Area archeologica di Cuma

Area archeologica di Cuma

Fondata intorno al 730 a.C. da coloni calcidesi, Cuma è la più antica delle colonie greche d’Occidente. In età greca la città controllava un territorio piuttosto esteso, che comprendeva i laghi Lucrino, Averno, Fusaro, Baia, Miseno e parte del territorio dell’odierna Licola. Nel 421 a.C. venne conquistata dai Sanniti, popolazione dell’entroterra che alla fine del V sec. a.C. si spinse sulla costa alla ricerca di nuovo terre. Conquistata nel 334 a.C. da Roma, nel 251 a.C. ottenne lo statuto municipium. Priva ormai del prestigio politico e del potere economico che l’aveva caratterizzata in età greca, Cuma rappresentò per i Romani la “città dotta”, erede e custode delle tradizioni e del patrimonio culturale e religioso greco. Dell’originario insediamento, fiorente fino all’età tardo imperiale, sono oggi visibili: l’acropoli, fulcro religioso della città, con i resti dell’antico circuito murario, del tempio di Apollo e del “tempio di Giove”; e la città bassa con il Foro e i suoi imponenti edifici (Capitolium, Terme del Foro, “Tempio con portico”, “Masseria del Gigante”).
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Cuma, Bacoli (NA)
Via Monte di Cuma, 3