eruzione vesuvio

Passeggiata notturna Scavi di Ercolano, da Giugno a Settembre

Passeggiata notturna Scavi di Ercolano tra reale e virtuale, ultime camere in last minute!!

Da Giugno a Settembre aperture straordinarie notturne, visita gli Scavi di Ercolano tra reale e virtuale.

 

Il bed and breakfast Pompei “IL FAUNO” a solo 20 minuti dal sito archeologico di Ercolano (raggiungibile con l’auto in 20 minuti o con il treno )  ..vi aspetta con le sue comode camere dotate di ogni comfort (bagno privato, wifi e colazione) ,parcheggio interno gratuito e piscina esterna con solarium!

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Storie Sepolte Scavi di Ercolano

  

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Passeggiata notturna tra reale e virtuale, racconti storici e suggestioni di luce, teatro e musica tra le storie sepolte dell’antica Ercolano.percorsi.notturni-ercolano

Proiezioni in 3D dell’eruzione del Vesuvio, visita con un archeologo e performance teatrali per un’inedita visione notturna degli scavi di Ercolano.

Si parte dalla visita all’ Antiquarium dove sarà possibile ammirare i resti dell’’imbarcazione rinvenuta sull’antica spiaggia, per poi proseguire con le ricostruzioni virtuali di due degli edifici pubblici più importanti: il Teatro e le Terme Centrali.

Si prosegue con una suggestiva discesa verso i fornici per un’emozionate performance teatrale, durante la quale una ragazza cieca racconta di una quotidianità spensierata e dell’inattesa catastrofe.

Il percorso guidato continua sulla terrazza di Marco Nonio e da qui ci si inoltra all’interno del tessuto urbano della città antica, oltrepassando la porta di accesso alla città e percorrendo parte del Cardo V inferiore. Si prosegue lungo il Decumano inferiore  per poi completare il percorso con l’attraversamento del Cardo III inferiore.

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Per INFORMAZIONI e Prenotazioni: Tel.  800 600 601   Email: info@campaniartecard.it

dai cellulari e dall’estero:  +39 06 39 96 76 50

Qui puoi scaricare il programma completo

Escursione notturna al Gran cono del Vesuvio , storie sepolte

Escursione notturna al Gran Cono del Vesuvio, ultime camere in last minute!!

Da Giugno a Settembre aperture straordinarie notturne, visite e spettacoli teatrali al chiar di luna tra reale e virtuale.

Il bed and breakfast Pompei “IL FAUNO” a solo 20 minuti dal cratere del Vesuvio (raggiungibile con l’auto in 20 minuti o con l’autobus da Pompei )  ..vi aspetta con le sue comode camere dotate di ogni comfort (bagno privato, wifi e colazione) ,parcheggio interno gratuito e piscina esterna con solarium!

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Storie Sepolte Vesuvio

 

 

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Escursione notturna e incursione teatrale al gran Cono del nelle notti di Luna Piena al Gran Cono.

Con il buio della notte il vulcano si trasforma, il paesaggio, quasi lunare, si immerge nel silenzio per ascoltare le storie antiche e Climb to Vesuviusmoderne sussurrate dal cratere. Attraverso le pagine dei viaggiatori del Grand Tour si sveleranno racconti, storie e toccanti riflessioni sul passato e sul presente.

Si consiglia:

– Abbigliamento a più strati, comodo, caldo ed antivento.
La temperatura sulla cima del vulcano è generalmente inferiore rispetto alle sue pendici (anche di 10 gradi), e il vento può inaspettatamente interessare l’area craterica;

– scarpe da ginnastica o pedule da escursionismo.
L’escursione è sconsigliata a soggetti cardiopatici.

In caso di maltempo o di forza maggiore l’ascesa al cratere può essere sospesa dalle guide vulcanologiche.

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Visita l’Antiquarium di Boscoreale

A pochi giorni dalla performance sonora voluta dalla Soprintendenza speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei e dalla suggestione provocata dai rumori dell’eruzione avvenuta il 24 agosto del 79 d.C. nonché dalla drammatica narrazione degli eventi, vale la pena ricordare che il diluvio di fuoco, gas tossici e cenere paralizzò istantaneamente in una smorfia di sofferente dolore uomini, donne e animali che giammai avrebbero potuto trovare scampo.

Pompei, Ercolano, le altre città vesuviane, le ville isolate e le masserie disseminate su un vasto territorio fertile e rigoglioso furono seppellite da metri e metri di ceneri, lapilli e pomici che carbonizzarono tutto ciò che incontrarono; ogni più piccolo anfratto venne sistematicamente svuotato di ossigeno e riempito di fuoco dal leopardiano “Sterminator Vesevo”.

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“ Notte e ruina, infusa di bollenti ruscelli” sono le parole con cui, fra le altre magnifiche strofe de La ginestra, l’esistenzialista Leopardi descrive gli eventi con una forte dose di emotiva partecipazione.
Ebbene, il visitatore occasionale, l’umanista, l’accademico e l’erudito dopo aver visitato gli Scavi di Pompei e averne ammirato  strade, case, botteghe, giardini, portici e terme non può esimersi dal visitare un luogo dove è possibile prendere contatto con l’uomo vesuviano e con l’ambiente in cui ha vissuto divenendone assoluto protagonista. Ci riferiamo all’Antiquarium di Boscoreale (mail: infopompei@tin.it – www.pompeiisites.org) vero scrigno di antropologia

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vesuviana, poco conosciuto e ai margini del turismo organizzato, ma sicuramente imperdibile per la ricchezza di reperti capaci di suggerire al visitatore scene di vita quotidiana ambientate immediatamente prima della tragedia e prima che Plinio il Giovane descrivesse i flussi come “il nembo nero e orrendo discende sulle terre e copre la distesa del mare”.

Affresco poetico per descrivere i 32 chilometri di altezza raggiunti dalle scure pomici prima di collassare e i 240 milioni di chilogrammi di magma al secondo calcolati per il raggiungimento di simili altezze. Per il lettore più attento ricordiamo che la stessa data dell’eruzione pliniana viene messa in discussione a più riprese da studiosi che, sulla scorta di evidenze scientifiche e di ritrovamenti archeobotanici, ipotizzano una datazione relativa all’autunno inoltrato di quel lontano 79 d.C. E’ già dal 1797 che il napoletano monsignor Carlo Maria Rosini, M. Ruggiero e più di recente il prof. Umberto Pappalardo avanzarono tale ipotesi; inoltre la studiosa nonchè attuale curatrice dell’Antiquarium di Boscoreale, Grete Stefani in “La vera storia dell’eruzione” nella rivista Archeo dell’ottobre 2006 esprime perplessità sull’potesi da tempo accreditata e propende per l’eruzione autunnale.

Ma torniamo all’Antiquarium dove, in poche sale e tuttavia in maniera concisa ed efficace, si possono osservare reperti unici provenienti da Pompei, da tutta l’area vesuviana e in particolare dalle fattorie e dalle ville signorili presenti nel territorio di Boscoreale. Dalle ricostruzioni ambientali e dai reperti riguardanti il pescoso mare e l’entroterra pianeggiante attraversato dal fiume Sarno, la fascia collinare con le colture della vite, dell’olivo e della frutta, la zona montana con i fitti boschi che ricoprivano anche la sommità del Vesuvio ed erano popolati da animali selvatici si passa al verde urbano a testimonianza dello stretto rapporto uomo-natura che caratterizzava la vita a Pompei e nelle città limitrofe. Numerosi reperti riguardano l’agricoltura con campioni di cereali (farro, grano e orzo) e legumi (ceci, lenticchie e fagioli) all’epoca coltivati e attestano l’allevamento di numerose specie di animali.

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Inoltre si possono ammirare bottiglie di vetro per medicamenti e strumenti chirurgici, una toeletta femminile completa e alcuni balsamari vitrei, ritratti di bronzo utilizzati per il culto e ed infine tessuti e fibre vegetali.

Boscotrecase era anche l’epicentro di un vasto reticolo di ville gran parte delle quali furono scavate tra la fine dell’ottocento e i primi decenni del novecento e diedero alla luce straordinarie suppellettili, decorazioni e mosaici in parte esposti proprio nell’Antiquarium e in parte in altri Musei. Fra queste ricordiamo la Villa nella proprietà D’Acunzo, Villa di P.Fannius Synistor che ha dato alla luce affreschi riprodotti e conservati al Metropolitan Museum di New York e al Museo Archeologico di Napoli (nascita di Alessandro Magno e conquista dell’Asia), Villa della Pisanella di cui si può ammirare un fedele plastico nell’Antiquarium e il cui “Tesoro di Boscoreale”, che consta di 109 pezzi di argenteria da tavola, è attualmente conservato presso il Museo del Louvre; mentre la vastissima cella vinaria ottimamente conservata non è visibile in quanto la villa è stata reinterrata come quasi tutte le altre splendide ville della zona. La Villa di N. Popidius Florus con la famosa scritta di benvenuto sulla soglia del frigidarium “Have Salve”, Villa di Casone Grotta ritrovata nel 1986 ed infine Villa di M. Livius Marcellus. Un nota a parte merita Villa Regina la cui campagna di scavo si è conclusa nel 1980 e la cui ricostruzione con i 18 dolii che potevano contenere fino a diecimila litri di vino, il torcularium per la lavorazione del vino e parte del vigneto reimpiantato esattamente nel sito dove era prima dell’eruzione, sono oggi fruibili al pubblico; ebbene nel corso di una recente visita alla villa rustica, accompagnati dalla sig.ra Filomena Buondonno, uno degli addetti alla vigilanza e all’accoglienza del sito archeologico,  abbiamo registrato la piacevole sensazione di immergergi fulmineamente nella vita operosa e serena di duemila anni fa.

Non finisce qui. Infatti c’è da registrare una interessante iniziativa, sponsorizzata dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei e fortemente voluta dalla responsabile della struttura Grete Stefani, avviata ormai tre anni fa e che prevede l’attuazione del progetto “Uno alla volta” ovvero piccole mostre a tema realizzate con cadenze periodiche. Ovviamente si tratta di approfondimenti tematici attraverso i quali il visitatore può ricostruire il vivere quotidiano degli antichi popoli vesuviani. “Di alcuni oggetti corredati da altri reperti provenienti da Pompei o da altri siti archeologici – scrive Grete Stefani – si potranno spiegare e completare le funzioni analizzandone gli aspetti significativi, il contesto di rinvenimento, l’uso, i confronti e si potranno fare considerazioni generali sulle attività umane connesse”. E’ dal 2008 che le vicende della storia vengono ricostruite con questo ingegnoso sistema a puzzle incastrando ogni singolo reperto nella casella giusta “step by step” a passi lenti ma decisi.

All’Antiquarium di Boscoreale, nel 2008,  la mostra è stata incentrata sulla “Tavoletta Cerata” rinvenuta nel 1959 in località Moregine in territorio pompeiano; oggi non più leggibile ma all’epoca ben conservata nonostante la maggioranza delle tavolette ritrovate fossero completamente carbonizzate. Da qui una mostra dedicata alla scrittura su tavolette di cera e su papiri (volumina) con una straordinaria esposizione di stili in metallo e in osso, calamai in terracotta e in bronzo, sigilli e coprisigilli in bronzo. Una parentesi aperta sulla scrittura e sulla conservazione dei documenti. Nel 2009 l’esposizione è stata dedicata alla “Groma” ovvero ad uno strumento di origine etrusca che i romani utilizzavano per misurazioni topografiche e di cui si trova traccia su una lapide funeraria conservata a Boscoreale e dedicata all’agrimensore Nicostrato. Uno sguardo sulla precisione tutta romana nonché sull’attività di quei periti agrari dell’antichità capaci di suddividere in reticoli di cardines e decumani terreni agricoli e città.

Ma proprio in questi giorni, e fino al 20 dicembre prossimo, la mostra monografica è stata dedicata ai “Calchi” delle vittime dell’eruzione eseguiti grazie al metodo di Giuseppe Fiorelli che, nella seconda metà dell’ottocento, riuscì nell’intento di rendere visibile il momento esatto della morte di uomini, donne, bambini e animali attraverso un’ingegnosa invenzione così descritta dall’archeologo Giulio De Petra: “la più fortunata delle sue invenzioni fu la immagine autentica, che diede della catastrofe vesuviana, colando nel masso di cenere che copriva gli scheletri il gesso liquido, per cui questi rivivono nelle forme e nelle contrazioni della loro agonia”. Parole precise con cui lo scienziato, contemporaneo del Direttore degli Scavi di Pompei Fiorelli, descrive l’orrore, la meraviglia e la commozione di qualcosa che nessuno, dopo aver visto, potrà dimenticare. Non dappertutto, a Pompei e dintorni, nella cenere indurita si sono creati vuoti dovuti alla decomposizione di sostanze organiche, per cui su poco più di un centinaio di calchi ben pochi sono riusciti a tal punto bene da soddisfare gli studiosi. Dalla grande casa signorile definita “del bracciale d’oro”, dalla lussuosa residenza di M.Fabius Rufus  entrambe nell’Insula Occidentalis e dalla casa del Criptoportico di via dell’Abbondanza a Pompei nonchè dalla Villa della Pisanella e da Villa Regina di Boscoreale provengono i calchi migliori sia per l’osservazione scientifica che per la meraviglia dei curiosi.
Riteniamo che recarsi in visita presso l’Antiquarium di Boscoreale sia doveroso per avere un quadro completo di ciò che è accaduto duemila anni fa, della vita che scorreva prima dell’evento eruttivo, del silenzio che è sceso sulla piana vesuviana dopo l’eruzione ed infine della vita che ha ripreso a fluire lentamente, ma decisamente, in una zona capace di provocare ancora, a distanza di tanto tempo, grandi emozioni.

Le vittime dell’eruzione attraverso “I calchi”

Mostra Antiquarium di Boscoreale dal 5 marzo-20 dicembre

04.03.2010 18:18 -Dal 5 marzo l’Antiquarium di Boscoreale ospita la mostra didattica “I calchi”, terzo appuntamento del ciclo di manifestazioni “Uno alla volta” organizzato dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, dedicato allo studio del mondo antico attraverso i reperti dell’area vesuviana.

La mostra “I calchi” affronta un argomento che suscita particolare interesse nei visitatori, quello delle vittime dell’eruzione che distrusse Pompei nel 79 d.C..

Partendo dal calco di cane della Casa di Orfeo, che insieme al calco di un maiale e a quello di una donna rinvenuta nella Villa della Pisanella di Boscoreale, in esposizione permanete dell’Antiquarium, vengono messi in mostra altri calchi umani eseguiti a Pompei, in copia o in originale, a partire dalle prime esperienze del metodo inventato da Giuseppe Fiorelli, direttore degli scavi di Pompei dal 1861 al 1875, fino alle più recenti.

Il metodo di Fiorelli, prevedeva una colata di gesso liquido nella cavità lasciata dal corpo nel materiale vulcanico, che consentiva così di recuperare l’immagine delle vittime dell’eruzione.

Tra i calchi esposti quello di un intero gruppo familiare dalla Casa del Bracciale d’oro e quello di un bambino ritrovato nelle vicinanze della stessa casa; dalla Casa del Criptoportico il calco di un uomo in cui sono evidenti le tracce dei calzari con i resti delle borchie in ferro, e quello dell’uomo caduto dalle scale durante la fuga dalla Casa di Fabio Rufo.

“L’Antiquarium di Boscoreale ben si presta ad ospitare iniziative come questa  –  dichiara la Soprintendente Mariarosaria Salvatore – E’ importante che insieme a Pompei, anche gli altri siti vesuviani vivano una stagione di rilancio, promuovendo iniziative rivolte al pubblico capaci di ampliare l’offerta culturale e contribuire alla  nuova vitalità dell’intera area archeologica vesuviana”.

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“Bisogna ricordare- aggiunge Marcello Fiori, Commissario delegato all’area archeologica di Napoli e Pompei –  richiamando le parole dello scrittore Luigi Settembrini in una famosa lettera a I Pompeiani del 1863, a proposito dei calchi che  “sono morti da diciotto secoli, ma non sono creature umane che si vedono nella loro agonia. Lì non è arte, non è imitazione; ma sono le loro ossa, le reliquie della carne e de’ loro panni mescolati col gesso; è il dolore della morte che riacquista corpo e figura”.

Ad illustrare la storia delle diverse tecniche utilizzate nella riproduzione  dei calchi, in mostra anche il calco in resina realizzato nel 1984 eseguito su una delle vittime venute alla luce in un ambiente della Villa di Lucius Crassius Tertius di Oplontis. Quest’ultimo sistema sperimentato integra il metodo del calco in gesso ideato da Fiorelli con quello della fusione a cera della statuaria in bronzo, permettendo di realizzare un calco trasparente che rende visibile lo scheletro consentendo l’individuazione e il recupero di gioielli e oggetti che le vittime portavano con sé al momento della fuga.

La mostra, aperta fino al 20 dicembre,  è visitabile con lo stesso biglietto di accesso al Museo negli orari di apertura dell’Antiquarium di Boscoreale: 8.30 – 17.00 (orario invernale) e 8.30 – 18.30 (orario estivo).

In occasione delle manifestazioni per la Festa della donna, previste dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, verrà distribuita ai visitatori copia della poesia “La bambina di Pompei” di Primo Levi, che fu ispirato proprio da un calco di una vittima pompeiana.

Vieni a visitare da vicino le meraviglie degli Scavi di Pompei , a pochi passi dal nostro bed and breakfast

Vesuvio, visita il vulcano che distrusse la città di Pompei!

Vesuvio, visita il vulcano che distrusse la città di Pompei!

Il Vesuvio è il vulcano più famoso della terra e uno dei più studiati.. E’ anche uno dei più pericolosi poiché il vasto territorio che si estende alle sue pendici ha visto la costruzione di case fino a 700 metri di altura.

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Vesuvio costituisce un colpo d’occhio di inconsueta bellezza nel panorama del golfo.

Una celebre immagine da cartolina ripresa dalla collina di Posillipo lo ha fatto entrare di diritto nell’immaginario collettivo della città di Napoli.

Orari e giorni di apertura:

Si può raggiungere il cratere:

Gennaio-Febbraio-Novembre-Dicembre: 09:00 – 15:00
Marzo-Ottobre: 09:00 – 16:00
Aprile-Maggio-Giugno-Settembre: 09:00 – 17:00
Luglio-Agosto: 09:00 – 18:00

Il sentiero di accesso al cratere negli orari sopra indicati è aperto tutti giorni dell’anno, anche il sabato, la domenica e anche tutti i giorni festivi

In caso di maltempo o di forza maggiore l’ascesa al cratere può essere sospesa dalle guide vulcanologiche .

Durata:

L’ intera escursione di solito dura 90 minuti. Tale durata può, comunque, variare a seconda dell’età o dello stato di salute del turista, o a causa delle condizioni meteorologiche.

Prezzi:

Per la visita al cratere è necessario l’acquisto del biglietto. Il biglietto comprende il servizio guida.

Biglietto da € 8,00

Per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, gli studenti universitari con lettera di presentazione firmata dal Dirigente Scolastico;

per i cittadini residenti nei 13 comuni della comunità del parco muniti di documento di riconoscimento attestante la effettiva residenza

Biglietto da € 10,00

Per ogni altro visitatore, incluse le Agenzie di Viaggio ed altri Organismi operanti nel settore turistico che non intendono utilizzare vouchers prepagati per le visite guidate al cratere.

Agenzie di viaggio e Tour operator
Le Agenzie  che intendono utilizzare vouchers devono pagare in anticipo € 2.400,00 pari a n. 300 biglietti al costo unitario di € 8,00. Coloro che non effetuano il suddetto pre-pagamento pagheranno i biglietti al prezzo ordinario di 10 .

Ingresso gratuito

Ai minori di altezza inferiore ad 1,2 metro solo se accompagnati dai genitori

Ai disabili al 100% muniti di certificato e al relativo accompagnatore

Tutti coloro che beneficiano della gratuità dovranno munirsi di biglietto gratuito rilasciato dalla biglietteria.

 

L’ attrezzatura:

La temperatura sulla cima del vulcano è generalmente inferiore rispetto alle sue pendici e il vento può inaspettatamente interessare l’area craterica. Inoltre, sono consigliati scarpe da ginnastica o pedule da escursionismo, binocolo, occhiali da sole e acqua.

Come raggiungerci in auto:

Prendere l’autostrada A3 Napoli-Salerno fino all’uscita di Torre del Greco o Ercolano e poi seguire le indicazioni per il Vesuvio.

Come raggiungerci in autobus:

La Circumvesuviana unisce tutti i paesi vesuviani da Napoli fino a Sorrento. Prendere l’autobus della compagnia EAV che raggiunge il Vesuvio da Pompei o da Ercolano. Numero verde 800 053939

 Il B&B Il Fauno dista solo 16 km dal Vesuvio, facilmente raggiungibile in 25 minuti, sia in auto che con gli Autobus che partono ogni 20 minuti di fronte l’entrata degli Scavi di Pompei.

Puoi prenotare il tuo alloggio vicino al Vesuvio con conferma immediata cliccando qui e scegliendo la tua camera.

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Altre info sul Vesuvio

Vesuvio è un tipico esempio di vulcano a recinto costituito da un cono esterno tronco, Monte Somma (1133 metri), con cinta craterica in gran parte demolita entro la quale si trova un cono più piccolo rappresentato dal Vesuvio (1281 metri), separati da un avvallamento denominato Valle del Gigante, parte dell’antica caldera, dove in seguito, presumibilmente durante l’eruzione del 79 d.C., si formò il Gran Cono o Vesuvio.

La Valle del Gigante è suddivisa a sua volta in Atrio del Cavallo ad ovest e Valle dell’Inferno ad est. Il recinto del Somma è ben conservato per tutta la sua parte settentrionale, infatti è stato nei tempi storici meno esposto alla furia devastatrice del vulcano, perché riparato dall’altezza della parete interna che ha impedito il deflusso di lave sulle sue pendici. I pendii, variamente degradanti, sono solcati da profondi valloni radiali prodotti dall’erosione delle acque meteoriche.

Le sue pareti dalla parte del cono si presentano a picco. Tutta la sezione è poi disseminata di spuntoni e dicchi di roccia vulcanica scura. Il vecchio orlo craterico è un susseguirsi di cime dette cognoli. Mentre l’altezza del Somma ed il suo profilo si sono conservati uguali nei secoli, l’altezza ed il profilo del Vesuvio hanno subito variazioni notevoli, a causa delle successive eruzioni, con innalzamenti ed abbassamenti.

Il Vesuvio è un caratteristico vulcano poligenico e misto, ossia costituito da lave di composizione chimica diversa (ad esempio trachiti, tefriti, leucititi) e formato sia da colate di lava sia da depositi piroclastici. Tutte le zone alle pendici della montagna sono da considerarsi formate da terreni trasportati da lave di fango che scendono dagli scoscesi pendii nelle stagioni piovose attraverso profondi e stretti valloni detti alvei o più comunemente lagni.

Gli alti argini sono formati da cumuli di scorie laviche, che precipitati allo stato incandescente e dilagati verso le basse pendici, si rivelano ora a causa del loro materiale fertile, ricco di silicio e potassio, preziosi per la vegetazione. Nelle giornate più fredde la condensazione dei vapori rende visibili le fumarole presenti in numerosi punti

della parete interna del cratere. Proseguendo lungo il bordo del cratere, guardando verso il mare si coglie l’intera estensione della parte meridionale del vulcano e, in giornate con buona visibilità, tutto il Golfo di Napoli dalla Penisola

Sorrentina e Capri fino a Capo Miseno, Procida e Ischia. E’ inevitabile notare anche la sconsiderata espansione urbanistica che risale lungo le pendici del vulcano.
Dal 29 ottobre 2005 il Vesuvio è un museo a cielo aperto perché i suoi tornanti ospitano 10 gigantesche sculture. La mostra permanente prende il nome di Creator Vesevo.