bb fauno pompei

Notte dei Musei 2010, anche a Pompei si entra gratis!!

Il MiBAC promuove “La Notte dei Musei”
Per il secondo anno l’Italia aderisce all’evento europeo
Musei statali aperti gratuitamente in orario notturno il 15 maggio

Per il secondo anno il MiBAC partecipa a “La Notte dei Musei”, l’evento europeo che apre gratuitamente le porte di musei ed aree archeologiche in orario serale e notturno, permettendo un’emozionante ed insolita fruizione del patrimonio artistico italiano per tutti coloro che non riescono a farlo nei consueti orari di visita. Un’occasione unica anche per coinvolgere un pubblico più giovane e normalmente distante dal mondo della cultura. Molti dei luoghi d’arte coinvolti arricchiranno la proposta organizzando eventi quali concerti, mostre tematiche e suggestivi percorsi guidati.

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Queste solo alcuni dei siti in tutta Italia, aperti gratuitamente dalle 20.00 alle 2.00:
Il castello di Piccolomini a Celano (AQ); il Museo Nazionale D’Arte Medievale a Matera, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, la Pinacoteca Nazionale di Ferrara, il Castello Miramare di Trieste, Palazzo Farnese a Caprarola (VT), Palazzo Reale a Genova, Museo Archeologico di Sirmione (BS), la Rocca Roveresca a Senigallia (AN), Area Archeologica di Sepino (CB), la Galleria Sabauda a Torino, Castello Svevo a Bari, il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, la Galleria degli Uffizi a Firenze, il Teatro Romano a Spoleto (PG), il Museo Nazionale di Villa Pisani a Stra (VE).

Di particolare rilievo la partecipazione della Regione Campania con la quale il MIBAC prosegue la proficua collaborazione per le attività di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale anche attraverso Campania Artecard, già sperimentata con successo nella recente “Settimana della Cultura”. Ben trentacinque i siti statali campani che aderiscono a “La Notte dei Musei” del 15 maggio, con apertura straordinaria gratuita dalle 20.00 alle 2.00 del mattino: dagli Scavi di Pompei, al Castello di Baia, dalla Certosa di Padula alle Grotte di Pertosa , con un fitto il calendario di eventi tra i quali “Invito a Palazzo” Reale di Napoli, la mostra del fumetto Comicon a Villa Pignatelli e le visite notturne delle aree archeologiche di Ercolano e Pompei.

CAMPANIA
Ex carcere Borbonico AVELLINO AVELLINO ore 20,00-2,00
Antiquarium di Ariano Irpino AVELLINO ARIANO IRPINO ore 20,00-2,00
Area Archeologica dell’Anfiteatro AVELLINO AVELLA ore 20,00-2,00
Area Archeologica delle Tombe Monumentali AVELLINO AVELLA ore 20,00-2,00
Antiquarium AVELLINO AVELLA ore 20,00-2,00
Parco Archeologico di Eclanum AVELLINO MIRABELLA ECLANO ore 20,00-2,00
Convento San Felice BENEVENTO BENEVENTO ore 20,00-2,00
Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino BENEVENTO MONTESARCHIO ore 20,00-2,00
Museo BENEVENTO SAN SALVATORE TELESINO ore 20,00-2,00
Museo Archeologico dell”Antica Allifae CASERTA ALIFE ore 20,00-2,00
Palazzo Reale – Reggia di Caserta CASERTA CASERTA ore 20,00-2,00
Museo Archeologico dell’Antica Calatia CASERTA MADDALONI ore 20,00-2,00
museo archeologico CASERTA SANTA MARIA CAPUA VETERE ore 20,00-2,00
Museo Archeologico dell’Agro Atellano CASERTA SUCCIVO ore 20,00-2,00
Museo Archeologico – Edificio Monumentale “Il Loggione” CASERTA TEANO ore 20,00-2,00
Museo  Archeologico dei Campi Flegrei – (Castello di Baia) NAPOLI BACOLI ore 20,00-2,00
Castel Sant”Elmo NAPOLI NAPOLI ore 20,00-2,00
Museo Archeologico Nazionale NAPOLI NAPOLI ore 20,00-2,00
Museo di San Martino e Certosa NAPOLI NAPOLI ore 20,00-2,00
Museo Nazionale della Ceramica “Duca di Martina” NAPOLI NAPOLI ore 20,00-2,00
Museo di Capodimonte NAPOLI NAPOLI ore 20,00-2,00
Museo “Diego Aragona Pignatelli Cortes” NAPOLI NAPOLI ore 20,00-2,00
Palazzo Reale di Napoli NAPOLI NAPOLI ore 20,00-2,00
Museo Storico Archeologico NAPOLI NOLA ore 20,00-2,00
Scavi di Pompei, Scavi di Ercolano,  Scavi di Oplonti, Antiquarium di Boscoreale NAPOLI POMPEI ore 20,00-2,00
Museo SALERNO BUCCINO ore 20,00-2,00
Museo Archeologico Nazionale di Paestum SALERNO CAPACCIO ore 20,00-2,00
Museo Archeologico di Eboli e della Media Valle del Sele SALERNO EBOLI ore 20,00-2,00
Certosa di San Lorenzo SALERNO PADULA ore 20,00-2,00
Museo Nazionale dell’Agro Picentino SALERNO PONTECAGNANO FAIANO ore 20,00-2,00

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Tutte le offerte del B&B IL FAUNO comprendono la ricca colazione a buffet con torte e marmellate fatte in casa, parcheggio interno custodito,ingresso indipendente,connessione Wifi,Internet Point con pc fisso,Uso del Giardino esterno con Gazebo e salottini all’ombra del Vesuvio!!! Inoltre Biciclette Gratis a disposizione dei nostri ospiti !!!

Devi sapere che il nostro B&B è a soli 500mt. dalla Stazione della Vesuviana da cui si può raggiungere gli Scavi di Pompei,Il Santuario,Sorrento,Ercolano,Amalfi, Positano, Vesuvio, Napoli e le isole di Capri,Ischia e Procida.

Museo Nazionale Capodimonte

Museo Nazionale Capodimonte con la Collezione Farnese e la Collezione borbonica

Museo Nazionale Capodimonte è situato nel Palazzo Reale di Capodimonte, che sorge tra il verde intenso dell’omonimo parco collinare dal quale si possono ammirare fantastiche vedute della città di Napoli….. a pochi minuti dal B&B !

Museo Nazionale Capodimonte

Il Museo annovera con oltre 1700 opere una della più belle collezioni di dipinti d’Italia ed una vasta raccolta di oggetti d’arte occidentale ed orientale in prevalenza di epoca medioevale. Presente anche una prestigiosa sezione di arte contemporanea. Ospita le collezioni Farnese e borbonica che costituiscono i nuclei principali del patrimonio museale di Capodimonte. L’origine della raccolta Farnese si deve all’azione politica e alle scelte culturali di Alessandro Farnese (1468-1549), che, ancora prima di diventare papa col nome di Paolo III, aveva coltivato l’interesse per il collezionismo artistico e antiquario.

Quando Carlo III ereditò dalla madre Elisabetta Farnese la ricca collezione Farnese, pensò subito di erigere una costruzione ove poterla ospitare. Affascinato dalla posizione e dalla rigogliosa vegetazione della collina di Capodimonte, che già aveva destinato come riserva di caccia, decise che era il luogo ideale per costruirvi il Palazzo Reale e con esso il Parco, che era un elemento comune agli altri siti reali. Affidò allora la costruzione all’ingegnere Giovanni Antonio Medrano, i cui lavori iniziarono il 10 settembre del 1738.

Napoli - Museo di Capodimonte (salone da ballo)

Napoli - Museo di Capodimonte (Galleria delle porcellane)

Napoli - Museo di Capodimonte (appartamento reale2)

 

 Il B&B Il Fauno dista solo 35 km dal Museo di Capodimonte, facilmente raggiungibili in 30 minuti, sia in auto che con il treno della Circumvesuviana (a soli 500 metri dal B&B)Offriamo il transfer gratuito per la stazione della Circumvesuviana.

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Museo Nazionale Capodimonte – informazioni utili

Collezione APPARTAMENTO REALE

L’appartamento reale, che occupa buona parte del lato sud della reggia, si articola in fastosi ambienti monumentali (la Sala della Culla, il Salone delle Feste, il Salone Camuccini)e in piccoli intimi ambienti (il Salottino di Porcellana e la Camera da letto alla pompeiana).

Completano il percorso la galleria delle porcellane, in cui sono esposti splendidi esemplari delle Reali Fabbriche di Capodimonte e di Napoli, l’armeria farnesiana e borbonica e le sale destinate all’esposizione della collezione de Ciccio in allestimento.

Collezione GALLERIA FARNESE

La raccolta origina dalla passione collezionistica di papa Paolo III, al secolo Alessandro Farnese, coltivata già durante il suo cardinalato.
Lo studiato mecenatismo, le illustri committenze agli artisti più acclamati, come Tiziano e Raffaello, e l’acquisto erudito di opere d’arte, guidati dal papa, prima, e dai suoi discendenti, poi, con intento auto celebrativo, contribuirono a legittimare il ruolo sociale e politico della famiglia. La straordinaria collezione comprende celebri dipinti, sculture, disegni e rari e preziosi oggetti d’arte raccolti un tempo nella

Museo Nazionale Capodimonte

“Galleria delle cose rare”, una sorta di camera delle meraviglie. Proveniente dalle residenze farnesiane di Parma, Piacenza, Colorno, Caprarola e Roma, fu trasferita a Napoli per volontà di Carlo di Borbone, divenuto re nel 1734 ed erede della madre Elisabetta Farnese, ultima discendente della famiglia. La costruzione stessa della Reggia di Capodimonte fu decisa per collocare adeguatamente il formidabile patrimonio artistico, oltre che per assolvere alla funzione di residenza reale.
Allestita al piano nobile del Museo di Capodimonte, occupa 23 sale, in successione cronologica e organizzate per “scuole”, a cui si aggiunge l’insieme degli oggetti d’arte riuniti con un’impostazione da Wunderkammer. Il primo ambiente (sala 2), che introduce alla Galleria, raccoglie i ritratti dei Farnese, di Paolo III e dei suoi nipoti, il cardinale Alessandro ed Ottavio, come di suo figlio Pier Luigi, primo duca di Parma e Piacenza, offrendo un suggestivo incontro con i rappresentanti di uno dei potentati più ricchi nell’Europa del Cinquecento. Parte della collezione è conservata nei depositi e nel Gabinetto di Disegni e Stampe.

Il Bosco fu voluto da Carlo III di Borbone nel 1734. Fu concepito inizialmente come riserva da caccia ma con il Re Ferdinando II fu trasformato in giardino all’inglese, assumendo l’aspetto che conserva attualmente.

Si estende su un’area di 134 ettari (1.340.000 m²). Si presenta come un bosco intervallato da ampie praterie, valloni solcati da piccoli torrenti e aree ricche di cave, caratteristica tipica delle colline napoletane.

L’area adiacente il Museo di Capodimonte è caratterizzata da ampi prati con varie specie vegetali. In quest’area, oltre alla Reggia, vi sono diversi fabbricati, edificati principalmente nel ‘700: il Casino dei Principiil Palazzo Palazzottile Scuderie e la Chiesa di San Gennaro di Ferdinando Sanfelice. Oltre la Porta di Mezzo, si entra nel Bosco vero e proprio, con cinque viali principali che hanno vari bivi e diramazioni, per un complessivo numero di oltre 100 tra vialetti e sentieri. I cinque viali iniziano in un grande piazzale nel quale sono presenti varie statue settecentesche.

Nel Bosco che si trova oltre la Porta di Mezzo vi sono vari fabbricati, edificazioni, statue e fontane. I principali sono l’Edificio Torre, la Real Fabbrica delle Porcellane, la Vaccheria, il Casino della Regina, il Fabbricato Cataneo.
Sala 68 (Museo di Capodimonte) 001

Contatti Segreteria

telefono: 0039 081 7499154
email: mu-cap@beniculturali.it

Ufficio Accoglienza e Valorizzazione

telefono: 0039 081 7499130
email: mu-cap.accoglienza.capodimonte@beniculturali.it

Orari

Apertura straordinaria serale tutti i giovedì fino alle ore 22.30 (ultimo ingresso alle 21.30) fino al 12 ottobre.

Ingresso con biglietto ridotto di 4 euro.

Il Museo di Capodimonte è aperto tutti i giorni tranne il mercoledì dalle 8.30 alle 19.30. L’ultimo ingresso consentito è alle 18.30. Le operazioni di chiusura del Museo e deflusso dei visitatori verso l’uscita iniziano alle 19.00.

Il museo è chiuso ogni mercoledì, il 1 gennaio e il 25 dicembre.

Per garantire la tutela delle opere d’arte e dare a tutti l’opportunità di godere appieno della visita al museo, vista la grande affluenza di pubblico, nelle giornate ad ingresso gratuito è vietato l’accesso ai gruppi organizzati.

L’Appartamento reale si visita alle ore 10.00. Il Barocco napoletano si visita alle ore 16.00. Si prega di notare che le sale indicate potrebbero occasionalmente restare chiuse.

L’Arte Contemporanea resterà chiusa fino al 14 ottobre 2017 per l’allestimento della mostra Split! di John Armleder.

L’Armeria e la collezione dei Manifesti Mele sono temporaneamente chiuse per allestimenti in corso.

Per accedere alla sala dell’800, alla Galleria Fotografica di Mimmo Jodice, alla sezione Ottocento privato è necessario prenotare (preferibilmente per la domenica mattina, tranne la prima domenica di ogni mese), attendendo e-mail di conferma all’indirizzo:

mu-cap.accoglienza.capodimonte@beniculturali.it

La Collezione Borgia è visitabile per motivi di studio. Per contatti scrivere a paola.giusti@beniculturali.it

Il Bosco di Capodimonte segue i seguenti orari di apertura:

nei mesi di ottobrefebbraio e marzo:
apertura ore 7,15 e chiusura ore 18,00.

nei mesi di novembredicembre e gennaio:
apertura ore 7,15 e chiusura ore 17,00.

nei mesi di aprilemaggiogiugnoluglioagosto e settembre:
apertura ore 7,15 e chiusura ore 19,30.

Il Bosco di Capodimonte è chiuso il 25 dicembre, il 1 gennaio e a Pasquetta il 17 aprile.

Prenotazioni

Tel . 081 7499111

mu-cap@beniculturali.it

Visite per gruppi

orario: a scelta
lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco
partecipanti: max 25
durata: 1 ora e 30 minuti
costo: € 90,00
prenotazione necessaria 848.800.288

Come raggiungerci

  • Dall’autostrada : prendere la tangenziale, uscita Capodimonte
  • Dalla stazione centrale:  Linea 1 Metropolitana, fermata Museo; proseguire con autobus*Linea 2 Metropolitana, fermata Piazza Cavour; proseguire con autobus*
  • Dal centro della città: autobus*: fermata in Piazza Museo (adiacenze Museo Archeologico Nazionale), linee: 168 e 178 (fermata Porta Piccola, via Miano); C63 (fermata Porta Grande, via Capodimonte); R4 (fermata Viale Colli Aminei, distante ca. 200 m da Porta Piccola)È possibile acquistare i biglietti bus/metro in edicola, bar tabacchi o distributori automatici presso le stazioni metro.Il Museo di Capodimonte è tra le fermate della linea A del Citysightseeing bus.
Museo Archeologico Nazionale Napoli

Museo Archeologico Nazionale Napoli è il più importante museo archeologico d’Europa..

Museo Archeologico Nazionale Napoli con la collezione pompeiana, farnese ed egiziana…… a 20 minuti dal B&B !

Museo Archeologico Nazionale Napoli ….è il più importante museo archeologico d’Europa.

Grazie non solo ai ritrovamenti degli scavi di Pompei sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., ma anche per le numerose collezioni, una sezione egizia ed una serie di sale che espongono pezzi di grande valore storico ed artistico.

Napoli, museo archeologico2

Oltre al già citato materiale venuto alla luce ad Ercolano e Pompei (bronzi, marmi, calchi, pitture, suppelletili) ed ai ritrovamenti degli scavi di Cuma, sono da annoverare la collezione Borgia di antichità etrusche ed egizie e la collezione Santagelo di monete antiche. Fra la sale vanno ricordate quelle con il grande mosaico che raffigura “La battaglia di Alessandro a Isso”, il gruppo dei Tirannicidi, il Toro Farnese e l’Ercole, le Tavole di Eraclea e le Sale del Tempio di Iside.

La storia del palazzo del Museo
La costruzione dell’edificio del Museo fu iniziata nel 1586 dal viceré di Napoli Don Pedro Giron, con l’intezione di creare una scuderia. Successivamente nel 1612 Don Pedro Fernando de Castro, viceré di Napoli dal 1610 al 1616, incaricò l’architetto Giulio Cesare Fontana di progettarvi il “Palazzo dei Regi Studi”, quello che sarebbe diventata la nuova sede dell’Università.
Nel 1777 l’Ateneo napoletano fu trasferito nel Real Convitto del Salvatore ed il re Ferdinando IV di Borbone destinò l’edificio a sede del Museo Borbonico e della Real Biblioteca. Gli architetti Ferdinando Fuga, prima, e Pompeo Schiantarelli, poi, furono incaricati di ampliare il vecchio Palazzo degli Studi per convertirlo a Museo universale. Tra le trasformazioni architettoniche, la più significative di quegli anni fu l’innalzamento del primo piano sulle due ali del palazzo.
Dopo l’Unità d’Italia, nel 1861, il Museo Borbonico divenne proprietà del nascente Stato italiano ed assunse così il nome di Museo Nazionale.

Archeonap

 

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Museo Archeologico Nazionale Napoli – informazioni utili

Il museo è formato da tre sezioni principali: la collezione Farnese (costituita da reperti provenienti da Roma e dintorni), le collezioni pompeiane (con reperti provenienti dall’area vesuviana, facenti parte soprattutto delle collezioni borboniche) e la collezione egizia che, per importanza, si colloca in Italia al secondo posto dopo quella del museo egizio di Torino. Sia questi tre settori che altri del museo sono costituiti da collezioni private acquisite o donate alla città nel corso della storia, come per esempio, oltre alle già citate collezioni Farnese e Borbone, la collezione Borgia, la Santangelo, la Stevens, la Spinelli ed altre.

Collezione Farnese

La collezione Farnese ospita tutti i reperti archeologici raccolti a partire dal XVI secolo da Alessandro Farnese, futuro papa Paolo III. Ottenute per acquisto o per confisca altre collezioni minori, quella Farnese si arricchì considerevolmente con i rinvenimenti degli scavi romani. Con l’estinzione del ramo familiare, l’intera collezione passò ad Elisabetta Farnese, madre di Carlo di Borbone. Il trasferimento a Napoli delle sculture, tuttavia, si ebbe solo con Ferdinando IV nel 1787 circa.

La collezione occupa al piano terra tutte le sale e gallerie (1-29) disposte intorno al cortile orientale (sul lato destro dell’atrio di ingresso). Al centro del cortile vi è inoltre uno splendido labrum in porfido rosso facente parte anche esso della collezione Farnese. Il nuovissimo allestimento, frutto di approfonditi studi sulla storia della collezione e dei singoli pezzi, ha richiesto naturalmente uno sforzo notevolissimo sia di energie che di mezzi che non hanno permesso un’apertura delle varie sale se non progressivamente ed in tempi diversi. Lo stesso ha permesso di riordinare le sculture farnesiane raggruppandole per luoghi e palazzi di provenienza, secondo come esse erano suddivise ed esposte a Roma prima che venissero trasferite a Napoli.

Collezioni pompeiane

La raccolta di collezioni pompeiane nasce sostanzialmente con gli scavi archeologici di Pompei avviati nel corso della prima metà del XVIII secolo, su volontà dell’allora re di Napoli Carlo di Borbone. La raccolta costituisce il nucleo principale della collezione Borbone ed include tutti i reperti rinvenuti negli scavi vesuviani: sculture, mosaici, armeria, affreschi ed altri svariati pezzi, tra cui dei papiri rinvenuti ad Ercolano ed oggi alla biblioteca nazionale del palazzo reale.

L’intera collezione fu trasferita nella sede attuale solo intorno al XIX secolo in quanto fino ad allora trovò sistemazione nel museo Herculanense di Portici (museo intitolato ad Ercolano in quanto i reperti provenivano fino ad allora principalmente da quell’area). Con l’avvento di Gioacchino Murat, dal 1806 a 1808, gli scavi ricominciarono e questa volta i reperti rinvenuti riguardarono principalmente la zona pompeiana, andando a formare così la parte più cospicua della raccolta e donando conseguentemente la denominazione attuale della sezione museale. Intorno alla prima metà dell’Ottocento furono trovati gli elementi più numerosi e forse più importanti della collezione: i mosaici.

I rinvenimenti che interessarono l’area di Boscoreale, ultima per cronologia (sul finire del XX secolo, furono invece dispersi in più musei stranieri, principalmente al Louvre di Parigi.

Orari e Prezzi

Indirizzo:
Piazza Museo, 19,
80135 Napoli
Telefono:081 442 2149

Il Museo Archeologico di Napoli è aperto tutti i giorni dalle 9.00-20.00.

L’ingresso è fino alle 19.00. Il museo è aperto tutti i giorni tranne il martedì.

Giorni di chiusura: 1° gennaio, 1° maggio, 25 dicembre.

Costo del biglietto d’ingresso: Intero €6,50, ridotto €3,25, gratuito per i cittadini dell’Unione europea sotto i 18 e sopra i 65 anni. E’ possibile prenotare l’ingresso: singoli €1,50, gruppi €20,00, scuole €5,00.

Come arrivare al Museo Archeologico di Napoli: dalla stazione centrale Metro 1 fermata MuseoMetro 2 fermata Cavour – Autobus R4 – R1 – CS – C63 – C47 C34 – C16. Dal Porto percorrendo a piedi Via Roma fino al Museo.

Collezione Egizia

Si trova nel piano seminterrato cui si accede dal piano terra, a destra dello scalone principale, alla fine della galleria degli imperatori (Sale 18-23).

Per importanza è la seconda collezione di manufatti egizi in Italia, dopo quella del museo egizio di Torino; in senso cronologico è invece la più antica.

Il primo nucleo fu costituito tra il secondo ed il terzo decennio dell’Ottocento acquisendo materiali da collezioni private e dagli scavi borbonici dell’area vesuviana e dell’area flegrea.

In particolare, di grande importanza sono le opere appartenenti alla collezione Borgia, formata nella seconda metà del Settecento dal cardinale Stefano Borgia, già erede di una raccolta di oggetti antichi rinvenuti nei dintorni di Roma e di Velletri.

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Museo Archeologico Nazionale Napoli

 

Scavi di Ercolano

Scavi di Ercolano , distrutta e sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C

Scavi di Ercolano , diversamente da Pompei, nel 79 d.C., fu ricoperta da una fiumara di fango piroclastico per un’altezza di circa 20 m circa che ha consentito una perfetta conservazione anche dei materiali organici (vegetali, tessuti, legno, etc.).

Scavi di Ercolano hanno restituito i resti dell’antica città romana, seppellita sotto una coltre di ceneri,lapilli e fango durante l’eruzione del Vesuvio del 79, insieme a Pompei, Stabiae ed Oplonti.

Scavi di Ercolano

Ritrovata casualmente a seguito degli scavi per la realizzazione di un pozzo nel 1709, le indagini archeologiche ad Ercolano cominciarono nel 1738 per protrarsi fino al 1765; riprese nel 1823, si interruppero nuovamente nel 1875, fino ad uno scavo sistematico promosso da Amedeo Maiuri a partire dal 1927: la maggior parte dei reperti rinvenuti sono ospitati al museo archeologico nazionale di Napoli, mentre è del 2008 la nascita del museo archeologico virtuale che mostra la città prima dell’eruzione del Vesuvio.

Il sito di Ercolano, gestito dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, viene visitato mediamente da trecentomila turisti ogni anno: nel 1997, insieme alla rovine di Pompei ed Oplonti, è entrato a far parte della lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Scavi di Ercolano

 Il B&B Il Fauno a solo 16 Km dagli Scavi di Ercolano  , raggiungibile in auto/treno (20 minuti).

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Storia del Sito, Orari e Tariffe

L’esistenza di Herculaneum non venne mai del tutto dimenticata, ma ufficialmente l’antica città romana fu riscoperta solo nel 1709, quando un contadino, scavando un pozzo, trovò alcuni frammenti di marmo che facevano parte, come si comprese in seguito, della scena del teatro di Herculaneum. Il re Carlo di Borbone e i suoi successori condussero diverse campagne di scavo per mezzo di pozzi verticali e tunnel alla ricerca di capolavori artistici da esporre nella Reggia di Portici. Si può affermare che la moderna archeologia nacque a Herculaneum in quel periodo, quando le esplorazioni per cunicoli venivano eseguite con approccio scientifico sistematico e corredate da documentazione tecnica. Senza dubbio la riscoperta di Herculaneum ebbe un impatto enorme sulla cultura europea del tempo.

Gli scavi a cielo aperto, dopo una prima stagione ottocentesca, vennero avviati su scala urbana solo a partire dal 1927 sotto la guida del soprintendente Amedeo Maiuri, e la maggior parte della città che si può oggi visitare è stata scavata in quel periodo. Maiuri formò una squadra di operai specializzati che disseppellirono gli edifici romani, li restaurarono, li aprirono al pubblico e si occuparono della loro manutenzione periodica.

 

L’idea di Maiuri era quella di creare un grande museo all’aperto, utilizzando gli edifici antichi per esporre i reperti mobili e illustrare la vita quotidiana nell’antichità. Purtroppo, l’esposizione non sopravvisse di molto al suo ideatore, che andò in pensione nel 1961, e venne gradualmente smantellata spostando i reperti in deposito per motivi conservativi. Anche i cicli di manutenzione periodica avviati da Maiuri cominciarono a rallentare e infine a fermarsi, portando il sito a deteriorarsi progressivamente. Nel 2001 la gravità della situazione fu riconosciuta dal Packard Humanities Institute, che da allora ha promosso, in accordo con la competente Soprintendenza, un progetto di conservazione per far fronte ai problemi del sito e per individuare nuove soluzioni che garantissero la manutenzione.

Accesso
Corso Resina, Ercolano (NA)

Accesso scuole e modalità di prenotazione
Regolamento per i visitatori degli Scavi
Si invitano i visitatori ad organizzare la loro visita in modo da non introdurre bagagli ingombranti nell’area archeologica

La Carta dei Servizi
Edifici aperti alla visita
Edifici chiusi alla visita

Percorso multisensoriale per Persone con disabilità

Orari
1° aprile – 31 ottobre:      tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 19.30 (ultimo ingresso ore 18.00)
1° novembre – 31 marzo: tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 17.00 (ultimo ingresso ore 15.30)

Come arrivare
Treno:
Circumvesuviana Napoli-Sorrento (fermata Ercolano)
Circumvesuviana Napoli-Poggiomarino (fermata Ercolano)

Auto:
Autostrada A3 Napoli-Salerno (uscita Ercolano)

Biglietti
Ercolano singolo (validità 1 giorno)
Intero € 11,00
Ridotto € 5,50 (*)
5 siti (Pompei, Ercolano, Oplonti, Stabia, Boscoreale) – validità 3 giorni consecutivi
Intero: € 20,00
Ridotto: € 10,00 (*)

Biglietto gratuito: per i Cittadini dell’Unione Europea minori di 18 anni o maggiori di 65 anni

(*) Biglietto ridotto per i Cittadini dell’Unione Europea di età compresa tra 18 e 25 anni non compiuti e per i docenti delle scuole statali dell’Unione Europea.
I biglietti gratuiti e ridotti possono essere rilasciati solo previa presentazione di un valido documento di identità.


Biglietteria Online

 

Via Caracciolo

Via Caracciolo è una parte del lungomare di Napoli…

..quello che si estende da Mergellina fino a Santa Lucia, ma per i Napoletani è il Lungomare oppure A’ Caracciolo, meta obbligata della passeggiata domenicale, prima del grande pranzo con la famiglia.

Notizie

Il nome della strada celebra l’ammiraglio napoletano della Reale Flotta borbonica Francesco Caracciolo. Divenuto sostenitore della rivoluzione del 1799, fu giustiziato nello stesso anno durante la repressione che seguì la restaurazione Borbonica.

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Altre Info

La passeggiata al lungomare è un rito ripetuto spesso da tutti i napoletani e consigliato ai numerosi turisti: all’inizio del lungomare, al largo Sermoneta , possiamo ammirare la seicentesca fontana del Sebeto e proseguendo per via Caracciolo vediamo il porticciolo di Mergellina, con l’attracco degli aliscafi per le isole del golfo, le tante imbarcazioni turistiche ed i pescatori che vendono il pesce sui marciapiedi o direttamente dalle barche. Più avanti possiamo ammirare gli eleganti edifici che si affacciano direttamente sul golfo e poi i giardini e gli alberi della Villa Comunale, con la cassa armonica, le fontane e l’acquario Dohrn, il più antico d’Europa.Via Caracciolo è anche un’arteria cruciale per il traffico cittadino ed è quindi percorsa da numerose auto, anche se il largo marciapiede consente di passeggiare in tutta calma. Ma è la domenica mattina, quando viene spesso pedonalizzata, che si possono ammirare indisturbati le bellezze del Golfo, prendendo un aperitivo all’ombra delle palme negli chalet della Villa Comunale. Ed è così che godevano il lungomare i napoletani di oltre cento anni fa: infatti questo tratto di strada prima non esisteva, al suo posto c’era una grande spiaggia ed il mare, che in alcuni tratti giungeva fino ai palazzi della Riviera di Chiaiae lambiva i giardini della Villa Comunale. Alla fine dell’Ottocento, in seguito a nuovi piani di sviluppo della città, si decise di creare una nuova strada, colmando la spiaggia, e dedicarne la memoria al celebre ammiraglio napoletano.La passeggiata lungo Via Caracciolo può partire da Mergellina, raggiungibile con la Linea 2 della metropolitana, fermandosi alla stazione omonima. In alternativa raggiungere Piazzetta Augusteo con la Funicolare centrale e da lì percorrere via Toledo, Piazza Trieste e Trento, via Chiaia, Piazza dei Martiri fino a giungere alla Villa Comunale.

Il bed and breakfast Pompei “IL FAUNO” a solo 25 Km dal lungomare più bello del Mondo ( circa 25 minuti con auto, treno, bus) ..vi aspetta con le sue comode camere dotate di ogni comfort (bagno privato, wifi) e parcheggio interno gratuito. Napoli ti aspetta!

Nessun pagamento anticipato obbligatorio

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