Riapre la Casa del Criptoportico a Pompei dopo un lungo restauro

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Grande Progetto Pompei: riapre la prima domus!

Dopo un’anno di restauro riapre per il momento agli addetti ai lavori la “Casa del Criptoportico”!!

 

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Riapre la Domus Criptoportico

 

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Planimetria-domus-criptoportico-pompeiRiapre la «Casa del Criptoportico», a Pompei. Dopo un anno di restauri, il cantiere, venerdì termina i lavori. Il cantiere, la casa, che per adesso è aperto solo agli addetti ai lavori, una volta sgomberato sarà presentato in pompa magna. Non si esclude che per l’occasione possano arrivare esponenti del governo. La conclusione del recupero della domus «del Criptoportico», ha anche un altro significato: è il primo cantiere del «Grande progetto Pompei» ad essere portato a termine, e dunque è una promozione, a costo zero, della capacità italiana di saper essere rigorosi e seri, da giocarsi sullo scacchiere internazionale, per il futuro.

Insomma, quella «Casa del Criptoportico», la domus il cui ingresso affaccia su via dell’Abbondanza, la strada principale della città antica, che entro la fine di questa settimana sarà riconsegnata perfettamente recuperata alla Soprintendenza e all’archeologia tutta, è certamente qualcosa di cui menare vanto, dopo gli anni «terribili» vissuti da Pompei.

Il costo dell’intervento è stato di 304mila euro, centesimo più, centesimo meno. Comprensivo, ovviamente, anche degli oneri per la sicurezza, pari a circa 8mila euro. L’appalto, assegnato alla ditta «Perillo costruzioni», venne aggiudicato con un ribasso di circa il 57%. Questo significa anche che, stando così le cose, con i 105 milioni di euro stanziati dall’Unione europea per mettere in sicurezza Pompei, si potrebbe puntare alla salvezza di un numero più o meno doppio di edifici dell’area archeologica.

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La Casa del Criptoportico

 

La Casa del Criptoportico è ubicata nell’Insula 6 della Regio I, con ingresso principale da Via dell’Abbondanza al civico 2. Fu Crtipto_anfore_130405103041portata in luce a più riprese, tra il 1911 e il 1914 nel corso degli scavi diretti da Vittorio Spinazzola, e tra il 1927 e il 1930 sotto la direzione di Amedeo Maiuri.
Edificata nel III secolo a.C., la domus arrivò a comprendere, nel II secolo a.C., anche gli ambienti della vicina Casa del Sacello Iliaco, mentre dopo il terremoto del 62 le due abitazioni, del tipo ad atrio e peristilio, tornarono a essere divise e indipendenti.
La denominazione moderna della casa deriva dalla presenza, lungo tre lati del giardino quadrangolare che si apriva a sud, di un criptoportico fenestrato, ovvero un portico sotterraneo, sul quale si affacciavano una stanza di soggiorno (oecus) e quattro ambienti termali (apodyterium, frigidarium, tepidarium ecalidarium, quest’ultimo preceduto da un praefurnium). Coperto da volte a botte e a crociera, il criptoportico e l’oecus presentavano lungo le pareti un ciclo pittorico ispirato agli episodi dell’Iliade, che costituisce uno dei più pregevoli esempi di pittura pompeiana di II stile finale (età augustea). Altre raffigurazioni dipinte, raffinate e scenografiche, decoravano anche le pareti dei quattro ambienti termali.
L’edificio subì gravi danni dal bombardamento che colpì l’antica Pompei nel settembre 1943.

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