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Maggio dei Monumenti 2013 a Napoli , scopri il programma completo

Anche quest’anno, a partire dal 4 maggio fino al  2 giugno 2013, ritorna a Napoli il Maggio dei monumenti con un programma vastissimo e pieno di iniziative.

I siti che si potranno visitare principalmente sono oltre 200, con un programma denso di visite, appuntamenti, e performance che è impossibile riportarvi tutto assieme. Il programma è stato separato per argomenti, dai chiostri, cortili e sagrati che sono stati individuati e resi disponibili lungo i classici percorsi turistici e culturali cittadini e che, in alcuni casi, sono stati aperti al pubblico per la prima volta.

Il bed and breakfast Pompei “IL FAUNO” a solo 25 minuti da Napoli e dagli altri siti archeologici Vesuviani..vi aspetta con le sue comode camere dotate di ogni comfort (bagno privato, wifi, piscina) e parcheggio interno gratuito!

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Durante le settimane del Maggio dei monumenti 2013, sarà possibile usufruire di visite guidate che vi condurranno in moltissimi siti di importanza storica, artistica e culturale. Molti di questi luoghi sono poco pubblicizzati e normalmente chiusi al pubblico, ad esempio il chiostro di clausura del convento di Santa Maria Regina Coeli (sito in vico San Gaudioso, 2), il chiostro delle Clarisse cappuccine di Santa Maria in Gerusalemme (in via Pisanelli, 8) e due ville romane di Scampia e Ponticelli.

Maggiodeimonumenti2013-Napoli

Oltre alle visite guidate e agli eventi, verranno proposti vari itinerari tematici come quello organizzato con la Rai, dedicato alla canzone napoletana: saranno presenti totem parlanti e illustrativi all’interno di meravigliosi luoghi storici quali l’Istituto Suor Orsola Benincasa, il Convento di San Domenico Maggiore, Palazzo Reale, la Casina Pompeiana, Santa Maria la Nova e il Pan. Un altro imperdibile percorso tematico è quello dedicato alla Napoli angioina raccontata dal Boccaccio, organizzato anche in occasione del settimo centenario della nascita del poeta.

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Il Maggio dei monumenti 2013 a Napoli prevede un programma vastissimo e ricco di attività che permetterà di visitare gratis tutti i siti monumentali della città. Ma non finisce qui, infatti sono molteplici le proposte artistiche e culturali di quartieri periferici (ad esempio Bagnoli, Barra e Fuorigrotta) che non resteranno in disparte e mostreranno al pubblico svariati siti sconosciuti al turismo di massa ma di bellezza inestimabile.

Per info e prenotazioni potete telefonare ai seguenti numeri: 0817956160-61-62 (Osservatorio Turistico), oppure 08179554470 (Comune di Napoli).

Per conoscere il programma completo e dettagliato, con tutte le date, gli orari, gli eventi e le visite guidate, clicca qui.

Visitare Napoli

Visitare Napoli, la città dai mille colori!

Visitare Napoli , la città dai mille colori!

Napoli , a due ore a sud di Roma, è la città più grande dell’Italia meridionale… ospita alcuni dei migliori teatri operistici e di prosa ed è spesso definita un museo all’aria aperta, grazie alle molte statue e monumenti storici. Unisciti alle famiglie che passeggiano al tramonto lungo la baia di Napoli. Visita i reperti di Pompei ed Ercolano, distrutte dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., presso il Museo Archeologico Nazionale oppure goditi arte e architettura del Museo Cappella Sansevero, costruito alla fine del 1500.

Visitare Napoli , un week end nella città partenopea può avere un positivo effetto sull’umore ed è estremamente consigliato, dunque anche nella stagione fredda.

Il treno è probabilmente il mezzo più comodo per giungere a Napoli, la stazione più importante è la Stazione Centrale, in piazza Garibaldi, ben collegata al resto della città tramite la metropolitana FS, la Circumvesuviana e gli autobus.

Visitare Napoli è una monade, Napoli è un teatro – ma sarebbe più corretto dire “Il teatro è Napoli”- Napoli è la Pizza, Napoli è il Presepe napoletano, Napoli è la sua lingua, si badi bene Lingua, non dialetto, Napoli è la canzone napoletana, Napoli è il Cinema, Napoli è San Gennaro, Napoli è la Smorfia, Napoli è una e cento maschere, Napoli è la pastiera napoletana, Napoli è o’ babbà, Napoli è nà tazzuniella è cafè, Napoli è Napoli.

Napoli è Capoluogo dell’omonima città metropolitana e della regione Campania, si estende lungo le pendici del Vesuvio fino ai Campi Flegrei ed affaccia sull’omonimo Golfo. Napoli è sicuramente una città da vedere in quanto ricchissima di storia e di cultura, inoltre offre non pochi luoghi ed occasioni di svago ed una cornice paesaggistica degna di nota.

Simbolo visivo di Napoli è il Castel Nuovo meglio noto come Maschio Angioino. La splendida costruzione sorge in Piazza Municipio, al lato dei giardini del Palazzo Reale e a pochi passi dal porto di Napoli che domina con la sua immensa mole.

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SCOPRI COSA VISITARE NAPOLI

Un itinerario napoletano può prendere le mosse attraversando Spaccanapoli. Chi non ne ha mai sentito parlare? Spaccanapoli è una delle arterie più celebri della città che divide il centro storico con una precisione quasi geometrica, un lungo corridoio puntellato di testimonianza del passato e di tesori artistici, ricco di campanili, di monumentali chiese e di palazzi aristocratici.
Piazza DantePiazza del Gesù NuovoPiazza San Domenico Maggiore, la Piazzetta Nilo con il cosiddetto Corpo di Napoli, la statua del Dio Nilo di oltre duemila anni fa (una delle più antiche testimonianze del passato della città) sono dei veri e propri scrigni ricchi di tesori architettonici.

Dalla Piazzetta Nilo comincia Via San Biagio dei Librai, il tratto più antico, uno dei tre decumani maggiori dell’antica città greco-romana e anche il più turistico: negozi di souvenir, botteghe artigiane, antiquari e venditori di prodotti enogastronomici.Napoli Castel Sant'Elmo

Percorrendo questo tratto si incrocia la famosa San Gregorio Armeno, la celebre strada dei presepi e, poco più avanti, si trova Piazza San Gaetano, uno degli ingressi della Napoli sotterranea.

Proseguendo ancora per Spaccanapoli e lungo il decumano maggiore si raggiunge Via Duomo, altre importante strada cittadina dove si può ammirare la cattedrale di Napoli, il noto Duomo di San Gennaro. Attraversata Piazza Duomo, Spaccanapoli prosegue fin nel cuore di Forcella.

Altra importante via cittadina, tappa preferita dei napoletani e dei turisti per lo shopping è Via Toledo (già via Roma). Parte da Piazza Trento e Trieste e termina a Piazza Dante incrociando importanti piazze e arterie cittadine.

Lungo il percorso si trovano edifici storici, palazzi nobiliari, chiese monumentali, teatri, caffè e celebri pasticcerie oltre a negozi e boutique di marchi prestigiosi. Fu costruita per volere del vicerè Pedro de Toledo, che nel 1536 ne affidò il progetto ai regi architetti Giovanni Benincasa e Ferdinando Manlio. L‘idea del vicerè era stata quella di collegare la zona fuori le mura del largo di Mercato (l’attuale Piazza Dante) con il nuovo quartiere in forte espansione di Chiaja, donando così alla città quella che oggi è una delle sua arterie principali.

Difficile descrivere i colori, il numero di botteghe e bancarelle che caratterizzano Via San Gregorio Armeno dove si può trovare di tutto, ma proprio di tutto per l’allestimento del presepe: capanne di sughero e di altri materiali delle più varie dimensioni, oggetti azionati da congegni meccanici, pastori di terracotta con abiti in tessuto realizzati su misura.

Sono, spesso, delle vere opere d’arte realizzate da famiglie di artigiani che si tramandano la tecnica e i segreti si di generazione in generazione. Non mancano tuttavia, in mezzo al pullulare di statuette, anche altri oggetti, dal più discutibile valore artistico, ma che denotano l’ironia e la fantasia del popolo napoletano ( Maradona, Dio di Napoli, a ricordo degli anni d’oro della squadra cittadina, o l’allora giudice Antonio di Pietro protagonista di Tangentopoli).

Via Caracciolo è una parte del lungomare di Napoli, quello che si estende da Mergellina fino a Santa Lucia, ma per i Napoletani è il Lungomare oppure A’ Caracciolo, meta obbligata della passeggiata domenicale, prima del grande pranzo con la famiglia.

Il nome della strada celebra l’ammiraglio napoletano Francesco Caracciolo, sostenitore della rivoluzione del 1799 venne giustiziato nello stesso anno durante la repressione che seguì la restaurazione borbonica. La passeggiata al lungomare è un rito ripetuto spesso da tutti i napoletani e consigliato ai numerosi turisti. Ma è la domenica mattina, quando il percorso è accessibile solamente ai pedoni, che si possono ammirare indisturbati le bellezze del Golfo, prendendo un aperitivo all’ombra delle palme negli chalet della Villa Comunale.

 

 

Visitare Napoli…. Via Chiaia elegante via cittadina, piena di negozi e boutique, ma anche di interessanti scorci ed edifici di interesse storico e artistico. Lungo la strada si trova il caffè Gambrinus e l’Antica Pizzeria Brandi quella della Pizza Margherita.

All’interno del locale si può leggere la lettera di ringraziamento inviata, nel 1889, dalla regina d’Italia Margherita di Savoia al pizzaiolo Raffaele Esposito per attestargli la propria stima. Proseguendo si incontra il Palazzo Cellammare costruito nel XVI secolo e assalito nel Seicento dal popolo durante la rivolta di Masaniello. A piazza Santa Caterina la via Chiaia termina, ma la passeggiata può continuare nell’elegante Via dei Mille, oppure alla riviera di Chiaia dopo aver attraversatola bella Piazza dei Martiri.

Senza dubbio la Piazza più nota di Napoli è Piazza Plebiscito. E’, oggi, la più grande e la più rappresentativa nonostante fino ai primi anni Novanta fosse ridotta a un grande

parcheggio mentre l’area antistante a Palazzo Reale era una strada a più corsie. Il nome della piazza si deve al Plebiscito con cui il 21 ottobre 1860 l’Italia Meridionale, allora Regno delle due Sicilie, si univa al Piemonte dei Savoia. La Piazza si sviluppa all’interno di quattro importanti costruzioni: la chiesa di San Francesco di Paola, il Palazzo Reale, il Palazzo Salerno ed il Palazzo della Foresteria. Al centro della piazza sono collocate due statue equestri di Antonio Canova, raffiguranti Ferdinando I e Carlo III di Borbone.

Piazza del Plebiscito ospita le manifestazioni più importanti della città, come la celebrazione del Capodanno, la nuova festa di Piedigrotta, concorsi ippici internazionali, concerti, manifestazioni politiche e i festeggiamenti per i successi sportivi della squadra di calcio del Napoli.

Se Piazza Plebiscito è certamente la piazza più rappresentativa di Napoli, Piazza del Gesù Nuovo è invece una delle più suggestive e caratteristiche del centro storico (è attraversata da Spaccanapoli) e di tutta la città.

La piazza prende il nome dalla cinquecentesca Chiesa del Gesù Nuovo, così detta per distinguerla da un’altra chiesa del Gesù già esistente, (che fu poi ribattezzata naturalmente Chiesa del Gesù Vecchio).

La chiesa è uno dei migliori esempi di barocco napoletano e colpisce soprattutto per la suggestiva facciata in bugnato con tre grossi portali, uno per ogni navata interna. Particolari di tale facciata furono riprodotti sul lato posteriore delle banconote da diecimila lire degli anni Settanta ed Ottanta.

Sul lato opposto alla facciata della chiesa del Gesù, imboccando già via Benedetto Croce, troviamo la facciata gotica della chiesa di S. Chiara e più avanti il campanile.

Napoli è una città di magia, superstizioni e numeri, come scriveva Matilde Serao: “Tutte le superstizioni sparse nel mondo sono raccolte in Napoli e ingrandite …”. Nella città partenopea le credenze popolari diventano parte integrante della cultura, infatti, si dice che per i suoi vicoli si aggirino ‘o munaciello (spiritello dispettoso) e ‘a bella ‘mbriana (spirito benigno). superstizione.napoli

La superstizione indica la credenza che gli eventi futuri possano essere influenzati da determinati comportamenti o oggetti, senza alcuna relazione tra di essi, e a Napoli, dove a tutto c’è rimedio, sono numerosi gli scongiuri e gli amuleti che vengono utilizzati contro la “jettatura“.

Oltre alle celebri formule antimalocchio, i napoletani sono legati a diversi talismani quali il ferro di cavallo, il gobbetto (‘o scartellato nella Smorfia Napoletana), il numero 13, la corona d’aglio, il peperoncino ed in particolare le corna ed il corno. Il gesto di fare le corna è utilizzato per mandare via la malasorte, mentre, al cornovengono attribuiti determinati poteri di allontanamento delle influenze maligne a patto che esso sia di colore rosso, fatto a mano, storto e a punta.

Napoli è una città molto legata anche ai numeri, infatti, l’originalità della superstizione in questa città sta nel gioco del Lotto e nella lettura della Smorfia, a cui i napoletani si affidano per interpretare i sogni, ma anche i fatti quotidiani, in termini di numeri da giocare al Lotto. In particolare, per la smorfia il 17 è “la disgrazia” e abbinato al venerdì è ritenuto dai napoletano molto sfortunato.

Museo Archeologico Nazionale Napoli

Museo Archeologico Nazionale Napoli è il più importante museo archeologico d’Europa..

Museo Archeologico Nazionale Napoli con la collezione pompeiana, farnese ed egiziana…… a 20 minuti dal B&B !

Museo Archeologico Nazionale Napoli ….è il più importante museo archeologico d’Europa.

Grazie non solo ai ritrovamenti degli scavi di Pompei sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., ma anche per le numerose collezioni, una sezione egizia ed una serie di sale che espongono pezzi di grande valore storico ed artistico.

Napoli, museo archeologico2

Oltre al già citato materiale venuto alla luce ad Ercolano e Pompei (bronzi, marmi, calchi, pitture, suppelletili) ed ai ritrovamenti degli scavi di Cuma, sono da annoverare la collezione Borgia di antichità etrusche ed egizie e la collezione Santagelo di monete antiche. Fra la sale vanno ricordate quelle con il grande mosaico che raffigura “La battaglia di Alessandro a Isso”, il gruppo dei Tirannicidi, il Toro Farnese e l’Ercole, le Tavole di Eraclea e le Sale del Tempio di Iside.

La storia del palazzo del Museo
La costruzione dell’edificio del Museo fu iniziata nel 1586 dal viceré di Napoli Don Pedro Giron, con l’intezione di creare una scuderia. Successivamente nel 1612 Don Pedro Fernando de Castro, viceré di Napoli dal 1610 al 1616, incaricò l’architetto Giulio Cesare Fontana di progettarvi il “Palazzo dei Regi Studi”, quello che sarebbe diventata la nuova sede dell’Università.
Nel 1777 l’Ateneo napoletano fu trasferito nel Real Convitto del Salvatore ed il re Ferdinando IV di Borbone destinò l’edificio a sede del Museo Borbonico e della Real Biblioteca. Gli architetti Ferdinando Fuga, prima, e Pompeo Schiantarelli, poi, furono incaricati di ampliare il vecchio Palazzo degli Studi per convertirlo a Museo universale. Tra le trasformazioni architettoniche, la più significative di quegli anni fu l’innalzamento del primo piano sulle due ali del palazzo.
Dopo l’Unità d’Italia, nel 1861, il Museo Borbonico divenne proprietà del nascente Stato italiano ed assunse così il nome di Museo Nazionale.

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Museo Archeologico Nazionale Napoli – informazioni utili

Il museo è formato da tre sezioni principali: la collezione Farnese (costituita da reperti provenienti da Roma e dintorni), le collezioni pompeiane (con reperti provenienti dall’area vesuviana, facenti parte soprattutto delle collezioni borboniche) e la collezione egizia che, per importanza, si colloca in Italia al secondo posto dopo quella del museo egizio di Torino. Sia questi tre settori che altri del museo sono costituiti da collezioni private acquisite o donate alla città nel corso della storia, come per esempio, oltre alle già citate collezioni Farnese e Borbone, la collezione Borgia, la Santangelo, la Stevens, la Spinelli ed altre.

Collezione Farnese

La collezione Farnese ospita tutti i reperti archeologici raccolti a partire dal XVI secolo da Alessandro Farnese, futuro papa Paolo III. Ottenute per acquisto o per confisca altre collezioni minori, quella Farnese si arricchì considerevolmente con i rinvenimenti degli scavi romani. Con l’estinzione del ramo familiare, l’intera collezione passò ad Elisabetta Farnese, madre di Carlo di Borbone. Il trasferimento a Napoli delle sculture, tuttavia, si ebbe solo con Ferdinando IV nel 1787 circa.

La collezione occupa al piano terra tutte le sale e gallerie (1-29) disposte intorno al cortile orientale (sul lato destro dell’atrio di ingresso). Al centro del cortile vi è inoltre uno splendido labrum in porfido rosso facente parte anche esso della collezione Farnese. Il nuovissimo allestimento, frutto di approfonditi studi sulla storia della collezione e dei singoli pezzi, ha richiesto naturalmente uno sforzo notevolissimo sia di energie che di mezzi che non hanno permesso un’apertura delle varie sale se non progressivamente ed in tempi diversi. Lo stesso ha permesso di riordinare le sculture farnesiane raggruppandole per luoghi e palazzi di provenienza, secondo come esse erano suddivise ed esposte a Roma prima che venissero trasferite a Napoli.

Collezioni pompeiane

La raccolta di collezioni pompeiane nasce sostanzialmente con gli scavi archeologici di Pompei avviati nel corso della prima metà del XVIII secolo, su volontà dell’allora re di Napoli Carlo di Borbone. La raccolta costituisce il nucleo principale della collezione Borbone ed include tutti i reperti rinvenuti negli scavi vesuviani: sculture, mosaici, armeria, affreschi ed altri svariati pezzi, tra cui dei papiri rinvenuti ad Ercolano ed oggi alla biblioteca nazionale del palazzo reale.

L’intera collezione fu trasferita nella sede attuale solo intorno al XIX secolo in quanto fino ad allora trovò sistemazione nel museo Herculanense di Portici (museo intitolato ad Ercolano in quanto i reperti provenivano fino ad allora principalmente da quell’area). Con l’avvento di Gioacchino Murat, dal 1806 a 1808, gli scavi ricominciarono e questa volta i reperti rinvenuti riguardarono principalmente la zona pompeiana, andando a formare così la parte più cospicua della raccolta e donando conseguentemente la denominazione attuale della sezione museale. Intorno alla prima metà dell’Ottocento furono trovati gli elementi più numerosi e forse più importanti della collezione: i mosaici.

I rinvenimenti che interessarono l’area di Boscoreale, ultima per cronologia (sul finire del XX secolo, furono invece dispersi in più musei stranieri, principalmente al Louvre di Parigi.

Orari e Prezzi

Indirizzo:
Piazza Museo, 19,
80135 Napoli
Telefono:081 442 2149

Il Museo Archeologico di Napoli è aperto tutti i giorni dalle 9.00-20.00.

L’ingresso è fino alle 19.00. Il museo è aperto tutti i giorni tranne il martedì.

Giorni di chiusura: 1° gennaio, 1° maggio, 25 dicembre.

Costo del biglietto d’ingresso: Intero €6,50, ridotto €3,25, gratuito per i cittadini dell’Unione europea sotto i 18 e sopra i 65 anni. E’ possibile prenotare l’ingresso: singoli €1,50, gruppi €20,00, scuole €5,00.

Come arrivare al Museo Archeologico di Napoli: dalla stazione centrale Metro 1 fermata MuseoMetro 2 fermata Cavour – Autobus R4 – R1 – CS – C63 – C47 C34 – C16. Dal Porto percorrendo a piedi Via Roma fino al Museo.

Collezione Egizia

Si trova nel piano seminterrato cui si accede dal piano terra, a destra dello scalone principale, alla fine della galleria degli imperatori (Sale 18-23).

Per importanza è la seconda collezione di manufatti egizi in Italia, dopo quella del museo egizio di Torino; in senso cronologico è invece la più antica.

Il primo nucleo fu costituito tra il secondo ed il terzo decennio dell’Ottocento acquisendo materiali da collezioni private e dagli scavi borbonici dell’area vesuviana e dell’area flegrea.

In particolare, di grande importanza sono le opere appartenenti alla collezione Borgia, formata nella seconda metà del Settecento dal cardinale Stefano Borgia, già erede di una raccolta di oggetti antichi rinvenuti nei dintorni di Roma e di Velletri.

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Museo Archeologico Nazionale Napoli