguendo lungo il decumano maggiore giungiamo finalmente a via Duomo, una delle principali strade cittadine, dove troviamo la cattedrale di Napoli, il Duomo di San Gennaro. Attraversata via Duomo, Spaccanapoli prosegue fino dentro al cuore di Forcella.

Napoli Sotterranea

Napoli Sotteranea

Una visita della Napoli sotterranea è un’esperienza che cambia decisamente il modo di vedere la città e che meglio di qualunque altra visita guidata fa comprendere il passato e la storia millenaria di “Partenope”.
Sotto i marciapiedi affollati ed i vicoli di Spaccanapoli, sotto le strade cittadine ricoperte con i lastroni del Vesuvio, ad oltre 40 metri di profondità, si estende un vasto e suggestivo intrigo di caverne, cisterne, cunicoli e pozzi che vanno a costituire una città sotto la città!

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Già cinquemila anni fa i primi abitanti del Golfo avevano scavato la pietra tufacea di origine vulcanica del sottosuolo napoletano. Succesivamente anche i coloni greci usarono il tufo, materiale abbondante e di facile lavorazione, per costruire le loro fortificazioni, templi ed abitazioni. Il materiale da costruzione veniva ricavato direttamente dal sottosuolo sopra al quale si edificava. Così man mano che Neapolis cresceva si andava formando in profondità una immagine speculare della città.

I romani dettero un forte impulso alla sviluppo della Napoli sotterranea, perchè non solo continuarono l’opera di scavo per ricavare il materiale da costruzione, ma collegarono le varie cave con cuniculi, tunnel e canali per convogliarvi le acque del Serino, una fonte a 70 Km da Napoli, e trasformarle così in cisterne. In questo modo da ogni casa, tramite un pozzo, si poteva accedere alla cisterna sottostante e approviggionarsi d’acqua.
Accresciuto ed ampliato nei secoli successivi, il sistema creato dai romani fu usato da tutta la città per l’approvvigionamento idrico, fino a quando nel Seicento si cominciò a costruire un nuovo acquedotto parallelo: così lentamente le cisterne andarono svuotandosi, avendo perso la loro funzione originaria, anche se una parte del sistema rimase in funzione fino ai primi del Novecento , quando fu definitivamente abbandonato.

Ma la storia del sottosuolo napoletano non terminava qui, anzi, il sistema idirico persa la funzione originaria, fu adibito dai napoleti a svariati scopi, come abitazione nei periodi di carestia, come nascondiglio e come rifugio antiareo durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.
E proprio i segni di questo recente passato, lasciati dalle migliaia di napoletani che abitarono il sottosuolo cittadino, rendono la visita alla Napoli sotterranea un’espereinza unica e di grande interesse.

Esistono diversi punti di accesso alla Napoli sotterranea, così come diversi sono i percorsi storici e gli strati della città coinvolti. Varie associazioni cittadine si occupano da alcuni decenni di riqualificare e di rivalutare questo patrimonio di immenso valore che Napoli serba nel suo ventre. Attraverso queste associazioni è possibile effettuare visite guidate:

Per avere un primo approccio a ciò che ci riserva il sottosuolo è sufficiente recarsi a Piazza Bellini, non distante dalla fermata Dante della linea 1 della metropolitana e lì ammirare una parte delle mura di tufo dell’antica città greca sottostante.
Inoltre una visita agli scavi archeologici di San Lorenzo Maggiore, nella chiesa omonima, consente di avere un’altra suggestiva immagine del sottosuolo napoletano, fra mura greco-romane, cisterne e tunnel scavati nel tufo.
L’ingresso alla chiesa si trova in Piazza San Gaetano, proprio ad uno dei capi di Via San Gregorio Armeno, la celebre via dei presepi. Sito web: www.sanlorenzomaggiorenapoli.it

Inoltre non bisogna dimenticare le catacombe di San Gaudiosoe di San Gennaro ed il cimitero delle Fontanelle, che rappresentano altre suggestive visioni della Napoli che giace nel sottosuolo