ercolano

Da Pompei spunta una nuova scena di vita, un flashback dalla bottega di un vasaio

Pompei, fotogramma prima dell’eruzione
In bottega, vasi prima d’essere infornati..

Nel quartiere delle ceramiche. La Soprintendenza: «Ritrovamento sorprendente, mai fatto prima»
Nemmeno un soldo italiano, scavo finanziato dai francesi

Il bed and breakfast Pompei “IL FAUNO” a solo 1 km dal sito archeologico di Pompei  ..vi aspetta con le sue comode camere dotate di ogni comfort (bagno privato, wifi ) ,parcheggio interno gratuito e ricca colazione (anche senza glutine)!

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SCOPERTA SORPRENDENTE, BOTTEGA del vasaio

 

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La vita fermata nel fotogramma prima dell’eruzione. Da Pompei spunta una nuova scena di vita, un flashback dalla bottega di un vasaio.
L’artigiano aveva appena finito di preparare vasi in argilla cruda, pronti per essere infornati. Ma a bruciare all’improvviso fu tutta la città.

Un ritrovamento del genere non era mai stato fatto prima e ora si deve a recenti indagini condotte dalla Soprintendenza con la collaborazione del Centre Jean Bérard e dell’École Française de Rome e dedicate all’”Artigianato e all’Economia a Pompei”, sotto la guida di Laëtitia Cavassa, con la collaborazione di Bastien Lemaire.
Il programma di ricerca è iniziato dieci anni fa si sta ora occupando dell’area nei pressi della necropoli Porta Ercolano, immediatamente fuori le mura della città. Gli obiettivi sono diretti a documentare l’attività artigianale dei ceramisti dell’epoca.
La fornace era già stata esplorata nel 1838 ma ora è possibile approfondire la tipologia della produzione, la data di inizio dell’attività e gli spazi di lavoro della bottega, dal tornio del vasaio ai bacini di decantazione.

SCOPERTA SORPRENDENTE

La Soprintendenza definisce le scoperte «sorprendenti». «A pochi metri dalla fornace – descrive una nota – è stato rilevato un livello di lapilli del 79 d.c. che rinchiudeva, proteggendoli, una decina di vasi non ancora cotti. Una prova diretta che la bottega era in piena attività in quel giorno. Si tratta di boccalini a parete sottile, usati per bere o contenere alimenti, decorati con piccole incisioni e ingobbiati; i cosidetti “pignattini” descritti dagli scavatori dell’800 nei giornali di scavo dell’epoca».
Poco distante è stata trovata una sala di lavoro per la tornitura dei vasi con quattro torni di vasai, anfore contenenti resti di argilla cruda, vasi crudi caduti da una mensola e una serie di attrezzi. Si tratta di «elementi finora mai documentati e fondamentali per la conoscenza della lavorazione della ceramica e delle tecniche usate degli antichi nell’ars figulina (della ceramica) durante il I sec d.C. ».

 

SCAVO TUTTO FRANCESE

Il quartiere delle ceramiche ha rivelato anche una seconda e una terza bottega con altre due fornaci, anche esse utilizzate per la produzione di ceramica a pareti sottili.
Neanche un soldo italiano per questa ricerca che è stata finanziata dal Ministero degli Affari Esteri Francese tramite il Centre Jean Bérard di Napoli, con il finanziamento di mecenati francesi privati.

 

Una domenica al Museo, Scavi di Pompei Gratis

Da Domenica 6 Luglio i musei e le aree archeologiche saranno visitabili gratuitamente, ultime camere in last minute!!

È la prima applicazione della norma del decreto Franceschini, entrata in vigore dal primo luglio, che, come cita una nota del MIBACT, stabilisce che ogni prima domenica del mese non si pagherà il biglietto per visitare monumenti, musei, monumenti, scavi, gallerie, scavi archeologici, parchi e giardini monumentali dello Stato.

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Domenica al Museo, Pompei Gratis

 

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Domenica 6 luglio i musei e le aree archeologiche statali saranno visitabili gratuitamente.

È la prima applicazione della norma del decreto Franceschini, entrata in vigore dal primo luglio, che, come cita una nota del MIBACT, stabilisce che ogni prima domenica del mese non si pagherà il biglietto per visitare monumenti, musei, monumenti, scavi, gallerie, scavi archeologici, parchi e giardini monumentali dello Stato.

Le norme incluse nel nuovo decreto ministeriale nascono dall’esigenza, come espresso dal ministro Dario Franceschini, di adottare una politica di gestione del patrimonio culturale maggiormente in linea con la visione europea.

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Azioni, quindi, atte a garantire la migliore e la maggiore fruibilità dei luoghi di cultura italiani. Fruibilità che registra dati nettamente inferiori rispetto ai musei stranieri.

Sicuramente, iniziative come “Una notte al Museo” e “Domenica al museo gratis” sono segnali incoraggianti per sperare in un futuro più “roseo” per il nostro patrimonio culturale, ma la strada da percorrere è ancora lunga!

Tra i luoghi di cultura statali visitabili gratuitamente in Campania si ricordano:

  • Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli
  • Palazzo Reale di Napoli
  • Certosa e Museo di San Martino
  • Museo Pignatelli
  • Museo di Capodimonte
  • Castel Sant’Elmo
  • Museo Duca di Martina
  • Scavi di Pompei
  • Ercolano
  • Reggia di Caserta

Per un elenco completo di tutti i musei e le aree archeologiche campane che partecipano all’iniziativa, vi invitiamo a visitare il sito ufficiale del Ministero

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Riapre il Decumano Massimo ad Ercolano

“RI-APRIRE ERCOLANO”

19 aprile 2011: riapre il Decumano Massimo
10 anni di attività del progetto Packard

La riapertura del Decumano Massimo – la strada principale dell’antica città di Ercolano – sancisce il passaggio finale della riconsegna delle strade romane ai visitatori e conclude un capitolo importante relativo ai lavori realizzati nella Casa del Doppio Portale e nelle botteghe lungo la Scarpata Nord.
L’occasione è particolarmente rilevante perché si celebra anche il decimo anniversario dell’avvio della collaborazione tra la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei e il Packard Humanities Institute, successivamente arricchitasi della presenza della British School at Rome, venendo così a costituire una collaborazione pubblico-privata senza precedenti per la conservazione e la salvaguardia del Sito di Ercolano: l’ Herculaneum Conservation Project (HCP).

Approfitta della riapertura del Decumano e prenota un soggiorno al bed and breakfast Pompei Il Fauno... a solo 20 minuti da Ercolano (raggiungibile sia in treno che in auto).

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L’ Herculaneum Conservation Project, un progetto collaborativo pubblico-privato, dal 2001 si occupa della conservazione del Sito di Ercolano. Grazie all’impegno di lungo termine sia dei partner pubblici sia di quelli privati ( Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei,  Packard Humanities Institute , British School at Rome), il grave  degrado in cui versava  il Sito alla fine del ventesimo secolo è stato drasticamente ridotto.
Nell’anno 2000, due terzi dell’area archeologica erano chiusi al pubblico per problemi conservativi e di sicurezza. Grazie all’impegno della Soprintendenza e dell’ Herculaneum Conservation Project la riapertura alla visita di due terzi del Sito sarà completata entro la fine del prossimo biennio.

Le operazioni di conservazione svolte nell’ultimo anno lungo il Decumano Massimo hanno coinvolto alcune delle più interessanti dimore romane del Sito. E’ oggi finalmente visibile in tutto il suo splendore la Casa del Doppio Portale con il suo eccezionale ingresso, il portico a colonne e gli elementi lignei ancora intatti, mentre sono in corso importanti lavori nella celebre Casa del Bicentenario. Quella che ha coinvolto il Decumano Massimo è, in ordine di tempo, l’ultima di una serie di campagne di intervento per la conservazione del Sito avviate dall’HCP.
Infatti, nel 2009 e 2010 visitatori hanno potuto accedere nuovamente alla Casa Sannitica e alle Terme Suburbane. Nei prossimi tre anni i lavori continueranno con l’apertura di numerose aree, tra le altre: la Casa del Rilievo di Telefo e l’Antica Spiaggia con il suo percorso fino alla Villa dei Papiri. La trasformazione del Sito ha coinvolto anche, favorevolmente, i rapporti tra città antica e città moderna: il dialogo con la comunità locale e con i visitatori è infatti stato favorito da un approccio innovativo dell’impresa partecipata – tra pubblico e privato, ente di tutela e municipalità – che si spera possa essere di stimolo anche per altri siti archeologici.

Vesuvio, visita il vulcano che distrusse la città di Pompei!

Vesuvio, visita il vulcano che distrusse la città di Pompei!

Il Vesuvio è il vulcano più famoso della terra e uno dei più studiati.. E’ anche uno dei più pericolosi poiché il vasto territorio che si estende alle sue pendici ha visto la costruzione di case fino a 700 metri di altura.

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Vesuvio costituisce un colpo d’occhio di inconsueta bellezza nel panorama del golfo.

Una celebre immagine da cartolina ripresa dalla collina di Posillipo lo ha fatto entrare di diritto nell’immaginario collettivo della città di Napoli.

Orari e giorni di apertura:

Si può raggiungere il cratere:

Gennaio-Febbraio-Novembre-Dicembre: 09:00 – 15:00
Marzo-Ottobre: 09:00 – 16:00
Aprile-Maggio-Giugno-Settembre: 09:00 – 17:00
Luglio-Agosto: 09:00 – 18:00

Il sentiero di accesso al cratere negli orari sopra indicati è aperto tutti giorni dell’anno, anche il sabato, la domenica e anche tutti i giorni festivi

In caso di maltempo o di forza maggiore l’ascesa al cratere può essere sospesa dalle guide vulcanologiche .

Durata:

L’ intera escursione di solito dura 90 minuti. Tale durata può, comunque, variare a seconda dell’età o dello stato di salute del turista, o a causa delle condizioni meteorologiche.

Prezzi:

Per la visita al cratere è necessario l’acquisto del biglietto. Il biglietto comprende il servizio guida.

Biglietto da € 8,00

Per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, gli studenti universitari con lettera di presentazione firmata dal Dirigente Scolastico;

per i cittadini residenti nei 13 comuni della comunità del parco muniti di documento di riconoscimento attestante la effettiva residenza

Biglietto da € 10,00

Per ogni altro visitatore, incluse le Agenzie di Viaggio ed altri Organismi operanti nel settore turistico che non intendono utilizzare vouchers prepagati per le visite guidate al cratere.

Agenzie di viaggio e Tour operator
Le Agenzie  che intendono utilizzare vouchers devono pagare in anticipo € 2.400,00 pari a n. 300 biglietti al costo unitario di € 8,00. Coloro che non effetuano il suddetto pre-pagamento pagheranno i biglietti al prezzo ordinario di 10 .

Ingresso gratuito

Ai minori di altezza inferiore ad 1,2 metro solo se accompagnati dai genitori

Ai disabili al 100% muniti di certificato e al relativo accompagnatore

Tutti coloro che beneficiano della gratuità dovranno munirsi di biglietto gratuito rilasciato dalla biglietteria.

 

L’ attrezzatura:

La temperatura sulla cima del vulcano è generalmente inferiore rispetto alle sue pendici e il vento può inaspettatamente interessare l’area craterica. Inoltre, sono consigliati scarpe da ginnastica o pedule da escursionismo, binocolo, occhiali da sole e acqua.

Come raggiungerci in auto:

Prendere l’autostrada A3 Napoli-Salerno fino all’uscita di Torre del Greco o Ercolano e poi seguire le indicazioni per il Vesuvio.

Come raggiungerci in autobus:

La Circumvesuviana unisce tutti i paesi vesuviani da Napoli fino a Sorrento. Prendere l’autobus della compagnia EAV che raggiunge il Vesuvio da Pompei o da Ercolano. Numero verde 800 053939

 Il B&B Il Fauno dista solo 16 km dal Vesuvio, facilmente raggiungibile in 25 minuti, sia in auto che con gli Autobus che partono ogni 20 minuti di fronte l’entrata degli Scavi di Pompei.

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Altre info sul Vesuvio

Vesuvio è un tipico esempio di vulcano a recinto costituito da un cono esterno tronco, Monte Somma (1133 metri), con cinta craterica in gran parte demolita entro la quale si trova un cono più piccolo rappresentato dal Vesuvio (1281 metri), separati da un avvallamento denominato Valle del Gigante, parte dell’antica caldera, dove in seguito, presumibilmente durante l’eruzione del 79 d.C., si formò il Gran Cono o Vesuvio.

La Valle del Gigante è suddivisa a sua volta in Atrio del Cavallo ad ovest e Valle dell’Inferno ad est. Il recinto del Somma è ben conservato per tutta la sua parte settentrionale, infatti è stato nei tempi storici meno esposto alla furia devastatrice del vulcano, perché riparato dall’altezza della parete interna che ha impedito il deflusso di lave sulle sue pendici. I pendii, variamente degradanti, sono solcati da profondi valloni radiali prodotti dall’erosione delle acque meteoriche.

Le sue pareti dalla parte del cono si presentano a picco. Tutta la sezione è poi disseminata di spuntoni e dicchi di roccia vulcanica scura. Il vecchio orlo craterico è un susseguirsi di cime dette cognoli. Mentre l’altezza del Somma ed il suo profilo si sono conservati uguali nei secoli, l’altezza ed il profilo del Vesuvio hanno subito variazioni notevoli, a causa delle successive eruzioni, con innalzamenti ed abbassamenti.

Il Vesuvio è un caratteristico vulcano poligenico e misto, ossia costituito da lave di composizione chimica diversa (ad esempio trachiti, tefriti, leucititi) e formato sia da colate di lava sia da depositi piroclastici. Tutte le zone alle pendici della montagna sono da considerarsi formate da terreni trasportati da lave di fango che scendono dagli scoscesi pendii nelle stagioni piovose attraverso profondi e stretti valloni detti alvei o più comunemente lagni.

Gli alti argini sono formati da cumuli di scorie laviche, che precipitati allo stato incandescente e dilagati verso le basse pendici, si rivelano ora a causa del loro materiale fertile, ricco di silicio e potassio, preziosi per la vegetazione. Nelle giornate più fredde la condensazione dei vapori rende visibili le fumarole presenti in numerosi punti

della parete interna del cratere. Proseguendo lungo il bordo del cratere, guardando verso il mare si coglie l’intera estensione della parte meridionale del vulcano e, in giornate con buona visibilità, tutto il Golfo di Napoli dalla Penisola

Sorrentina e Capri fino a Capo Miseno, Procida e Ischia. E’ inevitabile notare anche la sconsiderata espansione urbanistica che risale lungo le pendici del vulcano.
Dal 29 ottobre 2005 il Vesuvio è un museo a cielo aperto perché i suoi tornanti ospitano 10 gigantesche sculture. La mostra permanente prende il nome di Creator Vesevo.

Scavi di Pompei, visita la città eterna! Prenota la tua camera vicino alle rovine!

Scavi di Pompei è il sito archeologico più noto al mondo e rientra nella lista dei Patrimoni UNESCO dal 1997.

Gli Scavi di Pompei forniscono un’incredibile testimonianza dello stile di vita, delle usanze e delle architetture della società romana al momento dell’eruzione del Vesuvio avvenuta il 24 Agosto del 79 d.C., immergendo il visitatore in un’esperienza suggestiva ed emozionante, vissuta camminando tra i resti di domus patrizie, teatri, mosaici e affreschi delle ville pompeiane, terme e teatri.

Scavi di Pompei

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LA STORIA Scavi di Pompei

Quando all’alba del 24 agosto del 79  il Vesuvio esplose, scatenando sulle città alle sue pendici una inesorabile pioggia di lapilli alla quale era quasi impossibile sfuggire, a Pompei il tempo si fermò. La tragedia fu tremenda, anche Ercolano ne fu colpita, ma fu invasa da un fiume di fango; coloro che non riuscirono a scappare dalla città e morirono imprigionati dall’ira del vulcano furono circa 2000 (oggi possiamo osservare i calchi in gesso dei loro corpi in agonia), eppure quell’evento tanto drammatico e catastrofico ha lasciato impressa l’immagine della vita che scorreva nel momento in cui il Vesuvio si risvegliò fermando il tempo.

Una delle vittime più illustri del’eruzione fu l’autore latino Plinio il Vecchio, che si trovava a Miseno con la sua flotta. Suo nipote Plinio il Giovane ha lasciato una cronaca della tragedia e della morte dello zio che tentava di correre in aiuto delle città colpite.

Nonostante la città, sepolta, fosse caduta nell’oblio, gli scavi hanno confermato ciò che era stato raccontato dagli autori antichi: i corpi rinvenuti testimoniano che molti degli abitanti sono morti per soffocamento, come Plinio, a causa dei gas sprigionati dal vulcano; molti altri sono stati colti dall’eruzione nelle case, senza alcuna via di scampo. L’abbandono di Pompei non fu totale. Qualcuno dei superstiti vi ritornò per recuperare oggetti preziosi ed il foro fu spogliato delle statue di bronzo. Intorno al II secolo inoltre, qualcuno rioccupò alcune povere abitazioni nell’area Nord della città, fino al IX secolo quando forse nuovi terremoti ed eruzioni e l’arrivo dei saraceni ebbero la meglio e l’abbandono fu totale.

La riscoperta della città fu del tutto fortuita: l’architetto Domenico Fontana nel 1600, mentre costruiva un canale, individuò dei resti antichi, ma non riuscì ad identificarli con quelli di Pompei, della cui ubicazione si era persa la memoria; alla metà del 1700 iniziarono gli scavi che tendevano più che altro a spogliare gli edifici delle decorazioni preziose e non furono altro che veri e propri sterri. Il primo scavo scientifico fu condotto da Giuseppe Fiorelli con la nuova tecnica rigorosamente stratigrafica. Fu sua inoltre l’idea di versare gesso liquido nei vuoti, creati sotto le ceneri dai corpi, per conservarne il calco. Col passar del tempo uno scavo estensivo su tutta la città riportò in vita l’antico splendore dei monumenti pubblici e privati.

Oggi, entrando da Porta Marina, lo sguardo si perde nelle ville; negli affreschi ancora perfettamente conservati; il foro; il tempio di Apollo; quello di Giove; il Macellum, il mercato coperto dove veniva venduto anche il pesce; le terme: tutti quanti ci danno un’idea di come si svolgesse la vita pubblica della città. Non mancavano edifici per i divertimenti pubblici, come il teatro grande, quello coperto (l’Odeion), l’anfiteatro e privati, come il lupanare, il bordello, decorato con suggestivi affreschi assolutamente espliciti sui costumi sessuali.

Infine le case e le ville che nei giardini, nelle stanze decorate, negli affreschi, conservano ancora il segreto di quella vita ormai così lontana che pure il vulcano non è riuscito a cancellare e che sembra quasi sospesa nel tempo.

INFORMAZIONI UTILI Scavi di Pompei

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pompei.info@beniculturali.it
tel. 0818575347

Accessi
Porta Marina – Piazza Esedra – Piazza Anfiteatro

Accesso scuole e modalità di prenotazione

Regolamento per i visitatori degli Scavi di Pompei
Si invitano i visitatori ad organizzare la loro visita in modo da non introdurre bagagli ingombranti nell’area archeologica

Carta dei Servizi

Orari
1° aprile – 31 ottobre:      tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 19.30 (ultimo ingresso ore 18.00)
1° novembre – 31 marzo: tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 17.00 (ultimo ingresso ore 15.30)

Biglietti
Pompei singolo (validità 1 giorno)
Intero € 11,00
Ridotto € 5,50 (*)

5 siti (Pompei, Ercolano, Oplonti, Stabia, Boscoreale) – validità 3 giorni consecutivi
Intero: € 20,00
Ridotto: € 10,00 (*)

Biglietto gratuito: per i Cittadini dell’Unione Europea minori di 18 anni o maggiori di 65 anni

(*) Biglietto ridotto per i Cittadini dell’Unione Europea di età compresa tra 18 e 25 anni non compiuti e per i docenti delle scuole statali dell’Unione Europea.
I biglietti gratuiti e ridotti possono essere rilasciati solo previa presentazione di un valido documento di identità.

Come arrivare
In treno

Per l’ ingresso a Porta Marina e Piazza Esedra:
Circumvesuviana Napoli-Sorrento (fermata Pompei Villa dei Misteri)

Per l’ ingresso a Piazza Anfiteatro:
Circumvesuviana Napoli-Poggiomarino (fermata Pompei Santuario)
FS Napoli – Salerno (fermata Pompei)

In autobus:
SITA da Napoli e da Salerno
CSTP n.4 da Salerno
CSTP n 50 da Salerno (celere via autostrada)

In auto:
Autostrada A3 Napoli-Salerno (uscita Pompei ovest)

Scarica la Mappa degli Scavi di Pompei


Biglietteria Online 

 

Gli scavi di Pompei ebbero inizio nel 1748, durante il regno di Carlo di Borbone, Re delle Due Sicilie, con l’intento prevalente di conferire prestigio alla casa reale.

Si procedette in modo discontinuo e in punti diversi dell’area, che solo dopo qualche anno fu identificata come Pompei, senza un piano sistematico. Furono così riportati alla luce parte della necropoli fuori porta Ercolano, il tempio di Iside, parte del quartiere dei teatri.

Il periodo di occupazione francese, all’inizio del 1800, vide un incremento degli scavi, che venne poi spegnendosi con il ritorno dei Borbone. Si lavorò nella zona dell’anfiteatro e del Foro e ancora in quella di porta Ercolano e dei teatri. Grande eco suscitò la scoperta della casa del Fauno, con il grande mosaico raffigurante la battaglia di Alessandro.

Dopo l’unità d’Italia e la nomina di Giuseppe Fiorelli alla direzione degli scavi (1861) si ebbe una svolta nel metodo di lavoro. Si cercò di collegare i nuclei già messi in luce e di procedere in modo sistematico, di tenere resoconti di scavo più dettagliati, di lasciare sul posto i dipinti (precedentemente venivano staccati e portati al museo di Napoli).
Fu anche introdotto il metodo dei calchi in gesso, che consentì di recuperare l’immagine delle vittime dell’eruzione.

Scavi di Pompei

All’inizio del nostro secolo, l’esplorazione venne estendendosi, seguendo le direttrici costituite dalle strade, verso la parte orientale della città, ponendo sempre più attenzione anche alle tracce lasciate dal piano superiore delle case.
Si giunge così al lungo periodo (1924 – 1961) segnato da Amedeo Maiuri.

Nella sua intensa attività, oltre alla scoperta di edifici di grande prestigio (valga per tutti la Villa dei Misteri) è da segnalare il completamento della delimitazione della città, lo scavo di ampia parte delle regioni I e II e della necropoli di porta Nocera, l’inizio metodico dell’esplorazione degli strati sottostanti al livello del 79 d.C., alla ricerca delle fasi più antiche di Pompei.

In questi ultimi decenni, l’attività di scavo si è progressivamente ridotta, ritenendo opportuno concentrare le poche risorse disponibili (largamente insufficienti anche per questo solo compito) sul restauro e sulla manutenzione degli edifici già portati alla luce.

COSA VISITARE SCAVI DI POMPEI

Gli Scavi archeologici di Pompei, il più grande museo all’aperto di tutto il mondo, un’esperienza indimenticabile per tutti i suoi visitatori.

Cominciamo la nostra visita con l’Anfiteatro, un imponente anfiteatro di epoca romana, sepolto dall’eruzione del Vesuvio del 79 e ritrovato a seguito degli scavi archeologici dell’antica città di Pompei: è uno degli edifici, nel suo genere, meglio conservato, nonché uno dei più antichi al mondo.

 

Il Teatro grande e piccolo. Accedendo nell’antica città di Pompei dalla Porta di Stabia e percorrendo la lunga via Stabiana, il visitatore potrà ammirare i principali monumenti di maggior pregio artistico, tra cui il Teatro Piccolo e, al suo fianco, il Teatro Grande, un luogo molto particolare, posizionato nei pressi del Foro Triangolare e che doveva servire agli spettatori per trovare il giusto svago dopo le fatiche della giornata. L’esempio che viene seguito per la sua costruzione è quello tipico dei teatri greci: in effetti, non si può non notare immediatamente la sua curvatura così elegante che caratterizza la cavea, la quale è stata ricavata in una insenatura del tutto naturale della collina su cui svetta l’edificio. Questa posizione così strategica era stata pensata in maniera davvero ingegnosa dagli architetti, visto che in tal modo era possibile ammirare ed essere cullati e “abbracciati” dall’intero panorama circostante, una delle migliori visioni d’insieme di tutta Pompei.

Il Macellum era un edificio monumentale utilizzato per la vendita di alimenti e prodotti di consumo quotidiano che venne intelligentemente posto nell’angolo nord-est, una posizione molto centrale, mentre il Lupanare, dal latino lupa, prostituta, nel corso di tutta l’epoca romana, fu il luogo deputato al piacere sessuale mercenario, ovvero una vera e propria case d’appuntamento, o bordello.

Entrati nella Casa del Fauno, dopo l’atrio, il visitatore si troverà di fronte al tablino, la tipica grande stanza di ispirazione romana che precedeva il peristilio e che era sfruttata per organizzare banchetti e ricevimenti molto fastosi. Le due stanze che si trovano ai lati dello stesso tablino sono riccamente adornate con due quadri policromi a mosaico, i quali ci vogliono ancora trasmettere la passione del proprietario per soggetti particolari, come gli animali marini e più ambigui come il demone che cavalca la pantera. Il secondo atrio viene retto da quattro colonne e immette direttamente nelle stanze di servizio e presenta mosaici molto suggestivi.

Infine la Necropoli di Porta Nocera che come stabilito dalle leggi romane, doveva essere costruita al di fuori delle mura cittadine. E’quella di maggiori dimensioni e la più importante, con tombe sia ad esedra che ad edicola: tra tutte, le più imponente, è quella Eumachia, fatta costruire dalla sacerdotessa di Venere, per sé e per i suoi familiari. Edificata tra il 17 ed il 37 d.C. la tomba è a esedra, in opera cementizia e rivestita di tufo e presenta delle nicchie dove erano poste le statue ed un fregio figurato.

Una guida turistica, privata o di gruppo, è indispensabile per conoscere e approfondire gli Scavi.

Pompei guide qualificate e disponibili, organizzeranno per voi un percorso affascinante di sicuro interesse.

E dopo il tour a Pompei alla scoperta dei luoghi più allettanti degli Scavi, potrete anche progettare una visita degli Scavi di Ercolano altrettanto caratteristici e facilmente raggiungibili in soli 20 minuti.