Ponte Immacolata a Pompei , vicino Napoli e Sorrento

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Il Ponte dell’Immacolata inaugura le feste del mese di Dicembre. Per il Ponte dell’Immacolata concediti  un week end di assoluto relax per la visita ai mercatini di Natale nelle fantastica Napoli o farti trasportare dalla magica atmosfera che si respira qui da noi , a pochi minuti dalle antiche rovine di Pompei.http://www.viagginrete-it.it/vacanze/foto/65_immacolata.jpg

Goditi il primo Ponte di Dicembre in un tranquillo bed and breakfast come “Il Fauno” lontano dal caos delle nostre città. Per assaporare le magiche atmosfere natalizie non ti resta che prenotare un soggiorno al B&B Pompei Il Fauno, alla ricerca dei più bei mercatini di Natale.
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Visita l’Antiquarium di Boscoreale

A pochi giorni dalla performance sonora voluta dalla Soprintendenza speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei e dalla suggestione provocata dai rumori dell’eruzione avvenuta il 24 agosto del 79 d.C. nonché dalla drammatica narrazione degli eventi, vale la pena ricordare che il diluvio di fuoco, gas tossici e cenere paralizzò istantaneamente in una smorfia di sofferente dolore uomini, donne e animali che giammai avrebbero potuto trovare scampo.

Pompei, Ercolano, le altre città vesuviane, le ville isolate e le masserie disseminate su un vasto territorio fertile e rigoglioso furono seppellite da metri e metri di ceneri, lapilli e pomici che carbonizzarono tutto ciò che incontrarono; ogni più piccolo anfratto venne sistematicamente svuotato di ossigeno e riempito di fuoco dal leopardiano “Sterminator Vesevo”.

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“ Notte e ruina, infusa di bollenti ruscelli” sono le parole con cui, fra le altre magnifiche strofe de La ginestra, l’esistenzialista Leopardi descrive gli eventi con una forte dose di emotiva partecipazione.
Ebbene, il visitatore occasionale, l’umanista, l’accademico e l’erudito dopo aver visitato gli Scavi di Pompei e averne ammirato  strade, case, botteghe, giardini, portici e terme non può esimersi dal visitare un luogo dove è possibile prendere contatto con l’uomo vesuviano e con l’ambiente in cui ha vissuto divenendone assoluto protagonista. Ci riferiamo all’Antiquarium di Boscoreale (mail: infopompei@tin.it – www.pompeiisites.org) vero scrigno di antropologia

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vesuviana, poco conosciuto e ai margini del turismo organizzato, ma sicuramente imperdibile per la ricchezza di reperti capaci di suggerire al visitatore scene di vita quotidiana ambientate immediatamente prima della tragedia e prima che Plinio il Giovane descrivesse i flussi come “il nembo nero e orrendo discende sulle terre e copre la distesa del mare”.

Affresco poetico per descrivere i 32 chilometri di altezza raggiunti dalle scure pomici prima di collassare e i 240 milioni di chilogrammi di magma al secondo calcolati per il raggiungimento di simili altezze. Per il lettore più attento ricordiamo che la stessa data dell’eruzione pliniana viene messa in discussione a più riprese da studiosi che, sulla scorta di evidenze scientifiche e di ritrovamenti archeobotanici, ipotizzano una datazione relativa all’autunno inoltrato di quel lontano 79 d.C. E’ già dal 1797 che il napoletano monsignor Carlo Maria Rosini, M. Ruggiero e più di recente il prof. Umberto Pappalardo avanzarono tale ipotesi; inoltre la studiosa nonchè attuale curatrice dell’Antiquarium di Boscoreale, Grete Stefani in “La vera storia dell’eruzione” nella rivista Archeo dell’ottobre 2006 esprime perplessità sull’potesi da tempo accreditata e propende per l’eruzione autunnale.

Ma torniamo all’Antiquarium dove, in poche sale e tuttavia in maniera concisa ed efficace, si possono osservare reperti unici provenienti da Pompei, da tutta l’area vesuviana e in particolare dalle fattorie e dalle ville signorili presenti nel territorio di Boscoreale. Dalle ricostruzioni ambientali e dai reperti riguardanti il pescoso mare e l’entroterra pianeggiante attraversato dal fiume Sarno, la fascia collinare con le colture della vite, dell’olivo e della frutta, la zona montana con i fitti boschi che ricoprivano anche la sommità del Vesuvio ed erano popolati da animali selvatici si passa al verde urbano a testimonianza dello stretto rapporto uomo-natura che caratterizzava la vita a Pompei e nelle città limitrofe. Numerosi reperti riguardano l’agricoltura con campioni di cereali (farro, grano e orzo) e legumi (ceci, lenticchie e fagioli) all’epoca coltivati e attestano l’allevamento di numerose specie di animali.

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Inoltre si possono ammirare bottiglie di vetro per medicamenti e strumenti chirurgici, una toeletta femminile completa e alcuni balsamari vitrei, ritratti di bronzo utilizzati per il culto e ed infine tessuti e fibre vegetali.

Boscotrecase era anche l’epicentro di un vasto reticolo di ville gran parte delle quali furono scavate tra la fine dell’ottocento e i primi decenni del novecento e diedero alla luce straordinarie suppellettili, decorazioni e mosaici in parte esposti proprio nell’Antiquarium e in parte in altri Musei. Fra queste ricordiamo la Villa nella proprietà D’Acunzo, Villa di P.Fannius Synistor che ha dato alla luce affreschi riprodotti e conservati al Metropolitan Museum di New York e al Museo Archeologico di Napoli (nascita di Alessandro Magno e conquista dell’Asia), Villa della Pisanella di cui si può ammirare un fedele plastico nell’Antiquarium e il cui “Tesoro di Boscoreale”, che consta di 109 pezzi di argenteria da tavola, è attualmente conservato presso il Museo del Louvre; mentre la vastissima cella vinaria ottimamente conservata non è visibile in quanto la villa è stata reinterrata come quasi tutte le altre splendide ville della zona. La Villa di N. Popidius Florus con la famosa scritta di benvenuto sulla soglia del frigidarium “Have Salve”, Villa di Casone Grotta ritrovata nel 1986 ed infine Villa di M. Livius Marcellus. Un nota a parte merita Villa Regina la cui campagna di scavo si è conclusa nel 1980 e la cui ricostruzione con i 18 dolii che potevano contenere fino a diecimila litri di vino, il torcularium per la lavorazione del vino e parte del vigneto reimpiantato esattamente nel sito dove era prima dell’eruzione, sono oggi fruibili al pubblico; ebbene nel corso di una recente visita alla villa rustica, accompagnati dalla sig.ra Filomena Buondonno, uno degli addetti alla vigilanza e all’accoglienza del sito archeologico,  abbiamo registrato la piacevole sensazione di immergergi fulmineamente nella vita operosa e serena di duemila anni fa.

Non finisce qui. Infatti c’è da registrare una interessante iniziativa, sponsorizzata dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei e fortemente voluta dalla responsabile della struttura Grete Stefani, avviata ormai tre anni fa e che prevede l’attuazione del progetto “Uno alla volta” ovvero piccole mostre a tema realizzate con cadenze periodiche. Ovviamente si tratta di approfondimenti tematici attraverso i quali il visitatore può ricostruire il vivere quotidiano degli antichi popoli vesuviani. “Di alcuni oggetti corredati da altri reperti provenienti da Pompei o da altri siti archeologici – scrive Grete Stefani – si potranno spiegare e completare le funzioni analizzandone gli aspetti significativi, il contesto di rinvenimento, l’uso, i confronti e si potranno fare considerazioni generali sulle attività umane connesse”. E’ dal 2008 che le vicende della storia vengono ricostruite con questo ingegnoso sistema a puzzle incastrando ogni singolo reperto nella casella giusta “step by step” a passi lenti ma decisi.

All’Antiquarium di Boscoreale, nel 2008,  la mostra è stata incentrata sulla “Tavoletta Cerata” rinvenuta nel 1959 in località Moregine in territorio pompeiano; oggi non più leggibile ma all’epoca ben conservata nonostante la maggioranza delle tavolette ritrovate fossero completamente carbonizzate. Da qui una mostra dedicata alla scrittura su tavolette di cera e su papiri (volumina) con una straordinaria esposizione di stili in metallo e in osso, calamai in terracotta e in bronzo, sigilli e coprisigilli in bronzo. Una parentesi aperta sulla scrittura e sulla conservazione dei documenti. Nel 2009 l’esposizione è stata dedicata alla “Groma” ovvero ad uno strumento di origine etrusca che i romani utilizzavano per misurazioni topografiche e di cui si trova traccia su una lapide funeraria conservata a Boscoreale e dedicata all’agrimensore Nicostrato. Uno sguardo sulla precisione tutta romana nonché sull’attività di quei periti agrari dell’antichità capaci di suddividere in reticoli di cardines e decumani terreni agricoli e città.

Ma proprio in questi giorni, e fino al 20 dicembre prossimo, la mostra monografica è stata dedicata ai “Calchi” delle vittime dell’eruzione eseguiti grazie al metodo di Giuseppe Fiorelli che, nella seconda metà dell’ottocento, riuscì nell’intento di rendere visibile il momento esatto della morte di uomini, donne, bambini e animali attraverso un’ingegnosa invenzione così descritta dall’archeologo Giulio De Petra: “la più fortunata delle sue invenzioni fu la immagine autentica, che diede della catastrofe vesuviana, colando nel masso di cenere che copriva gli scheletri il gesso liquido, per cui questi rivivono nelle forme e nelle contrazioni della loro agonia”. Parole precise con cui lo scienziato, contemporaneo del Direttore degli Scavi di Pompei Fiorelli, descrive l’orrore, la meraviglia e la commozione di qualcosa che nessuno, dopo aver visto, potrà dimenticare. Non dappertutto, a Pompei e dintorni, nella cenere indurita si sono creati vuoti dovuti alla decomposizione di sostanze organiche, per cui su poco più di un centinaio di calchi ben pochi sono riusciti a tal punto bene da soddisfare gli studiosi. Dalla grande casa signorile definita “del bracciale d’oro”, dalla lussuosa residenza di M.Fabius Rufus  entrambe nell’Insula Occidentalis e dalla casa del Criptoportico di via dell’Abbondanza a Pompei nonchè dalla Villa della Pisanella e da Villa Regina di Boscoreale provengono i calchi migliori sia per l’osservazione scientifica che per la meraviglia dei curiosi.
Riteniamo che recarsi in visita presso l’Antiquarium di Boscoreale sia doveroso per avere un quadro completo di ciò che è accaduto duemila anni fa, della vita che scorreva prima dell’evento eruttivo, del silenzio che è sceso sulla piana vesuviana dopo l’eruzione ed infine della vita che ha ripreso a fluire lentamente, ma decisamente, in una zona capace di provocare ancora, a distanza di tanto tempo, grandi emozioni.

Turismo: il cielo sopra Pompei, 12 agosto si entra gratis

Una notte negli Scavi di Pompei per osservare il cielo e le stelle cadenti.

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Una opportunita’ proprio nel giorno e nelle ore in cui, secondo gli esperti, il caratteristico fenomeno sara’ piu’ intenso. L’evento si chiama ‘Il cielo sopra Pompei – La notte degli astrofili’, ingresso gratuito da piazza Esedra, dalle 20,30 di domani 12 agosto. Nella zona del quadriportico dei teatri, in collaborazione con Astrocampania, saranno allestiti tre telescopi che consentiranno ai visitatori di godere della migliore visione e di ascolare le spiegazioni degli ‘astrofili’ che saranno a disposizione del pubblico dopo aver tenuto una breve conferenza introduttiva (dalle ore 21).

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A Pompei Terme Erotiche aperte nella “Notte dei Musei”

I sedici pannelli ‘erotici’ dello spogliatoio delle terme suburbane di porta Marina negli scavi di Pompei sono uno degli eventi speciali per la “Notte dei Musei”, programmata dal Ministero dei Beni culturali per il prossimo 15 maggio, nei siti archeologici curati dalla Soprintendenza pompeiana.

Per il secondo anno, infatti, saranno aperti dalle 20 alle 2 del mattino gli scavi di Pompei, Ercolano, Oplontis e Boscoreale, nel napoletano. E nel programma e’ inserita l’apertura delle terme scoperte 50 anni fa, aperte nel 2001 ma solo a piccoli gruppi di visitatori, ed ora messe in sicurezza con la costruzione di passerelle trasparenti per proteggere i mosaici dei pavimenti e oggetto di restauri a basolato ed elementi decorativi. L’impianto delle terme e’ di eta’ augustea con una piscina calda coperta e una piccola fredda; in una grotta, una cascata artificiale di acqua e un mosaico con Marte e amorini; riquadri a stucco nella decorazione del ‘frigidarium’; ma, soprattutto, i pannelli dello spogliatoio, con scene erotiche tra cui l’unico affresco pompeiano con raffigurazioni di ispirazione saffica. Questo nuovo percorso con suoni e luci, chiamato “Venere alle terme”, dura 22 minuti ed e’ riservata a gruppi di 25 persone guidati da due voci, una maschile e una femminile. Gli affreschi erotici saranno anche visibili in maniera virtuale in una ricostruzione che integrera’ le parti mancanti.

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”Le Lune di Pompei” – Tutti i week end fino a ottobre

Al via il 7 maggio i nuovi percorsi di suoni e luci
Calchi dei fuggiaschi, ricostruzioni virtuali e l’incontro con un antico pompeiano

Inizia il 7 maggio – e prosegue tutti i week end fino a tutto ottobre – la nuova versione arricchita e ampliata de “Le Lune di Pompei “, l’ emozionante percorso notturno di luci, suoni e voci all’interno degli Scavi Archeologici di Pompei.

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L’iniziativa organizzata dall’Ente Provinciale di Napoli, sostenuta dalla Regione Campania, fa parte del circuito Campania > Artecard e rientra nel programma PompeiViva realizzato da Marcello Fiori, Commissario delegato per l’emergenza dell’area archeologica di Napoli e Pompei.

“Dopo il successo dell’estate 2009  – spiega Dario Scalabrini, amministratore dell’Ente provinciale del Turismo di Napoli che ha finanziato e realizzato l’iniziativa  – quest’anno proponiamo una versione ampliata e arricchita da nuovi effetti e contenuti. Uno spettacolo ancor più suggestivo organizzato in collaborazione con il Commissario di Pompei che ne ha colto subito il potenziale di attrazione verso un pubblico diverso da quello che normalmente sceglie la visita tradizionale”. “I percorsi notturni arricchiscono l’esperienza di conoscenza dell’area archeologica,  richiamando le atmosfere dell’antichità anche per chi già conosce gli scavi  – continua Scalabrini – .Si affiancheranno, quindi,  ad altre importanti  iniziative realizzate da Fiori che renderanno viva Pompei antica anche di notte per tutta l’estate, con spettacoli, concerti, danza, rappresentando uno dei fiori all’occhiello della nostra offerta turistica e culturale”. “La visita notturna di Pompei – sottolinea Marcello Fiori, commissario delegato per l’emergenza di Pompei – consente di scoprire un diverso e affascinante volto della città e completa le occasioni di conoscenza di questo straordinario patrimonio culturale”.

Tante le novità di questa nuova edizione come la visita all’Orto dei Fuggiaschi dove si trovano i calchi più conosciuti dell’area archeologica pompeiana, la ricostruzione virtuale dell’antica città da ammirare appena varcate le mura, nuove tappe lungo Via dell’Abbondanza e l’incontro con un curioso personaggio che accompagnerà i visitatori in questo viaggio speciale, in cui la luce prende corpo come le parole, i graffiti, le persone.
Ad accompagnare i visitatori lungo tutto il percorso è la straordinaria voce dell’attore Luca Ward, che condurrà il pubblico attraverso otto tappe (la Luna della Morte, la Luna Virtuale, la Luna della Speranza, la Luna del Successo, la Luna della Vita, la Luna del Mistero, la Luna che non c’è, la Luna che si diverte) in una realtà parallela, il cui solo scopo è quello di vivere e far rivivere Pompei.
Il percorso parte dalla Necropoli di Porta Nocera illuminata dalla Luna della Morte. Si prosegue sino alle mura antiche della città ammirando il tappeto erboso dove proiezioni ed effetti ottici rievocano il panorama che di lì si vedeva in antico: il mare e in lontananza il fiume Sarno con il suo porto. E’ qui la Luna Virtuale che insieme ad una serie di immagini molto suggestive ripropone in virtuale il profilo della città, con i suoi edifici pubblici, il foro, le principali case, che di lì a poco verranno svelate e visitate.
Si prosegue verso l’Orto dei fuggiaschi, con la Luna della Speranza, dove una voce ci accoglie raccontando della tragedia. I corpi riversi, contorti, restituiscono il dolore dell’ultimo anelito straziante. Ci si incammina quindi verso via dell’Abbondanza, ma prima di giungere a quella che era la strada più animata di Pompei, il gruppo entra nella casa del Profumiere, lungo via Nocera, famosa per il grande giardino nel quale erano coltivate essenze molto pregiate, illuminata dalla Luna del Successo .
Attraversando l’acquedotto costruito da Domenico Fontana il grande architetto che, pur avendo avuto la fortuna di scavare per tanti mesi nell’antica e mitica Pompei, come racconta una voce fuori campo, ebbe la sfortuna di non riconoscere mai l’antica città sepolta dal Vesuvio.
Giunti su Via dell’Abbondanza un’altra novità: un curioso personaggio aiuterà il pubblico a comprendere alcuni dei graffiti, aiutato da proiezioni video che ne restituiscono la traduzione.
Si procede lungo la strada per visitare alcune delle domus più suggestive. La prima è la casa di Ottavio Quartione dove, si dice, si svolgessero riti dedicati a Iside: lentamente si illumina l’elegante peristilio esterno con il giardino, rimarcati da riflessi di acqua degli euripi con la Luna della Vita. Ogni particolare della villa ha ora una sua nuova luce, mentre una voce fuori campo ne descrive particolari e funzioni. Infine si mostra la cella Iliaca, con i suoi elegantissimi affreschi.
Si accede poi alla casa della Venere in Conchiglia, dove lentamente appare la bella visione del grande dipinto in fondo al giardino, alla luce della Luna del Mistero. Subito dopo si prosegue con la Luna che non c’è verso l’Anfiteatro, dove si accede attraverso la grande entrata che porta all’arena. Due grandi proiezioni sincronizzate di immagini di pubblico e di tifo sportivo moderne si alternano con altre antiche, a ricordarci che il modo di divertirsi in quei luoghi nel passato non era molto diverso da quello che viviamo noi oggi: la Luna che si diverte.

I percorsi proseguiranno fino a tutto il mese di ottobre.
Dal 6 al 22 Agosto aperti tutte le sere (tranne il martedì).
Ingresso presso gli Scavi di Pompei – piazza Anfiteatro
Informazioni, prenotazioni e calendario
tel. + 39 081 19303885  (mar./ dom., ore 10 – 20)
fax + 39 081 19308787
www.lelunedipompei.itinfo@lelunedipompei.it
Inizio dei percorsi un’ora dopo il tramonto (partenze gruppi ogni 20 minuti)
Durata del percorso 70 minuti (si consigliano scarpe comode)
E’ assolutamente necessaria la prenotazione (gratuita)
Costo della visita 20 euro
Possessori Campania>Artecard 14 euro
Prezzo speciale per famiglie (2 adulti + 2 ragazzi fino a 16 anni) 40 euro

Pompei ,Città dell’archeo-gusto

Città dell'archeo-gusto

Ite, ite, direbbe Totti, campione della Roma e divertito protagonista di uno spot televisivo. Andate, andate all’archeo-ristorante di Pompei, nuova e felicissima trovata per pubblicizzare gli scavi più famosi al mondo. Aprirà a metà giugno nella settecentesca Casina dell’Aquila. Si mangerà romano (antico, of course) e si scoprirà che le basi della cucina mediterranea stanno lì, negli affreschi delle domus. Sulle pareti una vera enciclopedia dei prodotti consumabili: uva, nocciole, pesche, fichi, ciliegie, limoni, pere e poi asparagi, carote, ravanelli, cavoli, cipolle. Materia di orti antichi che riprendono vigore e si esibiscono con dignità accanto ai nobili resti della città antica.

Archeo-agricoltura, quindi, che finirà nei piatti di un curioso archeo-ristorante. Ventidue ettari coltivati a ortaggi e frutti tipici, oggetto di convenzione tra istituzioni e contadini, per offrire ai visitatori una cosa da vedere in più e alla tavola imbandita i sapori dell’orto pompeiano. Sugli stessi terreni, proprio per il vincolo archeologico, si sono poi conservate piante scampate all’estinzione e che arricchiscono il patrimonio campano delle biodiversità. La regione, per questo, è una delle poche aree al mondo che può contare su testimonianze così antiche. Un esempio? Ecco la ricetta di Columella per conservare le cipolle pompeiane: “Appena raccolte, farle seccare al sole, metterle poi qualche giorno all’ombra, sistemarle in vasi su un letto di timo o maggiorana; aggiungere tre parti di aceto ed una di salamoia, comprimerle con altra maggiorana e tenerle completamente sommerse nel liquido”. A Plinio, invece, dobbiamo un’accurata descrizione del cavolo pompeiano. Nella Casa dei Cervi ad Ercolano la raffigurazione del cetriolo, in quella dei Vetti a Pompei l’asparago selvatico e coltivato. E via così, dipingendo o raccontando fino all’amarcord dell’archeo-ristorante del duemilaedieci dopo-Cristo.
Se poi aggiungiamo, in tema di nuove tendenze museali, che sempre qui, a Pompei, c’è il cantiere-live della Casa dei casti Amanti, che da piazza Anfiteatro a Villa dei Misteri si può andare in bici su pista ciclabile, che tra poco nella domus di Giulio Polibio ci sarà la ricostruzione virtuale degli usi e costumi di casa, che c’è una baby-Pompei per avvicinare i bambini all’archeologia e una easy Pompei senza barriere, si può senz’altro parlare di nuova vita per Pompei.

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