museo archeologico nazionale di napoli

Scopri Medea..visite guidate al Museo Archeologico di Napoli

Medea e le altre, Storie di amori fatali nella Pompei antica…visite guidate al MANN di Napoli..

Domenica due novembre, come ogni prima domenica del mese, i musei saranno accessibili gratuitamente. Per questo vi suggeriamo una visita con guide turistiche autorizzate alla scoperta della pittura dell’antica Pompei presso il Museo Archeologico Nazionale.

Il bed and breakfast Pompei “IL FAUNO” a solo 1 km dal sito archeologico di Pompei e vicino al Museo Archeologico Nazionale di Napoli  ..vi aspetta con le sue comode camere dotate di ogni comfort (bagno privato, wifi ) ,parcheggio interno gratuito e ricca colazione (anche senza glutine)!

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VISITE GUIDATE GRATUITE

 

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Domenica due novembre, come ogni prima domenica del mese, i musei saranno accessibili gratuitamente. Per questo vi suggeriamo una visita con guide turistiche autorizzate alla scoperta della pittura dell’antica Pompei presso il Museo Archeologico Nazionale.

Medea infanticida, Fedra suicida Elena genocida: tre storie d’amore con un risvolto tragico. Perchè nella cosiddetta casa di Giasone le pitture hanno come oggetto tre episodi di amore dannato?
Questa e tante altre curiosità svelate e raccontate durante la visita.

La visita vi introdurrà la storia del Museo raccontandovi in particolare della nascita della collezione di dipinti di Pompei. Scoprirete le antiche tecniche di pittura, come si producevano i colori per i dipinti ed i temi iconografici più in voga.

Napoli 2 novembre ore 10.00 ingresso museo

Costo : 10 euro

Prenotazione obbligatoria al numero
347 5616038
334 803 4851

Al Museo Archeologico la mostra «La città e il mare»

L’atrio del Museo Archeologico Nazionale di Napoli ospita, dal 22 maggio fino al 20 settembre 2010, una nuova esposizione promossa dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei in collaborazione con la Regione Campania.

La mostra «Napoli, la città e il mare» prende avvio dalle recenti scoperte archeologiche effettuate in occasione dei lavori di scavo condotti dal Comune di Napoli e della società Metropolitana per la realizzazione delle stazioni della Linea 1 della Metropolitana. Gli eccezionali ritrovamenti illustrano al grande pubblico un capitolo tra i meno noti della storia della città: la fase della Napoli bizantina, caratterizzata da un considerevole processo di trasformazione urbanistica del fronte a mare.

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In particolare, saranno esposti i reperti rinvenuti a piazza Bovio, dove fu scoperta una torre bizantina. Un frammento, cioè, della città di VII secolo, che riutilizza al suo interno le decorazioni marmoree di un arco onorario dell’età dei Severi, presentate per la prima volta al pubblico. Insieme con essa, altri materiali archiettonici recuperati alla fine dell’Ottocento nella vicina area di Corso Umberto, nel fondaco Marramarra.

Scavi di Stabia

Scavi di Stabia con le stupende Villa San Marco e Villa Arianna!

Scavi di Stabia..da cui Stabiae è l’antico nome latino della città di Castellammare di Stabia, cittadina collocata tra Pompei e Sorrento…. a pochi minuti dal B&B !

Scavi di Stabia ….grazie alla sua splendida posizione geografica e al suo clima particolarmente mite, il suo territorio è stato frequentato sin dal VII secolo a.C.come documenta il materiale rinvenuto nella vasta necropoli, ricca di oltre trecento sepolture, scoperta in via Madonna delle Grazie.

L’importanza dei reperti rinvenuti rivela immediatamente l’importante ruolo commerciale svolto da questa città. L’abitato doveva trovarsi sull’estremità settentrionale della collina di Varano, da dove era possibile esercitare un controllo sia sullo scalo marittimo che sul nodo viario. Doveva trattarsi di un oppidum, cioè di una città fortificata di una certa importanza come si deduce dal fatto che Silla, comandante supremo dell’esercito romano nel corso della guerra sociale (91-88 a.C.), non si limitò ad occuparla (come fece per Pompei ed Ercolano), ma la distrusse militarmente e politicamente il 30 aprile dell’89 a.C. Sulla collina di Varano, in posizione panoramica, sorsero poi numerose ville d’otium, concepite prevalentemente a fini residenziali, con vasti quartieri abitativi, strutture termali, portici e ninfei splendidamente decorati.

Castellammare di Stabia (NA)
Via Passeggiata Archeologica
+39 081 8714541 +39 081 8575347

Villa San Marco - Atrio

 

 Il B&B Il Fauno dista solo 10 minuti dal Sito Archeologico di Stabia, facilmente raggiungibile sia in auto che con il treno della Circumvesuviana (a soli 500 metri dal B&B). Offriamo il transfer gratuito per la stazione della Circumvesuviana.

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 SCAVI DI STABIA – INFO

Il sito di Stabiae ha registrato 30.776 visitatori nel 2008, guadagnandosi il terzo posto per numero di visite tra gli scavi vesuviani, dietro a Pompei ed Ercolano: resta questo comunque un dato basso rispetto alle enormi potenzialità del sito.

Proprio per dare nuovo impulso all’archeologia stabiana sia il comune, sia diverse fondazioni, come la Restoring Ancient Stabiae (RAS), hanno proposto progetti per la realizzazione di un parco archeologico e di un museo che possa raccogliere le opere, le suppellettili e quant’altro rinvenuto dagli scavi della collina di Varano: molti reperti si trovano inoltre sparsi in diversi musei del mondo; la maggior parte è custodita al Museo archeologico nazionale di Napoli.

La Villa San Marco, risalente alla prima età augustea (fine I sec. a.C.), subì successive trasformazioni in età claudia. L’ingresso principale dalla strada, oggi interrato, dava su un cortile porticato da cui si accedeva al tablino e quindi all’atrio tetrastilo, su cui si aprono quattro cubicoli. Si accede quindi al quartiere termale, tramite un piccolo atrio la cui decorazione con scene di amorini lottatori e pugili fu rinnovata anch’essa in età claudia. Sontuoso doveva essere anche l’ambiente di rappresentanza della villa, con pareti rivestite di marmo nella parte inferiore e affrescate nella parte superiore.

Sempre sulla collina di Varano è visitabile la vicina Villa Arianna, così denominata per la grande pittura a soggetto mitologico rinvenuta nel triclinio. Lo scavo nel Settecento è stato condotto attraverso esplorazioni sotterranee, che prevedevano solo il recupero degli oggetti: le suppellettili e gli affreschi meglio conservati venivano prelevati e inviati al Museo Borbonico presso il Palazzo Reale di Portici (oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli). La villa, la cui area scavata si estende per circa 2500 mq, ha una pianta complessa, sia perché frutto di successivi ampliamenti, sia perché si adatta alla conformazione della collina di cui segue l’andamento. È articolata in quattro nuclei essenziali: atrio e ambienti circostanti risalenti ad età tardo-repubblicana; ambienti di servizio e termali; ambienti ai lati del triclinio estivo, risalenti ad età neroniana; la grande palestra annessa alla villa in età flavia. Una lunga galleria, inoltre, partendo dalle rampe sottopassava gli ambienti residenziali per giungere nella parte rustica, dove vi era l’accesso alla villa dal pianoro di Varano. Gli apparati decorativi testimoniano non solo l’alto tenore di vita che qui doveva svolgersi, ma anche il gusto estremamente raffinato di una committenza altolocata ed esigente.

Orari e Info

Accesso
Via Passeggiata Archeologica, Castellammare di Stabia (Na)

Accesso scuole e modalità di prenotazione
Regolamento per i visitatori degli Scavi
Si invitano i visitatori ad organizzare la loro visita in modo da non introdurre bagagli ingombranti nell’area archeologica

La Carta dei Servizi

Orari
1° aprile – 31 ottobre:      tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 19.30 (ultimo ingresso ore 18.00)
1° novembre – 31 marzo: tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 17.00 (ultimo ingresso ore 15.30)

Come arrivare
Treno:
Circumvesuviana Napoli-Sorrento ( fermata Castellammare di Stabia – Via Nocera) + Bus 1 Rosso

Auto:
Autostrada A3 Napoli-Salerno ( uscita Castellammare di Stabia), proseguire  per SS145 (uscita Gragnano) e
via Passeggiata archeologica  Come arrivare in auto

Biglietti
La visita alle Ville di Stabia è gratuita

pompei.info@beniculturali.it
tel. 0818575347

Stabiae Impluvium Arianna

Scavi di Pompei, visita la città eterna! Prenota la tua camera vicino alle rovine!

Scavi di Pompei è il sito archeologico più noto al mondo e rientra nella lista dei Patrimoni UNESCO dal 1997.

Gli Scavi di Pompei forniscono un’incredibile testimonianza dello stile di vita, delle usanze e delle architetture della società romana al momento dell’eruzione del Vesuvio avvenuta il 24 Agosto del 79 d.C., immergendo il visitatore in un’esperienza suggestiva ed emozionante, vissuta camminando tra i resti di domus patrizie, teatri, mosaici e affreschi delle ville pompeiane, terme e teatri.

Scavi di Pompei

Il bed and breakfast Pompei “IL FAUNO” a solo 1 Km dall’area archeologica di Pompei ( raggiungibile in auto/treno (5 minuti) o con una breve passeggiata di 15 minuti) ..vi aspetta con le sue comode camere / appartamenti dotate di ogni comfort (bagno privato, wifi, colazione) e parcheggio interno gratuito!

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LA STORIA Scavi di Pompei

Quando all’alba del 24 agosto del 79  il Vesuvio esplose, scatenando sulle città alle sue pendici una inesorabile pioggia di lapilli alla quale era quasi impossibile sfuggire, a Pompei il tempo si fermò. La tragedia fu tremenda, anche Ercolano ne fu colpita, ma fu invasa da un fiume di fango; coloro che non riuscirono a scappare dalla città e morirono imprigionati dall’ira del vulcano furono circa 2000 (oggi possiamo osservare i calchi in gesso dei loro corpi in agonia), eppure quell’evento tanto drammatico e catastrofico ha lasciato impressa l’immagine della vita che scorreva nel momento in cui il Vesuvio si risvegliò fermando il tempo.

Una delle vittime più illustri del’eruzione fu l’autore latino Plinio il Vecchio, che si trovava a Miseno con la sua flotta. Suo nipote Plinio il Giovane ha lasciato una cronaca della tragedia e della morte dello zio che tentava di correre in aiuto delle città colpite.

Nonostante la città, sepolta, fosse caduta nell’oblio, gli scavi hanno confermato ciò che era stato raccontato dagli autori antichi: i corpi rinvenuti testimoniano che molti degli abitanti sono morti per soffocamento, come Plinio, a causa dei gas sprigionati dal vulcano; molti altri sono stati colti dall’eruzione nelle case, senza alcuna via di scampo. L’abbandono di Pompei non fu totale. Qualcuno dei superstiti vi ritornò per recuperare oggetti preziosi ed il foro fu spogliato delle statue di bronzo. Intorno al II secolo inoltre, qualcuno rioccupò alcune povere abitazioni nell’area Nord della città, fino al IX secolo quando forse nuovi terremoti ed eruzioni e l’arrivo dei saraceni ebbero la meglio e l’abbandono fu totale.

La riscoperta della città fu del tutto fortuita: l’architetto Domenico Fontana nel 1600, mentre costruiva un canale, individuò dei resti antichi, ma non riuscì ad identificarli con quelli di Pompei, della cui ubicazione si era persa la memoria; alla metà del 1700 iniziarono gli scavi che tendevano più che altro a spogliare gli edifici delle decorazioni preziose e non furono altro che veri e propri sterri. Il primo scavo scientifico fu condotto da Giuseppe Fiorelli con la nuova tecnica rigorosamente stratigrafica. Fu sua inoltre l’idea di versare gesso liquido nei vuoti, creati sotto le ceneri dai corpi, per conservarne il calco. Col passar del tempo uno scavo estensivo su tutta la città riportò in vita l’antico splendore dei monumenti pubblici e privati.

Oggi, entrando da Porta Marina, lo sguardo si perde nelle ville; negli affreschi ancora perfettamente conservati; il foro; il tempio di Apollo; quello di Giove; il Macellum, il mercato coperto dove veniva venduto anche il pesce; le terme: tutti quanti ci danno un’idea di come si svolgesse la vita pubblica della città. Non mancavano edifici per i divertimenti pubblici, come il teatro grande, quello coperto (l’Odeion), l’anfiteatro e privati, come il lupanare, il bordello, decorato con suggestivi affreschi assolutamente espliciti sui costumi sessuali.

Infine le case e le ville che nei giardini, nelle stanze decorate, negli affreschi, conservano ancora il segreto di quella vita ormai così lontana che pure il vulcano non è riuscito a cancellare e che sembra quasi sospesa nel tempo.

INFORMAZIONI UTILI Scavi di Pompei

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tel. 0818575347

Accessi
Porta Marina – Piazza Esedra – Piazza Anfiteatro

Accesso scuole e modalità di prenotazione

Regolamento per i visitatori degli Scavi di Pompei
Si invitano i visitatori ad organizzare la loro visita in modo da non introdurre bagagli ingombranti nell’area archeologica

Carta dei Servizi

Orari
1° aprile – 31 ottobre:      tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 19.30 (ultimo ingresso ore 18.00)
1° novembre – 31 marzo: tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 17.00 (ultimo ingresso ore 15.30)

Biglietti
Pompei singolo (validità 1 giorno)
Intero € 11,00
Ridotto € 5,50 (*)

5 siti (Pompei, Ercolano, Oplonti, Stabia, Boscoreale) – validità 3 giorni consecutivi
Intero: € 20,00
Ridotto: € 10,00 (*)

Biglietto gratuito: per i Cittadini dell’Unione Europea minori di 18 anni o maggiori di 65 anni

(*) Biglietto ridotto per i Cittadini dell’Unione Europea di età compresa tra 18 e 25 anni non compiuti e per i docenti delle scuole statali dell’Unione Europea.
I biglietti gratuiti e ridotti possono essere rilasciati solo previa presentazione di un valido documento di identità.

Come arrivare
In treno

Per l’ ingresso a Porta Marina e Piazza Esedra:
Circumvesuviana Napoli-Sorrento (fermata Pompei Villa dei Misteri)

Per l’ ingresso a Piazza Anfiteatro:
Circumvesuviana Napoli-Poggiomarino (fermata Pompei Santuario)
FS Napoli – Salerno (fermata Pompei)

In autobus:
SITA da Napoli e da Salerno
CSTP n.4 da Salerno
CSTP n 50 da Salerno (celere via autostrada)

In auto:
Autostrada A3 Napoli-Salerno (uscita Pompei ovest)

Scarica la Mappa degli Scavi di Pompei


Biglietteria Online 

 

Gli scavi di Pompei ebbero inizio nel 1748, durante il regno di Carlo di Borbone, Re delle Due Sicilie, con l’intento prevalente di conferire prestigio alla casa reale.

Si procedette in modo discontinuo e in punti diversi dell’area, che solo dopo qualche anno fu identificata come Pompei, senza un piano sistematico. Furono così riportati alla luce parte della necropoli fuori porta Ercolano, il tempio di Iside, parte del quartiere dei teatri.

Il periodo di occupazione francese, all’inizio del 1800, vide un incremento degli scavi, che venne poi spegnendosi con il ritorno dei Borbone. Si lavorò nella zona dell’anfiteatro e del Foro e ancora in quella di porta Ercolano e dei teatri. Grande eco suscitò la scoperta della casa del Fauno, con il grande mosaico raffigurante la battaglia di Alessandro.

Dopo l’unità d’Italia e la nomina di Giuseppe Fiorelli alla direzione degli scavi (1861) si ebbe una svolta nel metodo di lavoro. Si cercò di collegare i nuclei già messi in luce e di procedere in modo sistematico, di tenere resoconti di scavo più dettagliati, di lasciare sul posto i dipinti (precedentemente venivano staccati e portati al museo di Napoli).
Fu anche introdotto il metodo dei calchi in gesso, che consentì di recuperare l’immagine delle vittime dell’eruzione.

Scavi di Pompei

All’inizio del nostro secolo, l’esplorazione venne estendendosi, seguendo le direttrici costituite dalle strade, verso la parte orientale della città, ponendo sempre più attenzione anche alle tracce lasciate dal piano superiore delle case.
Si giunge così al lungo periodo (1924 – 1961) segnato da Amedeo Maiuri.

Nella sua intensa attività, oltre alla scoperta di edifici di grande prestigio (valga per tutti la Villa dei Misteri) è da segnalare il completamento della delimitazione della città, lo scavo di ampia parte delle regioni I e II e della necropoli di porta Nocera, l’inizio metodico dell’esplorazione degli strati sottostanti al livello del 79 d.C., alla ricerca delle fasi più antiche di Pompei.

In questi ultimi decenni, l’attività di scavo si è progressivamente ridotta, ritenendo opportuno concentrare le poche risorse disponibili (largamente insufficienti anche per questo solo compito) sul restauro e sulla manutenzione degli edifici già portati alla luce.

COSA VISITARE SCAVI DI POMPEI

Gli Scavi archeologici di Pompei, il più grande museo all’aperto di tutto il mondo, un’esperienza indimenticabile per tutti i suoi visitatori.

Cominciamo la nostra visita con l’Anfiteatro, un imponente anfiteatro di epoca romana, sepolto dall’eruzione del Vesuvio del 79 e ritrovato a seguito degli scavi archeologici dell’antica città di Pompei: è uno degli edifici, nel suo genere, meglio conservato, nonché uno dei più antichi al mondo.

 

Il Teatro grande e piccolo. Accedendo nell’antica città di Pompei dalla Porta di Stabia e percorrendo la lunga via Stabiana, il visitatore potrà ammirare i principali monumenti di maggior pregio artistico, tra cui il Teatro Piccolo e, al suo fianco, il Teatro Grande, un luogo molto particolare, posizionato nei pressi del Foro Triangolare e che doveva servire agli spettatori per trovare il giusto svago dopo le fatiche della giornata. L’esempio che viene seguito per la sua costruzione è quello tipico dei teatri greci: in effetti, non si può non notare immediatamente la sua curvatura così elegante che caratterizza la cavea, la quale è stata ricavata in una insenatura del tutto naturale della collina su cui svetta l’edificio. Questa posizione così strategica era stata pensata in maniera davvero ingegnosa dagli architetti, visto che in tal modo era possibile ammirare ed essere cullati e “abbracciati” dall’intero panorama circostante, una delle migliori visioni d’insieme di tutta Pompei.

Il Macellum era un edificio monumentale utilizzato per la vendita di alimenti e prodotti di consumo quotidiano che venne intelligentemente posto nell’angolo nord-est, una posizione molto centrale, mentre il Lupanare, dal latino lupa, prostituta, nel corso di tutta l’epoca romana, fu il luogo deputato al piacere sessuale mercenario, ovvero una vera e propria case d’appuntamento, o bordello.

Entrati nella Casa del Fauno, dopo l’atrio, il visitatore si troverà di fronte al tablino, la tipica grande stanza di ispirazione romana che precedeva il peristilio e che era sfruttata per organizzare banchetti e ricevimenti molto fastosi. Le due stanze che si trovano ai lati dello stesso tablino sono riccamente adornate con due quadri policromi a mosaico, i quali ci vogliono ancora trasmettere la passione del proprietario per soggetti particolari, come gli animali marini e più ambigui come il demone che cavalca la pantera. Il secondo atrio viene retto da quattro colonne e immette direttamente nelle stanze di servizio e presenta mosaici molto suggestivi.

Infine la Necropoli di Porta Nocera che come stabilito dalle leggi romane, doveva essere costruita al di fuori delle mura cittadine. E’quella di maggiori dimensioni e la più importante, con tombe sia ad esedra che ad edicola: tra tutte, le più imponente, è quella Eumachia, fatta costruire dalla sacerdotessa di Venere, per sé e per i suoi familiari. Edificata tra il 17 ed il 37 d.C. la tomba è a esedra, in opera cementizia e rivestita di tufo e presenta delle nicchie dove erano poste le statue ed un fregio figurato.

Una guida turistica, privata o di gruppo, è indispensabile per conoscere e approfondire gli Scavi.

Pompei guide qualificate e disponibili, organizzeranno per voi un percorso affascinante di sicuro interesse.

E dopo il tour a Pompei alla scoperta dei luoghi più allettanti degli Scavi, potrete anche progettare una visita degli Scavi di Ercolano altrettanto caratteristici e facilmente raggiungibili in soli 20 minuti.

 

Museo Nazionale Capodimonte

Museo Nazionale Capodimonte con la Collezione Farnese e la Collezione borbonica

Museo Nazionale Capodimonte è situato nel Palazzo Reale di Capodimonte, che sorge tra il verde intenso dell’omonimo parco collinare dal quale si possono ammirare fantastiche vedute della città di Napoli….. a pochi minuti dal B&B !

Museo Nazionale Capodimonte

Il Museo annovera con oltre 1700 opere una della più belle collezioni di dipinti d’Italia ed una vasta raccolta di oggetti d’arte occidentale ed orientale in prevalenza di epoca medioevale. Presente anche una prestigiosa sezione di arte contemporanea. Ospita le collezioni Farnese e borbonica che costituiscono i nuclei principali del patrimonio museale di Capodimonte. L’origine della raccolta Farnese si deve all’azione politica e alle scelte culturali di Alessandro Farnese (1468-1549), che, ancora prima di diventare papa col nome di Paolo III, aveva coltivato l’interesse per il collezionismo artistico e antiquario.

Quando Carlo III ereditò dalla madre Elisabetta Farnese la ricca collezione Farnese, pensò subito di erigere una costruzione ove poterla ospitare. Affascinato dalla posizione e dalla rigogliosa vegetazione della collina di Capodimonte, che già aveva destinato come riserva di caccia, decise che era il luogo ideale per costruirvi il Palazzo Reale e con esso il Parco, che era un elemento comune agli altri siti reali. Affidò allora la costruzione all’ingegnere Giovanni Antonio Medrano, i cui lavori iniziarono il 10 settembre del 1738.

Napoli - Museo di Capodimonte (salone da ballo)

Napoli - Museo di Capodimonte (Galleria delle porcellane)

Napoli - Museo di Capodimonte (appartamento reale2)

 

 Il B&B Il Fauno dista solo 35 km dal Museo di Capodimonte, facilmente raggiungibili in 30 minuti, sia in auto che con il treno della Circumvesuviana (a soli 500 metri dal B&B)Offriamo il transfer gratuito per la stazione della Circumvesuviana.

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Museo Nazionale Capodimonte – informazioni utili

Collezione APPARTAMENTO REALE

L’appartamento reale, che occupa buona parte del lato sud della reggia, si articola in fastosi ambienti monumentali (la Sala della Culla, il Salone delle Feste, il Salone Camuccini)e in piccoli intimi ambienti (il Salottino di Porcellana e la Camera da letto alla pompeiana).

Completano il percorso la galleria delle porcellane, in cui sono esposti splendidi esemplari delle Reali Fabbriche di Capodimonte e di Napoli, l’armeria farnesiana e borbonica e le sale destinate all’esposizione della collezione de Ciccio in allestimento.

Collezione GALLERIA FARNESE

La raccolta origina dalla passione collezionistica di papa Paolo III, al secolo Alessandro Farnese, coltivata già durante il suo cardinalato.
Lo studiato mecenatismo, le illustri committenze agli artisti più acclamati, come Tiziano e Raffaello, e l’acquisto erudito di opere d’arte, guidati dal papa, prima, e dai suoi discendenti, poi, con intento auto celebrativo, contribuirono a legittimare il ruolo sociale e politico della famiglia. La straordinaria collezione comprende celebri dipinti, sculture, disegni e rari e preziosi oggetti d’arte raccolti un tempo nella

Museo Nazionale Capodimonte

“Galleria delle cose rare”, una sorta di camera delle meraviglie. Proveniente dalle residenze farnesiane di Parma, Piacenza, Colorno, Caprarola e Roma, fu trasferita a Napoli per volontà di Carlo di Borbone, divenuto re nel 1734 ed erede della madre Elisabetta Farnese, ultima discendente della famiglia. La costruzione stessa della Reggia di Capodimonte fu decisa per collocare adeguatamente il formidabile patrimonio artistico, oltre che per assolvere alla funzione di residenza reale.
Allestita al piano nobile del Museo di Capodimonte, occupa 23 sale, in successione cronologica e organizzate per “scuole”, a cui si aggiunge l’insieme degli oggetti d’arte riuniti con un’impostazione da Wunderkammer. Il primo ambiente (sala 2), che introduce alla Galleria, raccoglie i ritratti dei Farnese, di Paolo III e dei suoi nipoti, il cardinale Alessandro ed Ottavio, come di suo figlio Pier Luigi, primo duca di Parma e Piacenza, offrendo un suggestivo incontro con i rappresentanti di uno dei potentati più ricchi nell’Europa del Cinquecento. Parte della collezione è conservata nei depositi e nel Gabinetto di Disegni e Stampe.

Il Bosco fu voluto da Carlo III di Borbone nel 1734. Fu concepito inizialmente come riserva da caccia ma con il Re Ferdinando II fu trasformato in giardino all’inglese, assumendo l’aspetto che conserva attualmente.

Si estende su un’area di 134 ettari (1.340.000 m²). Si presenta come un bosco intervallato da ampie praterie, valloni solcati da piccoli torrenti e aree ricche di cave, caratteristica tipica delle colline napoletane.

L’area adiacente il Museo di Capodimonte è caratterizzata da ampi prati con varie specie vegetali. In quest’area, oltre alla Reggia, vi sono diversi fabbricati, edificati principalmente nel ‘700: il Casino dei Principiil Palazzo Palazzottile Scuderie e la Chiesa di San Gennaro di Ferdinando Sanfelice. Oltre la Porta di Mezzo, si entra nel Bosco vero e proprio, con cinque viali principali che hanno vari bivi e diramazioni, per un complessivo numero di oltre 100 tra vialetti e sentieri. I cinque viali iniziano in un grande piazzale nel quale sono presenti varie statue settecentesche.

Nel Bosco che si trova oltre la Porta di Mezzo vi sono vari fabbricati, edificazioni, statue e fontane. I principali sono l’Edificio Torre, la Real Fabbrica delle Porcellane, la Vaccheria, il Casino della Regina, il Fabbricato Cataneo.
Sala 68 (Museo di Capodimonte) 001

Contatti Segreteria

telefono: 0039 081 7499154
email: mu-cap@beniculturali.it

Ufficio Accoglienza e Valorizzazione

telefono: 0039 081 7499130
email: mu-cap.accoglienza.capodimonte@beniculturali.it

Orari

Apertura straordinaria serale tutti i giovedì fino alle ore 22.30 (ultimo ingresso alle 21.30) fino al 12 ottobre.

Ingresso con biglietto ridotto di 4 euro.

Il Museo di Capodimonte è aperto tutti i giorni tranne il mercoledì dalle 8.30 alle 19.30. L’ultimo ingresso consentito è alle 18.30. Le operazioni di chiusura del Museo e deflusso dei visitatori verso l’uscita iniziano alle 19.00.

Il museo è chiuso ogni mercoledì, il 1 gennaio e il 25 dicembre.

Per garantire la tutela delle opere d’arte e dare a tutti l’opportunità di godere appieno della visita al museo, vista la grande affluenza di pubblico, nelle giornate ad ingresso gratuito è vietato l’accesso ai gruppi organizzati.

L’Appartamento reale si visita alle ore 10.00. Il Barocco napoletano si visita alle ore 16.00. Si prega di notare che le sale indicate potrebbero occasionalmente restare chiuse.

L’Arte Contemporanea resterà chiusa fino al 14 ottobre 2017 per l’allestimento della mostra Split! di John Armleder.

L’Armeria e la collezione dei Manifesti Mele sono temporaneamente chiuse per allestimenti in corso.

Per accedere alla sala dell’800, alla Galleria Fotografica di Mimmo Jodice, alla sezione Ottocento privato è necessario prenotare (preferibilmente per la domenica mattina, tranne la prima domenica di ogni mese), attendendo e-mail di conferma all’indirizzo:

mu-cap.accoglienza.capodimonte@beniculturali.it

La Collezione Borgia è visitabile per motivi di studio. Per contatti scrivere a paola.giusti@beniculturali.it

Il Bosco di Capodimonte segue i seguenti orari di apertura:

nei mesi di ottobrefebbraio e marzo:
apertura ore 7,15 e chiusura ore 18,00.

nei mesi di novembredicembre e gennaio:
apertura ore 7,15 e chiusura ore 17,00.

nei mesi di aprilemaggiogiugnoluglioagosto e settembre:
apertura ore 7,15 e chiusura ore 19,30.

Il Bosco di Capodimonte è chiuso il 25 dicembre, il 1 gennaio e a Pasquetta il 17 aprile.

Prenotazioni

Tel . 081 7499111

mu-cap@beniculturali.it

Visite per gruppi

orario: a scelta
lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco
partecipanti: max 25
durata: 1 ora e 30 minuti
costo: € 90,00
prenotazione necessaria 848.800.288

Come raggiungerci

  • Dall’autostrada : prendere la tangenziale, uscita Capodimonte
  • Dalla stazione centrale:  Linea 1 Metropolitana, fermata Museo; proseguire con autobus*Linea 2 Metropolitana, fermata Piazza Cavour; proseguire con autobus*
  • Dal centro della città: autobus*: fermata in Piazza Museo (adiacenze Museo Archeologico Nazionale), linee: 168 e 178 (fermata Porta Piccola, via Miano); C63 (fermata Porta Grande, via Capodimonte); R4 (fermata Viale Colli Aminei, distante ca. 200 m da Porta Piccola)È possibile acquistare i biglietti bus/metro in edicola, bar tabacchi o distributori automatici presso le stazioni metro.Il Museo di Capodimonte è tra le fermate della linea A del Citysightseeing bus.
Museo Archeologico Nazionale Napoli

Museo Archeologico Nazionale Napoli è il più importante museo archeologico d’Europa..

Museo Archeologico Nazionale Napoli con la collezione pompeiana, farnese ed egiziana…… a 20 minuti dal B&B !

Museo Archeologico Nazionale Napoli ….è il più importante museo archeologico d’Europa.

Grazie non solo ai ritrovamenti degli scavi di Pompei sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., ma anche per le numerose collezioni, una sezione egizia ed una serie di sale che espongono pezzi di grande valore storico ed artistico.

Napoli, museo archeologico2

Oltre al già citato materiale venuto alla luce ad Ercolano e Pompei (bronzi, marmi, calchi, pitture, suppelletili) ed ai ritrovamenti degli scavi di Cuma, sono da annoverare la collezione Borgia di antichità etrusche ed egizie e la collezione Santagelo di monete antiche. Fra la sale vanno ricordate quelle con il grande mosaico che raffigura “La battaglia di Alessandro a Isso”, il gruppo dei Tirannicidi, il Toro Farnese e l’Ercole, le Tavole di Eraclea e le Sale del Tempio di Iside.

La storia del palazzo del Museo
La costruzione dell’edificio del Museo fu iniziata nel 1586 dal viceré di Napoli Don Pedro Giron, con l’intezione di creare una scuderia. Successivamente nel 1612 Don Pedro Fernando de Castro, viceré di Napoli dal 1610 al 1616, incaricò l’architetto Giulio Cesare Fontana di progettarvi il “Palazzo dei Regi Studi”, quello che sarebbe diventata la nuova sede dell’Università.
Nel 1777 l’Ateneo napoletano fu trasferito nel Real Convitto del Salvatore ed il re Ferdinando IV di Borbone destinò l’edificio a sede del Museo Borbonico e della Real Biblioteca. Gli architetti Ferdinando Fuga, prima, e Pompeo Schiantarelli, poi, furono incaricati di ampliare il vecchio Palazzo degli Studi per convertirlo a Museo universale. Tra le trasformazioni architettoniche, la più significative di quegli anni fu l’innalzamento del primo piano sulle due ali del palazzo.
Dopo l’Unità d’Italia, nel 1861, il Museo Borbonico divenne proprietà del nascente Stato italiano ed assunse così il nome di Museo Nazionale.

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 Il B&B Il Fauno dista solo 30 minuti dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, facilmente raggiungibile in breve tempo, sia in auto che con il treno della Circumvesuviana (a soli 500 metri dal B&B)Offriamo il transfer gratuito per la stazione della Circumvesuviana.

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Museo Archeologico Nazionale Napoli – informazioni utili

Il museo è formato da tre sezioni principali: la collezione Farnese (costituita da reperti provenienti da Roma e dintorni), le collezioni pompeiane (con reperti provenienti dall’area vesuviana, facenti parte soprattutto delle collezioni borboniche) e la collezione egizia che, per importanza, si colloca in Italia al secondo posto dopo quella del museo egizio di Torino. Sia questi tre settori che altri del museo sono costituiti da collezioni private acquisite o donate alla città nel corso della storia, come per esempio, oltre alle già citate collezioni Farnese e Borbone, la collezione Borgia, la Santangelo, la Stevens, la Spinelli ed altre.

Collezione Farnese

La collezione Farnese ospita tutti i reperti archeologici raccolti a partire dal XVI secolo da Alessandro Farnese, futuro papa Paolo III. Ottenute per acquisto o per confisca altre collezioni minori, quella Farnese si arricchì considerevolmente con i rinvenimenti degli scavi romani. Con l’estinzione del ramo familiare, l’intera collezione passò ad Elisabetta Farnese, madre di Carlo di Borbone. Il trasferimento a Napoli delle sculture, tuttavia, si ebbe solo con Ferdinando IV nel 1787 circa.

La collezione occupa al piano terra tutte le sale e gallerie (1-29) disposte intorno al cortile orientale (sul lato destro dell’atrio di ingresso). Al centro del cortile vi è inoltre uno splendido labrum in porfido rosso facente parte anche esso della collezione Farnese. Il nuovissimo allestimento, frutto di approfonditi studi sulla storia della collezione e dei singoli pezzi, ha richiesto naturalmente uno sforzo notevolissimo sia di energie che di mezzi che non hanno permesso un’apertura delle varie sale se non progressivamente ed in tempi diversi. Lo stesso ha permesso di riordinare le sculture farnesiane raggruppandole per luoghi e palazzi di provenienza, secondo come esse erano suddivise ed esposte a Roma prima che venissero trasferite a Napoli.

Collezioni pompeiane

La raccolta di collezioni pompeiane nasce sostanzialmente con gli scavi archeologici di Pompei avviati nel corso della prima metà del XVIII secolo, su volontà dell’allora re di Napoli Carlo di Borbone. La raccolta costituisce il nucleo principale della collezione Borbone ed include tutti i reperti rinvenuti negli scavi vesuviani: sculture, mosaici, armeria, affreschi ed altri svariati pezzi, tra cui dei papiri rinvenuti ad Ercolano ed oggi alla biblioteca nazionale del palazzo reale.

L’intera collezione fu trasferita nella sede attuale solo intorno al XIX secolo in quanto fino ad allora trovò sistemazione nel museo Herculanense di Portici (museo intitolato ad Ercolano in quanto i reperti provenivano fino ad allora principalmente da quell’area). Con l’avvento di Gioacchino Murat, dal 1806 a 1808, gli scavi ricominciarono e questa volta i reperti rinvenuti riguardarono principalmente la zona pompeiana, andando a formare così la parte più cospicua della raccolta e donando conseguentemente la denominazione attuale della sezione museale. Intorno alla prima metà dell’Ottocento furono trovati gli elementi più numerosi e forse più importanti della collezione: i mosaici.

I rinvenimenti che interessarono l’area di Boscoreale, ultima per cronologia (sul finire del XX secolo, furono invece dispersi in più musei stranieri, principalmente al Louvre di Parigi.

Orari e Prezzi

Indirizzo:
Piazza Museo, 19,
80135 Napoli
Telefono:081 442 2149

Il Museo Archeologico di Napoli è aperto tutti i giorni dalle 9.00-20.00.

L’ingresso è fino alle 19.00. Il museo è aperto tutti i giorni tranne il martedì.

Giorni di chiusura: 1° gennaio, 1° maggio, 25 dicembre.

Costo del biglietto d’ingresso: Intero €6,50, ridotto €3,25, gratuito per i cittadini dell’Unione europea sotto i 18 e sopra i 65 anni. E’ possibile prenotare l’ingresso: singoli €1,50, gruppi €20,00, scuole €5,00.

Come arrivare al Museo Archeologico di Napoli: dalla stazione centrale Metro 1 fermata MuseoMetro 2 fermata Cavour – Autobus R4 – R1 – CS – C63 – C47 C34 – C16. Dal Porto percorrendo a piedi Via Roma fino al Museo.

Collezione Egizia

Si trova nel piano seminterrato cui si accede dal piano terra, a destra dello scalone principale, alla fine della galleria degli imperatori (Sale 18-23).

Per importanza è la seconda collezione di manufatti egizi in Italia, dopo quella del museo egizio di Torino; in senso cronologico è invece la più antica.

Il primo nucleo fu costituito tra il secondo ed il terzo decennio dell’Ottocento acquisendo materiali da collezioni private e dagli scavi borbonici dell’area vesuviana e dell’area flegrea.

In particolare, di grande importanza sono le opere appartenenti alla collezione Borgia, formata nella seconda metà del Settecento dal cardinale Stefano Borgia, già erede di una raccolta di oggetti antichi rinvenuti nei dintorni di Roma e di Velletri.

MAN sala meridiana 1040573

Museo Archeologico Nazionale Napoli