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Museo Nazionale Capodimonte

Museo Nazionale Capodimonte con la Collezione Farnese e la Collezione borbonica

Museo Nazionale Capodimonte è situato nel Palazzo Reale di Capodimonte, che sorge tra il verde intenso dell’omonimo parco collinare dal quale si possono ammirare fantastiche vedute della città di Napoli….. a pochi minuti dal B&B !

Museo Nazionale Capodimonte

Il Museo annovera con oltre 1700 opere una della più belle collezioni di dipinti d’Italia ed una vasta raccolta di oggetti d’arte occidentale ed orientale in prevalenza di epoca medioevale. Presente anche una prestigiosa sezione di arte contemporanea. Ospita le collezioni Farnese e borbonica che costituiscono i nuclei principali del patrimonio museale di Capodimonte. L’origine della raccolta Farnese si deve all’azione politica e alle scelte culturali di Alessandro Farnese (1468-1549), che, ancora prima di diventare papa col nome di Paolo III, aveva coltivato l’interesse per il collezionismo artistico e antiquario.

Quando Carlo III ereditò dalla madre Elisabetta Farnese la ricca collezione Farnese, pensò subito di erigere una costruzione ove poterla ospitare. Affascinato dalla posizione e dalla rigogliosa vegetazione della collina di Capodimonte, che già aveva destinato come riserva di caccia, decise che era il luogo ideale per costruirvi il Palazzo Reale e con esso il Parco, che era un elemento comune agli altri siti reali. Affidò allora la costruzione all’ingegnere Giovanni Antonio Medrano, i cui lavori iniziarono il 10 settembre del 1738.

Napoli - Museo di Capodimonte (salone da ballo)

Napoli - Museo di Capodimonte (Galleria delle porcellane)

Napoli - Museo di Capodimonte (appartamento reale2)

 

 Il B&B Il Fauno dista solo 35 km dal Museo di Capodimonte, facilmente raggiungibili in 30 minuti, sia in auto che con il treno della Circumvesuviana (a soli 500 metri dal B&B)Offriamo il transfer gratuito per la stazione della Circumvesuviana.

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Museo Nazionale Capodimonte – informazioni utili

Collezione APPARTAMENTO REALE

L’appartamento reale, che occupa buona parte del lato sud della reggia, si articola in fastosi ambienti monumentali (la Sala della Culla, il Salone delle Feste, il Salone Camuccini)e in piccoli intimi ambienti (il Salottino di Porcellana e la Camera da letto alla pompeiana).

Completano il percorso la galleria delle porcellane, in cui sono esposti splendidi esemplari delle Reali Fabbriche di Capodimonte e di Napoli, l’armeria farnesiana e borbonica e le sale destinate all’esposizione della collezione de Ciccio in allestimento.

Collezione GALLERIA FARNESE

La raccolta origina dalla passione collezionistica di papa Paolo III, al secolo Alessandro Farnese, coltivata già durante il suo cardinalato.
Lo studiato mecenatismo, le illustri committenze agli artisti più acclamati, come Tiziano e Raffaello, e l’acquisto erudito di opere d’arte, guidati dal papa, prima, e dai suoi discendenti, poi, con intento auto celebrativo, contribuirono a legittimare il ruolo sociale e politico della famiglia. La straordinaria collezione comprende celebri dipinti, sculture, disegni e rari e preziosi oggetti d’arte raccolti un tempo nella

Museo Nazionale Capodimonte

“Galleria delle cose rare”, una sorta di camera delle meraviglie. Proveniente dalle residenze farnesiane di Parma, Piacenza, Colorno, Caprarola e Roma, fu trasferita a Napoli per volontà di Carlo di Borbone, divenuto re nel 1734 ed erede della madre Elisabetta Farnese, ultima discendente della famiglia. La costruzione stessa della Reggia di Capodimonte fu decisa per collocare adeguatamente il formidabile patrimonio artistico, oltre che per assolvere alla funzione di residenza reale.
Allestita al piano nobile del Museo di Capodimonte, occupa 23 sale, in successione cronologica e organizzate per “scuole”, a cui si aggiunge l’insieme degli oggetti d’arte riuniti con un’impostazione da Wunderkammer. Il primo ambiente (sala 2), che introduce alla Galleria, raccoglie i ritratti dei Farnese, di Paolo III e dei suoi nipoti, il cardinale Alessandro ed Ottavio, come di suo figlio Pier Luigi, primo duca di Parma e Piacenza, offrendo un suggestivo incontro con i rappresentanti di uno dei potentati più ricchi nell’Europa del Cinquecento. Parte della collezione è conservata nei depositi e nel Gabinetto di Disegni e Stampe.

Il Bosco fu voluto da Carlo III di Borbone nel 1734. Fu concepito inizialmente come riserva da caccia ma con il Re Ferdinando II fu trasformato in giardino all’inglese, assumendo l’aspetto che conserva attualmente.

Si estende su un’area di 134 ettari (1.340.000 m²). Si presenta come un bosco intervallato da ampie praterie, valloni solcati da piccoli torrenti e aree ricche di cave, caratteristica tipica delle colline napoletane.

L’area adiacente il Museo di Capodimonte è caratterizzata da ampi prati con varie specie vegetali. In quest’area, oltre alla Reggia, vi sono diversi fabbricati, edificati principalmente nel ‘700: il Casino dei Principiil Palazzo Palazzottile Scuderie e la Chiesa di San Gennaro di Ferdinando Sanfelice. Oltre la Porta di Mezzo, si entra nel Bosco vero e proprio, con cinque viali principali che hanno vari bivi e diramazioni, per un complessivo numero di oltre 100 tra vialetti e sentieri. I cinque viali iniziano in un grande piazzale nel quale sono presenti varie statue settecentesche.

Nel Bosco che si trova oltre la Porta di Mezzo vi sono vari fabbricati, edificazioni, statue e fontane. I principali sono l’Edificio Torre, la Real Fabbrica delle Porcellane, la Vaccheria, il Casino della Regina, il Fabbricato Cataneo.
Sala 68 (Museo di Capodimonte) 001

Contatti Segreteria

telefono: 0039 081 7499154
email: mu-cap@beniculturali.it

Ufficio Accoglienza e Valorizzazione

telefono: 0039 081 7499130
email: mu-cap.accoglienza.capodimonte@beniculturali.it

Orari

Apertura straordinaria serale tutti i giovedì fino alle ore 22.30 (ultimo ingresso alle 21.30) fino al 12 ottobre.

Ingresso con biglietto ridotto di 4 euro.

Il Museo di Capodimonte è aperto tutti i giorni tranne il mercoledì dalle 8.30 alle 19.30. L’ultimo ingresso consentito è alle 18.30. Le operazioni di chiusura del Museo e deflusso dei visitatori verso l’uscita iniziano alle 19.00.

Il museo è chiuso ogni mercoledì, il 1 gennaio e il 25 dicembre.

Per garantire la tutela delle opere d’arte e dare a tutti l’opportunità di godere appieno della visita al museo, vista la grande affluenza di pubblico, nelle giornate ad ingresso gratuito è vietato l’accesso ai gruppi organizzati.

L’Appartamento reale si visita alle ore 10.00. Il Barocco napoletano si visita alle ore 16.00. Si prega di notare che le sale indicate potrebbero occasionalmente restare chiuse.

L’Arte Contemporanea resterà chiusa fino al 14 ottobre 2017 per l’allestimento della mostra Split! di John Armleder.

L’Armeria e la collezione dei Manifesti Mele sono temporaneamente chiuse per allestimenti in corso.

Per accedere alla sala dell’800, alla Galleria Fotografica di Mimmo Jodice, alla sezione Ottocento privato è necessario prenotare (preferibilmente per la domenica mattina, tranne la prima domenica di ogni mese), attendendo e-mail di conferma all’indirizzo:

mu-cap.accoglienza.capodimonte@beniculturali.it

La Collezione Borgia è visitabile per motivi di studio. Per contatti scrivere a paola.giusti@beniculturali.it

Il Bosco di Capodimonte segue i seguenti orari di apertura:

nei mesi di ottobrefebbraio e marzo:
apertura ore 7,15 e chiusura ore 18,00.

nei mesi di novembredicembre e gennaio:
apertura ore 7,15 e chiusura ore 17,00.

nei mesi di aprilemaggiogiugnoluglioagosto e settembre:
apertura ore 7,15 e chiusura ore 19,30.

Il Bosco di Capodimonte è chiuso il 25 dicembre, il 1 gennaio e a Pasquetta il 17 aprile.

Prenotazioni

Tel . 081 7499111

mu-cap@beniculturali.it

Visite per gruppi

orario: a scelta
lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco
partecipanti: max 25
durata: 1 ora e 30 minuti
costo: € 90,00
prenotazione necessaria 848.800.288

Come raggiungerci

  • Dall’autostrada : prendere la tangenziale, uscita Capodimonte
  • Dalla stazione centrale:  Linea 1 Metropolitana, fermata Museo; proseguire con autobus*Linea 2 Metropolitana, fermata Piazza Cavour; proseguire con autobus*
  • Dal centro della città: autobus*: fermata in Piazza Museo (adiacenze Museo Archeologico Nazionale), linee: 168 e 178 (fermata Porta Piccola, via Miano); C63 (fermata Porta Grande, via Capodimonte); R4 (fermata Viale Colli Aminei, distante ca. 200 m da Porta Piccola)È possibile acquistare i biglietti bus/metro in edicola, bar tabacchi o distributori automatici presso le stazioni metro.Il Museo di Capodimonte è tra le fermate della linea A del Citysightseeing bus.
Museo Archeologico Nazionale Napoli

Museo Archeologico Nazionale Napoli è il più importante museo archeologico d’Europa..

Museo Archeologico Nazionale Napoli con la collezione pompeiana, farnese ed egiziana…… a 20 minuti dal B&B !

Museo Archeologico Nazionale Napoli ….è il più importante museo archeologico d’Europa.

Grazie non solo ai ritrovamenti degli scavi di Pompei sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., ma anche per le numerose collezioni, una sezione egizia ed una serie di sale che espongono pezzi di grande valore storico ed artistico.

Napoli, museo archeologico2

Oltre al già citato materiale venuto alla luce ad Ercolano e Pompei (bronzi, marmi, calchi, pitture, suppelletili) ed ai ritrovamenti degli scavi di Cuma, sono da annoverare la collezione Borgia di antichità etrusche ed egizie e la collezione Santagelo di monete antiche. Fra la sale vanno ricordate quelle con il grande mosaico che raffigura “La battaglia di Alessandro a Isso”, il gruppo dei Tirannicidi, il Toro Farnese e l’Ercole, le Tavole di Eraclea e le Sale del Tempio di Iside.

La storia del palazzo del Museo
La costruzione dell’edificio del Museo fu iniziata nel 1586 dal viceré di Napoli Don Pedro Giron, con l’intezione di creare una scuderia. Successivamente nel 1612 Don Pedro Fernando de Castro, viceré di Napoli dal 1610 al 1616, incaricò l’architetto Giulio Cesare Fontana di progettarvi il “Palazzo dei Regi Studi”, quello che sarebbe diventata la nuova sede dell’Università.
Nel 1777 l’Ateneo napoletano fu trasferito nel Real Convitto del Salvatore ed il re Ferdinando IV di Borbone destinò l’edificio a sede del Museo Borbonico e della Real Biblioteca. Gli architetti Ferdinando Fuga, prima, e Pompeo Schiantarelli, poi, furono incaricati di ampliare il vecchio Palazzo degli Studi per convertirlo a Museo universale. Tra le trasformazioni architettoniche, la più significative di quegli anni fu l’innalzamento del primo piano sulle due ali del palazzo.
Dopo l’Unità d’Italia, nel 1861, il Museo Borbonico divenne proprietà del nascente Stato italiano ed assunse così il nome di Museo Nazionale.

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Museo Archeologico Nazionale Napoli – informazioni utili

Il museo è formato da tre sezioni principali: la collezione Farnese (costituita da reperti provenienti da Roma e dintorni), le collezioni pompeiane (con reperti provenienti dall’area vesuviana, facenti parte soprattutto delle collezioni borboniche) e la collezione egizia che, per importanza, si colloca in Italia al secondo posto dopo quella del museo egizio di Torino. Sia questi tre settori che altri del museo sono costituiti da collezioni private acquisite o donate alla città nel corso della storia, come per esempio, oltre alle già citate collezioni Farnese e Borbone, la collezione Borgia, la Santangelo, la Stevens, la Spinelli ed altre.

Collezione Farnese

La collezione Farnese ospita tutti i reperti archeologici raccolti a partire dal XVI secolo da Alessandro Farnese, futuro papa Paolo III. Ottenute per acquisto o per confisca altre collezioni minori, quella Farnese si arricchì considerevolmente con i rinvenimenti degli scavi romani. Con l’estinzione del ramo familiare, l’intera collezione passò ad Elisabetta Farnese, madre di Carlo di Borbone. Il trasferimento a Napoli delle sculture, tuttavia, si ebbe solo con Ferdinando IV nel 1787 circa.

La collezione occupa al piano terra tutte le sale e gallerie (1-29) disposte intorno al cortile orientale (sul lato destro dell’atrio di ingresso). Al centro del cortile vi è inoltre uno splendido labrum in porfido rosso facente parte anche esso della collezione Farnese. Il nuovissimo allestimento, frutto di approfonditi studi sulla storia della collezione e dei singoli pezzi, ha richiesto naturalmente uno sforzo notevolissimo sia di energie che di mezzi che non hanno permesso un’apertura delle varie sale se non progressivamente ed in tempi diversi. Lo stesso ha permesso di riordinare le sculture farnesiane raggruppandole per luoghi e palazzi di provenienza, secondo come esse erano suddivise ed esposte a Roma prima che venissero trasferite a Napoli.

Collezioni pompeiane

La raccolta di collezioni pompeiane nasce sostanzialmente con gli scavi archeologici di Pompei avviati nel corso della prima metà del XVIII secolo, su volontà dell’allora re di Napoli Carlo di Borbone. La raccolta costituisce il nucleo principale della collezione Borbone ed include tutti i reperti rinvenuti negli scavi vesuviani: sculture, mosaici, armeria, affreschi ed altri svariati pezzi, tra cui dei papiri rinvenuti ad Ercolano ed oggi alla biblioteca nazionale del palazzo reale.

L’intera collezione fu trasferita nella sede attuale solo intorno al XIX secolo in quanto fino ad allora trovò sistemazione nel museo Herculanense di Portici (museo intitolato ad Ercolano in quanto i reperti provenivano fino ad allora principalmente da quell’area). Con l’avvento di Gioacchino Murat, dal 1806 a 1808, gli scavi ricominciarono e questa volta i reperti rinvenuti riguardarono principalmente la zona pompeiana, andando a formare così la parte più cospicua della raccolta e donando conseguentemente la denominazione attuale della sezione museale. Intorno alla prima metà dell’Ottocento furono trovati gli elementi più numerosi e forse più importanti della collezione: i mosaici.

I rinvenimenti che interessarono l’area di Boscoreale, ultima per cronologia (sul finire del XX secolo, furono invece dispersi in più musei stranieri, principalmente al Louvre di Parigi.

Orari e Prezzi

Indirizzo:
Piazza Museo, 19,
80135 Napoli
Telefono:081 442 2149

Il Museo Archeologico di Napoli è aperto tutti i giorni dalle 9.00-20.00.

L’ingresso è fino alle 19.00. Il museo è aperto tutti i giorni tranne il martedì.

Giorni di chiusura: 1° gennaio, 1° maggio, 25 dicembre.

Costo del biglietto d’ingresso: Intero €6,50, ridotto €3,25, gratuito per i cittadini dell’Unione europea sotto i 18 e sopra i 65 anni. E’ possibile prenotare l’ingresso: singoli €1,50, gruppi €20,00, scuole €5,00.

Come arrivare al Museo Archeologico di Napoli: dalla stazione centrale Metro 1 fermata MuseoMetro 2 fermata Cavour – Autobus R4 – R1 – CS – C63 – C47 C34 – C16. Dal Porto percorrendo a piedi Via Roma fino al Museo.

Collezione Egizia

Si trova nel piano seminterrato cui si accede dal piano terra, a destra dello scalone principale, alla fine della galleria degli imperatori (Sale 18-23).

Per importanza è la seconda collezione di manufatti egizi in Italia, dopo quella del museo egizio di Torino; in senso cronologico è invece la più antica.

Il primo nucleo fu costituito tra il secondo ed il terzo decennio dell’Ottocento acquisendo materiali da collezioni private e dagli scavi borbonici dell’area vesuviana e dell’area flegrea.

In particolare, di grande importanza sono le opere appartenenti alla collezione Borgia, formata nella seconda metà del Settecento dal cardinale Stefano Borgia, già erede di una raccolta di oggetti antichi rinvenuti nei dintorni di Roma e di Velletri.

MAN sala meridiana 1040573

Museo Archeologico Nazionale Napoli