Archeologia Napoli

Pompei: 3,5 mln euro per 7 domus

NAPOLI, 22 LUG – Tre milioni e mezzo di euro per i restauri di 7 domus di Pompei: gli interventi completano il piano del commissario delegato Fiori. Sono la casa dell’Efebo, Villa dei Misteri, la Fullonica di Stephanus, le Case della Parete Rossa, del Criptoportico dell’Ancora e di Loreio Tiburitino. Il piano e’ gia’ approvato dal Ministero per i Beni e le attivita’ culturali, per un totale di 35 mln. A fine luglio partiranno le gare, l’inizio dei lavori e’ previsto entro settembre.

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Pompei e Vinum nostrum: una mostra e un viaggio nei luoghi storici del vino

Al via gli itinerari in Campania e in Lucania, dal 19 luglio al 15 maggio 2011

E’ Pompei  la protagonista della grande mostra Vinum nostrum  (dal 20 luglio al 15 maggio 2011 a Firenze, Palazzo Pitti) che ripercorre la storia della vite nell’antichità, dalla Mesopotamia alla Grecia fino a Roma, da dove si diffuse a tutte le Provincie dell’Impero. Particolarità dell’iniziativa è quella di proporre contemporaneamente in tutta Italia una serie di itinerari collegati a partire naturalmente dall’area archeologica vesuviana, custode di una testimonianza unica sulla viticoltura antica: l’eruzione del Vesuvio del 79 d. C. infatti sigillò oltre alla città con i suoi abitanti anche gli ambienti naturali insieme alle straordinarie tracce di una coltura  che tanta parte ebbe nella storia antica.

Il reimpianto e la valorizzazione dei vigneti dell’antica Pompei  costituiscono ormai un modello per gli scienziati di tutto il mondo: nata da un importate lavoro di sperimentazione condotto da oltre quindici anni dal Laboratorio la loro valorizzazione conosce oggi un nuovo impulso grazie alla promozione voluta dal Commissario delegato per l’emergenza Marcello Fiori. Il pregiato vino  Villa dei Misteri in seguito al coinvolgimento delle ambasciate italiane di tutto il mondo, è divenuto così un significativo biglietto da visita delle attività di una Pompei sempre più viva. Tra i vari riconoscimenti scientifici la SANP ha ricevuto anche il Premio Roero 2003 dedicato al paesaggio viticolo italiano.

’Durante l’intero periodo della mostra chi verrà a visitare Pompei potrà percorrere una “via del vino antico” – spiega Fiori – ma sarà anche invitato a recarsi a Firenze a visitare la mostra o quei luoghi poco noti della Basilicata e della Campania che hanno visto germogliare tanti secoli fa quelle viti, che qualche sconosciuto navigante aveva portato dalla lontana Grecia.
È un tentativo, raro nel nostro Paese, di legare un percorso espositivo alle realtà territoriali: se riuscirà, non solo sarà motivo di orgoglio per tutti quelli che a questo progetto hanno lavorato, ma soprattutto sarà anche una piacevole occasione di scoperta e di crescita per quei turisti che vogliono unire la qualità archeologica alla qualità del paesaggio e dell’ambiente naturale’’.
Ecco perché è la Soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei con il suo Laboratorio di Ricerche Applicate diretto da Annamaria Ciarallo, a curare per Campania e Lucania, che era l’antica Enotria, le iniziative collegate alla mostra fiorentina Vinum Nostrum. La Soprintendenza della Basilicata ha infatti affidato al Laboratorio pompeiano i suoi campioni per  lo studio naturalistico della viticoltura antica  in ambito magnogreco.
I primi due percorsi al via il 20 luglio. A Pompei “La via del vino nell’ antica Pompei”. A Grumento, nel Museo Archeologico dell’ Alta Val d’ Agri, la mostra “Dioniso e le Ninfe: culto e iconografia”.

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DUE ITINERARI IN CAMPANIA – La Campania Felix degli antichi era notissima anche per la produzione di vini: gli autori classici citano in particolare il Falerno, il Pompeiano, il Sorrentino. La viticoltura campana è perdurata nei secoli – Santa Lancerio, ad esempio, nel 1536 enumera ben quattordici vini di alta qualità molto amati da Paolo III Farnese, di cui era “bottigliere” – e ancora oggi nella regione si producono vini molto pregiati.

POMPEI – Gli studi condotti nell’antica Pompei, confermando quanto sostenuto dagli Autori classici circa la produzione di un “vino pompeiano” hanno evidenziato la presenza di vigneti in alcune aree a verde dislocate nei quartieri, che si sviluppavano intorno all’Anfiteatro. Sul terreno furono trovati, infatti, non solo pollini e frammenti di legno appartenenti a viti, ma anche le cavità lasciate nel terreno dalle radici, i cui calchi confermarono la presenza di viti appoggiate a pali di legno e dislocate su filari orientati in direzione N-S con distanze tra filari e su filare, che corrispondevano a quelle indicate dagli agronomi classici. Volendo restituire al loro antico uso quegli spazi la scelta delle varietà da mettere a dimora fu stabilita da uno studio ampelografico comparato tra i grappoli d’uva raffigurati negli affreschi e quelli dei vitigni campani che la tradizione vuole discendano dai capostipiti greci e romani. Dopo una sperimentazione colturale durata quattro anni si decise di reimpiantare i vigneti due vitigni autoctoni, lo sciacinoso e il piedirosso, i cui capostipiti si identificavano probabilmente con la Vitis oleogina e la Columbina purpurea . Attualmente le uve prodotte nei vigneti dell’antica Pompei vengono vinificate dalla Mastroberardino con il nome dei “Villa dei Misteri”:
Cantine Mastroberardino – Le cantine Mastroberardino sono state premiate nel 2003 con il Premio Roero dedicato al paesaggio viticolo italiano per l’attività di recupero e di valorizzazione dei vitigni autoctoni campani. La loro storia risale ufficialmente al 1878, ma fin dall’inizio del secolo precedente la famiglia, rimasta ininterrottamente alla guida dell’Azienda e giunta oggi alla decima generazione, svolgeva la sua attività nel settore del vino. Al dr. Antonio Mastroberardino, Cavaliere del Lavoro ed attuale Presidente Onorario della Società, è unanimemente riconosciuto il grandissimo merito di avere creduto nella vocazione vinicola del territorio irpino e nella qualità dei suoi vigneti quando, alla fine della seconda guerra mondiale, essi erano sull’orlo dell’estinzione. La sua passione e competenza ne ha permesso il recupero e la valorizzazione, premiati sia dalla loro affermazione sui mercati di tutto il mondo, sia dal riconoscimento della prestigiosa Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) attribuita prima al Taurasi nel 1992 e poi nel 2003 al Greco di Tufo ed al Fiano di Avellino: una straordinaria concentrazione di vini di pregio per un territorio di ridotte dimensioni.

LA COPPA DI NESTORE E LE VITI DI ISCHIA – Ischia ha un ricco patrimonio storico-artistico, che comprende a Lacco Ameno il Museo e gli Scavi di S. Restituta e soprattutto il Museo Archeologico di Pithecusae, in cui sono conservate la Coppa di Nestore ed altre testimonianze che segnano l’origine della viticoltura in Campania. A Forio si segnalano i Giardini La Mortella, realizzati negli anni ‘30 dal famoso paesaggista Page. L’itinerario comprende il Museo di S. Restituta   posto sotto la chiesa Santa Restituta situata nel comune di Lacco Ameno, nel luogo stesso degli antichi insediamenti e Il Museo Archeologico di Pithecusae,  a Lacco Ameno. Il Museo è ospitato nell’edificio principale del complesso di Villa Arbusto, costruito nel 1785 da Don Carlo Acquaviva, Duca d’Atri, lì dove esisteva la masseria dell’Arbusto. La proprietà divenuta nel 1952 residenza estiva dell’editore A. Rizzoli fu acquistata, poi dal Comune di Lacco Ameno per ospitarvi il Museo Archeologico, destinato ad illustrare la storia dell’isola dalla Preistoria sino all’età. Romana.
Il Complesso dell’Arbusto comprende anche uno splendido parco, ricco di una grande varietà di piante, e gode di una straordinaria posizione panoramica. Numerosi ed importantissimi sono sopratutto i reperti relativi all’insediamento greco di Pithecusae, fondato nel secolo quarto dell’VIII sec. a.c. da Greci provenienti dall’isola di Eubea.
Cantine d’Ambra – Il vigneto Frassitelli delle Cantine D’ Ambra è stato celebrato da Veronelli come uno dei “piu’ belli al mondo”. La viticoltura sull’ isola di Ischia ha radici antichissime, testimoniate dai reperti conservati nei suoi Musei: essa si è protratta nei secoli gestita con fatica dalle famiglie locali, che hanno strappato la terra terrazzando anche alle pendici più acclivi.  Le Cantine d’ Ambra fondate nel 1880, sono celebri per il recupero dei vitigni autoctoni isolani e per il ripristino dell’ antica viticoltura ischitana caratterizzata da stretti terrazzamenti situati a 500 mt. d’ altezza a strapiombo sul mare. Le cantine sono affiancate da un Museo dedicato alle tradizioni agricole ischitane, che completano in maniera significativa il percorso di visita.

In Lucania – Terra ancora oggi sconosciuta agli Italiani stessi, la Lucania, odierna Basilicata, è un po’ la culla della viticoltura europea: non a caso la sua più antica popolazione era quella degli Enotri, che abitavano l’ Enotria, la terra del vino, e i suoi vini, i lucani e i lagarini, sono ricordati dagli scrittori classici. La Regione ha tutelato gran parte del propri territorio e oggi è quella che in Italia in proporzione ha la maggiore concentrazione di parchi e di riserve naturali. Particolarmente ricco il programma degli itinerari a partire da quello del  Vulture, un vulcano a caldera spento da epoca preistorica. Ricco di sorgenti, ricoperto di boschi formati tra gli altri da faggi, querce, frassini ha una ricca flora costituita da ben 977 specie comprendenti piante officinali di pregio. Le sue larghe e fertilissime pendici di natura vulcanica ospitano estesi vigneti coltivati ad aglianico: il termine sembra essere corruzione di vitis hellenica, il vitigno che la tradizione vuole importato nella terra degli Enotri dall’ antica Grecia. Soprattutto nei vigneti a consumo familiare la tecnica colturale è molto antica: viti condotte ad alberello basso e tralci raccolti su tre canne appositamente disposte. Uno dei paesi più rappresentativi è  Barile il cui nome potrebbe anche essere riferito allo stemma che raffigura un barile e un grappolo d’uva, a testimonianza  della vocazione territoriale strettamente legata all’ aglianico.. Interessanti sono le oltre cento cantine scavate nel tufo circa cinque secoli fa e ancora oggi utilizzate per l’invecchiamento del vino, simbolo dell’arte enoica barilese. Nel territorio sorgono le Cantine Paternoster premiate nel 2004 con il Premio Roero proprio per l’ attività di recupero e di valorizzazione della viticoltura nell’ area del Vulture, iniziata già agli inizi del secolo scorso ad opera di  Anselmo Paternoster , che decise nel 1925 (data ancora ben visibile sul portone dell’azienda), di destinare alla vendita le prime bottiglie di Aglianico, sino ad allora prodotte per consumo familiare.
Non molto lontana sorgono Melfi, con l’ imponente castello di Federico II e  Venosa, patria di Orazio. Poco fuori del suo  abitato sono l’ anfiteatro e i resti di un quartiere di epoca romana con mosaici raffiguranti anche tralci di vite.
I percorsi del vino continuano passando per Pietragalla, , ai margini dell’ area del Vulture, il cui Comune è stato premiato il Premio Roero 2004  per l’ attività di recupero e di valorizzazione dei palmenti che caratterizzano il suo territorio: appena fuori paese sorge infatti un vasto insediamento di queste caratteristiche strutture utilizzate per la pigiatura del vino scavate parzialmente nel tufo e ricoperte di zolle di terra. Questi palmenti, organizzati, a seconda del numero dei proprietari che si servivano di ciascuno di essi, con una o più vasche per la pigiatura in cui veniva lasciato fermentare il mosto, sono di grande interesse per lo studio dell’ architettura rurale del passato.
Lo fronteggia, torreggiante a 900 m di altezza, Acerenza, l’antica Acheruntia citata da Orazio, giudicato uno dei più bei borghi d’ Italia, celebre per la sua Cattedrale. Su un versante dell’ alta collina su cui sorge la città si aprono le caratteristiche celle per la conservazione del vino scavate nella roccia.
L’altro percorso del vino in terra lucana si svolge in  Val d’Agri, cuore del Parco Nazionale dell’ Appennino Lucano: racchiusa tra le alte montagne del Volturino e del Sirino gode di una splendida natura ed è ricca di testimonianze archeologiche che ne sottolineano il percorso seguendo il fiume fino al suo sbocco nello Ionio, nei pressi dell’antica Heraclea, in quella porzione di territorio dove erano i terreni dedicati a Dioniso. Terra di famose scuole di ceramisti fioriti alla fine del V sec. a. C., fu forse una delle vie percorse da alcune varietà di vite per giungere dall’antica Grecia a Roma.  Plinio indica i luoghi che circondavano Grumentum (Grumento) come area di produzione dei vini Lagarini: attestazioni arrivano anche dal ritrovamento di reperti archeologici di varia natura legati al mondo del vino. D’altra parte nell’ area archeologica sono conservati alcuni palmenti ottocenteschi, che dimostrano il perdurare nel tempo della tradizione viticola del luogo.

Per informazioni sugli itinerari:
POMPEI
www.pompeiisites.org

Museo degli Argenti
Info e prenotazioni:
prenotazioni@operalaboratori.com

In Basilicata:
www.archeobasi.it
www.parcoappenninolucano.it
www.comune.pietragalla.pz.it
www.comune.acerenza.pz.it

Pompei: torna a rinascere Teatro grande

“In Italia si apre un nuovo straordinario teatro: in un momento non facile per la cultura questa è la risposta che arriva da Pompei”.

Così il commissario delegato all’emergenza dell’area archeologica di Pompei, Marcello Fiori, illustrando l’intervento di circa 4 milioni e 900mila euro per il restauro e la riqualificazione del Teatro Grande di Pompei, 1800 posti, che sarà inaugurato da un concerto speciale di Riccardo Muti, evento organizzato dal Teatro di San Carlo, alla presenza del Ministro degli interni Roberto Maroni e di altre personalità della politica e della cultura.

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Il teatro, che ha vissuto decenni di abbandono e degrado, è oggi funzionante e dotato di moderne tecnologie, illuminazione e strutture per il palcoscenico “che resteranno patrimonio di Pompei e potranno quindi essere smontate e riutilizzate ogni stagione” sottolinea Fiori. Il restauro appena terminato, un progetto già approvato dalla Soprintendenza archeologica di Pompei nel 2003 e successivamente modificato dagli organi ministeriali per rendere meno “impattante” l’intervento, si ricollega alla visione del grande archeologo Amedeo Maiuri, “sopratutto per quello che ha riguardato il rifacimento delle gradinate, ricostruite in tufo (lo stesso materiale usato dagli antichi) che è stato collocato sulle antiche sedute in ferro volute proprio dal Maiuri” dice il direttore degli scavi Antonio Varone. Con una tecnica innovativa i blocchi di tufo, così come il tappeto di cocciopesto usato per la pavimentazione, sono stati isolati dal terreno antico con teli di ‘tessuto non tessuto’ in modo che la situazione originaria sia sempre ripristinabile. Sono stati cancellati anche i segni di precedenti invasivi restauri che avevano utilizzato strutture di cemento armato, sostituite dal legno.

Due curiosità: delle lastre marmoree sono affiorati e resi leggibili i numeri originali romani che servivano a assegnare i posti. Nella parte superiore del Teatro sono ora visibili i pali che servivano a sostenere il velarium che dava frescura agli spettatori. La messa in sicurezza dell’area comprende anche un impianto di illuminazione esterna di tutto il Quadriportico dei teatri, zona che rientrerà nei nuovi percorsi notturni attivi da questa estate.

Scavi di Pompei, primo piano di riqualificazione e decoro urbano

Visitatori in crescita nel 2010: già un milione nei siti vesuviani

Scavi di Pompei, operazione decoro. E’ partito il primo piano di riqualificazione e di arredo urbano nella città antica, un investimento di oltre 400mila euro voluto dal Commissario Delegato per l’emergenza all’area archeologica che sta cambiando il volto del sito e che è già sotto gli occhi dei visitatori (in netta crescita con un più 11 per cento rispetto al 2009):  rimosse le reti di plastica arancione che facevano scempio del paesaggio delle rovine, cordoni e paletti usurati da tempo immemorabile,  centinaia di metri di recinzioni di legno ammalorato e cancelli fatiscenti, si sta provvedendo gradualmente all’installazione di nuovi elementi rispondenti ad una moderna logica di identità visiva e alle esigenze dei visitatori con l’inserimento di paline informative e servizi.

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Un intervento significativo, che dovrebbe concludersi entro l’estate, riguarda un servizio essenziale come la segnaletica: una carenza storica di Pompei, basti pensare che l’ultimo limitato intervento fu effettuato più di dieci anni fa e che in molte importanti domus erano presenti istallazioni  che non rispondevano  a nessun criterio informativo ne’ tantomeno di protezione. In alcuni casi come quello del Termpolio, che dopo il recente restauro è divenuta  una delle mete più amata dai turisti, si è provveduto ad una vera e propria  musealizzazione del sito, con l’apposizione di pannelli trasparenti e assolutamente non invasivi. Segnaletica ad hoc è stata creata anche per i percorsi Bike, itinerario ciclo pedonale lungo le mura, e Friendly, il percorso facilitato per visitatori con ridotte capacità motorie.
”Si è trattato di interventi fondamentali per il decoro e la vivibilità del sito. Oltretutto ci siamo chiesti perché la visita nell’area archeologica dovesse essere scomoda e disagevole. La nuova identità visiva, riassunta nel claim PompeiViva, ha lo scopo di facilitare l’orientamento e la qualità dei percorsi eliminando ogni tipo di inquinamento  paesaggistico” – spiega il commissario Fiori sottolineando che – “per la prima volta all’interno dei fondi utilizzati per la tutela e la valorizzazione sono stati destinati due milioni di euro alla manutenzione ordinaria del sito”.
In attesa della riapertura del Teatro Grande con il concerto straordinario del maestro Riccardo Muti (10 e 11 giugno) e dalla prima stagione estiva  che proporrà due mesi di lirica, concerti, danza ed eventi, segnali positivi per il definitivo rilancio di Pompei arrivano anche dagli afflussi turistici  dei  primi cinque mesi dell’anno: rispetto allo stesso periodo del 2009 i visitatori sono stati 806.272 (lo  scorso anno furono, 725.071), una crescita che riguarda anche il totale delle presenze dei cinque siti vesuviani che hanno già superato il milione di biglietti staccati (più 8,36 rispetto al 2009) .

Nuove regole per le guide turistiche di Pompei

Nuove regole in vista per le guide turistiche di Pompei. Partira’ dal primo luglio, infatti, la razionalizzazione del servizio a Pompei disposta dal commissario delegato per l’emergenza dell’area archeologica di Napoli e Pompei Marcello Fiori. ”E’ davvero un fatto straordinario sostiene Fiori- che puo’ cambiare la qualita’ dei servizi offerti a Pompei e anche la sua immagine a livello internazionale. Voglio ringraziare le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali per la loro efficace collaborazione e convinta adesione al progetto di riorganizzazione, che vuole premiare la competenza e la professionalita’ e contrastare l’abusivismo e l’improvvisazione. Si volta definitivamente pagina- conclude Fiori- e lo facciamo insieme: per il bene di Pompei e per il rilancio di una professione fondamentale per la comunicazione con i turisti”. Tutti e tre gli ingressi degli scavi (Porta Marina, Porta Anfiteatro e Piazza Esedra) saranno dotati di una postazione permanente con personale dedicato a cui faranno capo esclusivamente le guide abilitate dalla Regione Campania nonche’ postazioni d’attesa per le guide stesse. Alle tre postazioni degli ingressi le guide si iscriveranno tutti i giorni, al momento del loro arrivo, e sara’ loro rilasciato un badge. Ogni postazione accogliera’ le richieste di servizio da parte dei visitatori e provvedera’ all’organizzazione delle guide, iscritte in ordine di arrivo, che dovranno essere disponibili entro 15 minuti dalla chiamata.

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Domus di Giulio Polibio e cantiere-evento dei Casti Amanti

Prenotazioni al 199 104 114 – dall’estero e cellulari +39 06 39967850 e su www.ticketone.it

Si fa più ricca l’offerta turistica per l’estate nell’area archeologica di Pompei. Dal 1 giugno a Pompei aprono stabilmente al pubblico la domus di Giulio Polibio, la prima con visita ‘multisensoriale’, e il cantiere-evento dei Casti Amanti, dove è possibile assistere in diretta al lavoro degli archeologi e dei restauratori.
Dopo i restauri e il successo delle aperture straordinarie per la XII Settimana della cultura, le due splendide domus su via dell’Abbondanza saranno fruibili tutti giorni, con la formula del percorso didattico, prenotazione obbligatoria e biglietto aggiuntivo (5 € per ciascuna visita; 7€ per la visita cumulata di entrambe le domus).
Le visite, per gruppi di 25 persone, della durata di circa un’ora ciascuna, partiranno dalle 10 fino alle 18 (anche in lingua inglese, francese, spagnolo).

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“In queste iniziative – dichiara Marcello Fiori, Commissario Delegato per l’emergenza all’area archeologica di Napoli e Pompei – abbiamo voluto unire al grande lavoro e rigore scientifico dell’indagine archeologica anche il desiderio di conoscenza troppo spesso inevaso dei visitatori”
Ad accogliere i visitatori nella domus di Giulio Polibio è proprio l’ologramma del padrone di casa un ricco liberto, il cui aspetto è ricostruito sulla scorta di studi scientifici. E’ lo stesso Polibio con la sua voce ad accompagnare i visitatori negli ambienti più importanti della sua residenza, fino all’ultima stanza dove si rifugiarono al momento dell’eruzione i suoi  familiari e dove è stata ritrovata la giovane donna incinta, che tornerà a vivere anche lei in forma di ologramma. In circa un’ora sarà possibile conoscere l’architettura, le decorazioni pittoriche, le suppellettili ricostruite, le piante e gli uccelli del giardino e soprattutto gli abitanti della casa, la loro vita quotidiana, i rumori e i silenzi, la loro quotidianità  e gli affetti fino alla  tragedia dell’eruzione.
In sottofondo si potrà ascoltare un’installazione sonora, l’Opera Regio IX,  progetto del prof. Claudio Rodolfo Salerno – Presidente dell’Istituto per la Diffusione delle Scienze Naturali. Lungo il percorso di visita, tante altre sorprese  come il video in 3d che mostra il restauro digitale di decine di affreschi, la ricostruzione virtuale di tutta l’abitazione, l’animazione dell’eruzione e del suo impatto sulla casa in una visualizzazione tridimensionale che accompagna lo spettatore alla scoperta degli ambienti della casa, ricostruita fin nei minimi particolari.

La visita al cantiere-evento dei Casti Amanti riserva invece l’emozione di vivere la scoperta archeologica in diretta, grazie alla presenza di archeologi e restauratori al lavoro. Attraverso un sistema di passerelle sospese, è possibile osservare dall’alto, perfettamente conservati, il forno della panetteria, le due stalle con scheletri di animali, un giardino fedelmente ricostruito e meravigliosi affreschi e mosaici. Una serie di tecnologie multimediali riproducono la ricostruzione virtuale della funzione dei vari ambienti.
I lavori archeologici saranno visibili anche da via dell’Abbondanza attraverso dei pannelli trasparenti. Dopo anni di abbandono, il cantiere è stato infatti totalmente messo in sicurezza e  dotato di una copertura che ne assicura la tutela, la conservazione e la valorizzazione.

INFORMAZIONI UTILI

VISITE DIDATTICHE
Domus di Giulio Polibio (visita multimediale) e cantiere-evento dei Casti Amanti
La visita dura circa un’ora per ogni domus. Sono disponibili visite anche in lingua inglese, francese e spagnolo
Dal lunedì alla domenica (dalle 10,00 alle 18,00)
Chiusura il primo lunedì di ogni mese

COSTI
5€ per ciascuna visita – tariffe agevolate per le famiglie
7€ per visite cumulate di entrambe le domus
1.50 € per diritti di prenotazione

Prenotazione obbligatoria
Call center:  199 104 114 – dall’estero e cellulari +39 06 39967850
(dal lunedì  al venerdì  ore 9.00 -18.00 -sabato  ore 9.00- 14.00)

On- line: www.ticketone.it

Friendly Pompei, scavi più facili per tutti

Al via il primo percorso agevolato dell’area archeologica

Da Piazza Anfiteatro una passeggiata di tre ore suggerita a famiglie con passeggino, bambini, anziani e diversamente abili

Per la prima volta gli scavi di Pompei si dotano di un percorso facilitato, pensato per le esigenze dei visitatori con ridotte capacità motorie come genitori con bambini piccoli e con passeggini, anziani, diversamente abili. L’iniziativa, al via da domenica 23 maggio 2010 (apertura del percorso ore 12) fa parte del programma PompeiViva, realizzato dal Commissario delegato per l’emergenza dell’area archeologica di Napoli e Pompei, Marcello Fiori.
“I marciapiedi e le strade dell’antica città possono essere un ostacolo al piacere della scoperta di Pompei. Da oggi, rampe e appositi raccordi renderanno più agevole il cammino dei visitatori – spiega Marcello Fiori –diventano facilmente accessibili luoghi simbolo come la Necropoli di Porta Nocera o l’Orto dei Fuggiaschi e alcune delle domus più importanti. Friendly Pompei è un modo facile e agevole di visitare una delle aree archeologiche più importanti al mondo, il nostro impegno sarà di ampliare il percorso ad altre aree entro l’anno”.
Il percorso, di circa tre ore, parte da Piazza Anfiteatro ed è dotato di una apposita segnaletica: si potrà ammirare una delle Necropoli della città antica, i calchi dell’Orto dei Fuggiaschi, le aree coltivate a vigneto, domus famose come la Domus del Menandro e quelle di Casca Longus e dei Quattro Stili, aperte al pubblico dopo diversi anni di chiusura.

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IL PERCORSO IN DETTAGLIO
Si parte da Piazza Anfiteatro,  si ammira la Necropoli di Porta Nocera sulle cui tombe le iscrizioni funerarie raccontano le storie delle ricche famiglie di nobili e liberti. Si giunge all’Orto dei Fuggiaschi, l’antico vigneto di forma rettangolare  che prende nome dai tredici corpi i cui calchi sono visibili, protetti da una teca. A seguire si visita il Vigneto della Domus della Nave Europa, un’area di 1500 metri quadri, ricoltivata com’era all’epoca dell’eruzione con le piante collocate accanto ai calchi originali delle 416 antiche radici.
Il percorso prosegue alla Domus della Nave Europa, nome derivante dal graffito presente sulla parete a sinistra nel porticato,  e poi verso la  Caupona di Euxinus (osteria) il cui nome deriva da un manifesto elettorale in cui l’oste Euxinus sosteneva l’elezione di Postumius e di Cerrinius alla carica di edili. Si giunge alla meravigliosa Domus del Menandro. Questa casa con una superficie di quasi 1.800 mq è una delle più grandi di Pompei con raffinati apparati decorativi. Il nome deriva dalla raffigurazione, nel peristilio, del commediografo greco Menandro. Caratteristica di questa casa, è la presenza della zona termale, suddivisa in spogliatoio e caldarium, con raffinati pavimenti in mosaico, molto ben conservati, raffiguranti scene di ambientazione marina.
Nuova tappa alla Domus dei Quattro Stili, che prende il nome dalla dai quattro stili pittorici che caratterizzano gli ambienti, unico esempio del genere a Pompei.  Tra i siti recentemente restaurati inserito nel percorso facilitato anche il Thermopolium di Lucius Vetutius Placidus per la prima volta interamente accessibile al pubblico. La caratteristica di questo famoso termopolio è l’esistenza di due zone, una pubblica, destinata ai clienti ed una privata destinata, invece, all’uso della famiglia del proprietario. Nella zona privata è possibile ammirare il giardino con triclinio estivo coperto da un pergolato. Facilmente raggiungibile per tutti è anche  la  Domus di Giulio Polibio, dove oggi attraverso un’installazione tecnologica, è stata ricostruita virtualmente la sua figura che “accoglierà” i visitatori. All’interno della domus sono stati inoltre ricostruiti in legno alcuni arredi della casa, quali armadi, tavoli e letti tricliniari.  La Domus di Giulio Polibio sarà prossimamente visitabile su prenotazione.

Per informazioni su Friendly Pompei

www.pompeiviva.it

tel. + 39 081 8575347

Al Museo Archeologico la mostra «La città e il mare»

L’atrio del Museo Archeologico Nazionale di Napoli ospita, dal 22 maggio fino al 20 settembre 2010, una nuova esposizione promossa dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei in collaborazione con la Regione Campania.

La mostra «Napoli, la città e il mare» prende avvio dalle recenti scoperte archeologiche effettuate in occasione dei lavori di scavo condotti dal Comune di Napoli e della società Metropolitana per la realizzazione delle stazioni della Linea 1 della Metropolitana. Gli eccezionali ritrovamenti illustrano al grande pubblico un capitolo tra i meno noti della storia della città: la fase della Napoli bizantina, caratterizzata da un considerevole processo di trasformazione urbanistica del fronte a mare.

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In particolare, saranno esposti i reperti rinvenuti a piazza Bovio, dove fu scoperta una torre bizantina. Un frammento, cioè, della città di VII secolo, che riutilizza al suo interno le decorazioni marmoree di un arco onorario dell’età dei Severi, presentate per la prima volta al pubblico. Insieme con essa, altri materiali archiettonici recuperati alla fine dell’Ottocento nella vicina area di Corso Umberto, nel fondaco Marramarra.

Muti inaugura arena scavi di Pompei

Saranno il maestro Riccardo Muti e l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini a inaugurare, il 10 giugno,il teatro grande degli scavi di Pompei.

Teatro rinato grazie ai lavori di restauro durati 15 mesi. L’iniziativa si pone l’obiettivo di rilanciare il sito archeologico piu’ visitato del mondo anche nelle vesti di sede prestigiosa di kermesse internazionali. L’evento, unico ed esclusivo, e’ organizzato e curato dal Teatro S.Carlo per celebrare il ritorno del grande spettacolo nell’area archeologica.

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A Pompei Terme Erotiche aperte nella “Notte dei Musei”

I sedici pannelli ‘erotici’ dello spogliatoio delle terme suburbane di porta Marina negli scavi di Pompei sono uno degli eventi speciali per la “Notte dei Musei”, programmata dal Ministero dei Beni culturali per il prossimo 15 maggio, nei siti archeologici curati dalla Soprintendenza pompeiana.

Per il secondo anno, infatti, saranno aperti dalle 20 alle 2 del mattino gli scavi di Pompei, Ercolano, Oplontis e Boscoreale, nel napoletano. E nel programma e’ inserita l’apertura delle terme scoperte 50 anni fa, aperte nel 2001 ma solo a piccoli gruppi di visitatori, ed ora messe in sicurezza con la costruzione di passerelle trasparenti per proteggere i mosaici dei pavimenti e oggetto di restauri a basolato ed elementi decorativi. L’impianto delle terme e’ di eta’ augustea con una piscina calda coperta e una piccola fredda; in una grotta, una cascata artificiale di acqua e un mosaico con Marte e amorini; riquadri a stucco nella decorazione del ‘frigidarium’; ma, soprattutto, i pannelli dello spogliatoio, con scene erotiche tra cui l’unico affresco pompeiano con raffigurazioni di ispirazione saffica. Questo nuovo percorso con suoni e luci, chiamato “Venere alle terme”, dura 22 minuti ed e’ riservata a gruppi di 25 persone guidati da due voci, una maschile e una femminile. Gli affreschi erotici saranno anche visibili in maniera virtuale in una ricostruzione che integrera’ le parti mancanti.

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