Archeologia Napoli

Scopri Medea..visite guidate al Museo Archeologico di Napoli

Medea e le altre, Storie di amori fatali nella Pompei antica…visite guidate al MANN di Napoli..

Domenica due novembre, come ogni prima domenica del mese, i musei saranno accessibili gratuitamente. Per questo vi suggeriamo una visita con guide turistiche autorizzate alla scoperta della pittura dell’antica Pompei presso il Museo Archeologico Nazionale.

Il bed and breakfast Pompei “IL FAUNO” a solo 1 km dal sito archeologico di Pompei e vicino al Museo Archeologico Nazionale di Napoli  ..vi aspetta con le sue comode camere dotate di ogni comfort (bagno privato, wifi ) ,parcheggio interno gratuito e ricca colazione (anche senza glutine)!

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VISITE GUIDATE GRATUITE

 

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Domenica due novembre, come ogni prima domenica del mese, i musei saranno accessibili gratuitamente. Per questo vi suggeriamo una visita con guide turistiche autorizzate alla scoperta della pittura dell’antica Pompei presso il Museo Archeologico Nazionale.

Medea infanticida, Fedra suicida Elena genocida: tre storie d’amore con un risvolto tragico. Perchè nella cosiddetta casa di Giasone le pitture hanno come oggetto tre episodi di amore dannato?
Questa e tante altre curiosità svelate e raccontate durante la visita.

La visita vi introdurrà la storia del Museo raccontandovi in particolare della nascita della collezione di dipinti di Pompei. Scoprirete le antiche tecniche di pittura, come si producevano i colori per i dipinti ed i temi iconografici più in voga.

Napoli 2 novembre ore 10.00 ingresso museo

Costo : 10 euro

Prenotazione obbligatoria al numero
347 5616038
334 803 4851

Domenica al Museo – 5 Ottobre ingresso Gratuito Scavi di Pompei, Ercolano

Domenica 5 Ottobre tutti i musei, siti archeologici aperti GRATUITAMENTE..

È la prima applicazione della norma del decreto Franceschini, entrata in vigore dal primo luglio, che, come cita una nota del MIBACT, stabilisce che ogni prima domenica del mese non si pagherà il biglietto per visitare monumenti, musei, monumenti, scavi, gallerie, scavi archeologici, parchi e giardini monumentali dello Stato.

Il bed and breakfast Pompei “IL FAUNO” a solo 1 km dal sito archeologico di Pompei e a poca distanza da Ercolano  ..vi aspetta con le sue comode camere dotate di ogni comfort (bagno privato, wifi e colazione) ,parcheggio interno gratuito e piscina esterna con solarium!

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Domenica al Museo, Pompei Gratis

 

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Domenica 5 Ottobre i musei e le aree archeologiche statali saranno visitabili gratuitamente.

Le norme incluse nel nuovo decreto ministeriale nascono dall’esigenza, come espresso dal ministro Dario Franceschini, di adottare una politica di gestione del patrimonio culturale maggiormente in linea con la visione europea.

Azioni, quindi, atte a garantire la migliore e la maggiore fruibilità dei luoghi di cultura italiani. Fruibilità che registra dati nettamente inferiori rispetto ai musei stranieri.

Partecipano all’iniziativa anche gli Scavi di Pompei, Ercolano, Oplonti e Antiquarium di Boscoreale.

Tra i luoghi di cultura statali visitabili gratuitamente in Campania si ricordano:

  • Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli
  • Palazzo Reale di Napoli
  • Certosa e Museo di San Martino
  • Museo Pignatelli
  • Museo di Capodimonte
  • Castel Sant’Elmo
  • Museo Duca di Martina
  • Scavi di Pompei
  • Ercolano
  • Reggia di Caserta

Per un elenco completo di tutti i musei e le aree archeologiche campane che partecipano all’iniziativa, vi invitiamo a visitare il sito ufficiale del Ministero.

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Sabato 20 Settembre Pompei,Ercolano,Oplonti visita serale ad 1 euro

Sabato 20 Settembre tutti i musei, siti archeologici aperti fino a mezzanotte al costo di 1 euro..

Sabato 20 settembre, in occasione della 31a edizione delle Giornate Europee del Patrimonio, i principali musei, monumenti e aree archeologiche statali e comunali saranno aperti al pubblico fino alle 24.00 al costo simbolico di 1 euro.

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Domenica al Museo, Pompei Gratis

 

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La manifestazione, ideata nel 1991 dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea, coinvolge gli Stati membri della Convenzione culturale europea, ed è nata con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini del nostro continente, alla ricchezza e alla diversità culturale.

Franceschini: sabato musei statali e comunali ad 1 euro e aperti fino a mezzanotte. ‘Sarà festa per la cultura italiana’
“Le giornate europee del patrimonio – dichiara il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini – si svolgono quest’anno nel pieno del Semestre italiano di presidenza UE, a significare ancora di più la convinzione con la quale il nostro Paese aderisce al progetto europeo. Questa importante iniziativa, a cui hanno aderito con convinzione il MiBACT e l’Anci, serve a far conoscere i musei statali e comunali ad un pubblico più vasto: non solo ai turisti, ma anche ai tanti cittadini che non sono mai entrati nei musei delle proprie città. Sabato sarà una bella giornata di festa per la cultura italiana”.

Partecipano all’iniziativa anche gli Scavi di Pompei, Ercolano, Oplonti e Antiquarium di Boscoreale.

Per l’elenco completo dei siti campani, clicca qui…

giornata.europea.del.patrimonio.2014

Riapre la Casa del Criptoportico a Pompei dopo un lungo restauro

Grande Progetto Pompei: riapre la prima domus!

Dopo un’anno di restauro riapre per il momento agli addetti ai lavori la “Casa del Criptoportico”!!

 

Il bed and breakfast Pompei “IL FAUNO” a solo 1 km dall’entrata principale degli Scavi di Pompei ..vi aspetta con le sue comode camere dotate di ogni comfort (bagno privato, wifi e colazione) e parcheggio interno gratuito!

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Riapre la Domus Criptoportico

 

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Planimetria-domus-criptoportico-pompeiRiapre la «Casa del Criptoportico», a Pompei. Dopo un anno di restauri, il cantiere, venerdì termina i lavori. Il cantiere, la casa, che per adesso è aperto solo agli addetti ai lavori, una volta sgomberato sarà presentato in pompa magna. Non si esclude che per l’occasione possano arrivare esponenti del governo. La conclusione del recupero della domus «del Criptoportico», ha anche un altro significato: è il primo cantiere del «Grande progetto Pompei» ad essere portato a termine, e dunque è una promozione, a costo zero, della capacità italiana di saper essere rigorosi e seri, da giocarsi sullo scacchiere internazionale, per il futuro.

Insomma, quella «Casa del Criptoportico», la domus il cui ingresso affaccia su via dell’Abbondanza, la strada principale della città antica, che entro la fine di questa settimana sarà riconsegnata perfettamente recuperata alla Soprintendenza e all’archeologia tutta, è certamente qualcosa di cui menare vanto, dopo gli anni «terribili» vissuti da Pompei.

Il costo dell’intervento è stato di 304mila euro, centesimo più, centesimo meno. Comprensivo, ovviamente, anche degli oneri per la sicurezza, pari a circa 8mila euro. L’appalto, assegnato alla ditta «Perillo costruzioni», venne aggiudicato con un ribasso di circa il 57%. Questo significa anche che, stando così le cose, con i 105 milioni di euro stanziati dall’Unione europea per mettere in sicurezza Pompei, si potrebbe puntare alla salvezza di un numero più o meno doppio di edifici dell’area archeologica.

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La Casa del Criptoportico

 

La Casa del Criptoportico è ubicata nell’Insula 6 della Regio I, con ingresso principale da Via dell’Abbondanza al civico 2. Fu Crtipto_anfore_130405103041portata in luce a più riprese, tra il 1911 e il 1914 nel corso degli scavi diretti da Vittorio Spinazzola, e tra il 1927 e il 1930 sotto la direzione di Amedeo Maiuri.
Edificata nel III secolo a.C., la domus arrivò a comprendere, nel II secolo a.C., anche gli ambienti della vicina Casa del Sacello Iliaco, mentre dopo il terremoto del 62 le due abitazioni, del tipo ad atrio e peristilio, tornarono a essere divise e indipendenti.
La denominazione moderna della casa deriva dalla presenza, lungo tre lati del giardino quadrangolare che si apriva a sud, di un criptoportico fenestrato, ovvero un portico sotterraneo, sul quale si affacciavano una stanza di soggiorno (oecus) e quattro ambienti termali (apodyterium, frigidarium, tepidarium ecalidarium, quest’ultimo preceduto da un praefurnium). Coperto da volte a botte e a crociera, il criptoportico e l’oecus presentavano lungo le pareti un ciclo pittorico ispirato agli episodi dell’Iliade, che costituisce uno dei più pregevoli esempi di pittura pompeiana di II stile finale (età augustea). Altre raffigurazioni dipinte, raffinate e scenografiche, decoravano anche le pareti dei quattro ambienti termali.
L’edificio subì gravi danni dal bombardamento che colpì l’antica Pompei nel settembre 1943.

Casa del Fauno ….ecco da dove deriva il nome del B&B

La casa, così denominata dalla statuetta bronzea del Fauno posta al centro dell’i mpluvio, occupa l’ intero isolato, con una superficie di quasi 3000 mq.

Il nome del nostro B&B deriva appunto da questa meravigliosa casa riportata alla luce dopo 2000 anni!!

Il  bed and breakfast Pompei “IL FAUNO” è a solo 1 Km dall’ingresso principale degli Scavi di Pompei e a soli 500 metri dal treno della Circumvesuviana , da cui si possono raggiungere in pochi minuti anche gli altri siti archeologici: Ercolano, Oplonti, Stabia e l’Antiquarium di Boscoreale!! Cosa aspetti a prenotare !!!

Risale, complessivamente, al II sec. a.C., mentre il quartiere del bagno e dei servizi fu risistemato nel I secolo d.C. La grande estensione, l’architettura imponente con due atri e i due ampi giardini con peristilio, ne facevano, forse, la più maestosa delle abitazioni pompeiane.
Conserva alle pareti resti della decorazione pittorica in I stile, mentre i numerosi mosaici che impreziosivano i pavimenti dei vari ambienti furono trasportati al Museo di Napoli.
Celebre è quello con la battaglia di Dario ed Alessandro, che costituiva il pavimento dell’esedra con due colonne sulla fronte, posta tra i due peristili.

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Il 28 settembre accessi gratuiti ai siti. Pompei e Ercolano

Terme suburbane a Pompei e visita alla barca di Ercolano con uno show

Gli scavi archeologici di notte offrono suggestioni uniche. Anche per questo è stata creata l’iniziativa «Martedì in Arte», organizzata dal Ministero per i beni e le Attività culturali ogni ultimo martedì del mese, con aperture straordinarie gratuite dei principali musei statali dalle 19 alle 23,

Gli scavi di Pompei propongono martedì 28 settembre tre visite speciali alle Terme Suburbane, un complesso termale pubblico di età augustea sito all’ingresso di porta Marina, famoso per gli affreschi a tema erotico che ne decorano lo spogliatoio. Le visite saranno condotte dal Direttore degli scavi di Pompei Antonio Varone. Prenotazione obbligatoria al numero 0818575220, partenze dei gruppi alle 19 -20 e 21.

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Agli Scavi di Ercolano sarà possibile, invece, accedere al Padiglione della Barca, dove è esposta la celebre imbarcazione rinvenuta sull’antica spiaggia di Ercolano, insieme ad una ricca serie di reperti connessi alle attività marinare. Esclusivamente, in occasione dell’apertura del 28 Settembre, i visitatori potranno assistere a proiezioni luminose (Light Alive Show/3D Virtual Mapping) con animazione in 3D che ricostruiranno , sul fronte meridionale degli scavi, ambientazioni e situazioni di suggestione che rimandano agli eventi tragici dell’eruzione: l’effetto della nube ardente, simulazione di crolli, illusioni grafiche, colori, suoni legati all’evento che sconvolse Ercolano e Pompei. La performance è realizzata dalla Fondazione Cives (Museo Archeologico Virtuale di Ercolano) in collaborazione con la Regione Campania nell’ambito di progetto di sperimentazione che si avvale delle più avanzate tecnologie. Per informazioni: tel 081.8575347.

http://www.culturaitalia.it/pico/system/galleries/pics/alkacon-documentation/barca1.jpg

 

Pompei, bendati nella casa di Polibio

Visita speciale al buio in una domus pompeiana il 25 settembre

Visitare una domus pompeiana al buio seguendo un percorso che coinvolgerà esclusivamente i sensi del tatto, l’olfatto, l’udito: sabato 25 settembre, in occasione della prima delle Giornate Europee del Patrimonio (ingresso gratuito) gli scavi archeologici di Pompei propongono per la prima volta una visita speciale alla casa Giulio Polibio.

Gli ospiti saranno bendati ed accompagnati da guide specializzate dell’Unione Italiana Ciechi all’interno della famosa domus, di recente aperta al pubblico e già caratterizzata da un percorso multimediale corredato da installazioni sonore e ologrammi. Il boato dell’eruzione, lo scrosciare del vento, i versi degli animali, la voce di Giulio Polibio registrati dall’istallazione sonora, gli utensili e gli arredi della domus esposti in copia e da poter toccare, gli odori e gli effluvi del bergamotto e del ginepro diffusi per la casa e nel giardino: sono solo alcuni degli elementi di percezione che aiuteranno a muoversi all’interno della domus secondo le più recenti ricerche sulla sinestesia.

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L’evento si collega alla prima fase di sperimentazione già realizzata a Città della Scienza con il Laboratorio di Ricerche Applicate della Soprintendenza e l’Istituto per la Diffusione delle Scienze Naturali diretto dal professor Claudio Salerno. L’iniziativa è promossa dalla Soprintendenza Speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei e fa parte del programma di rilancio e valorizzazione ‘Pompei viva’ realizzato nel periodo di Commissariamento dell’area archeologica.

Visita l’Antiquarium di Boscoreale

A pochi giorni dalla performance sonora voluta dalla Soprintendenza speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei e dalla suggestione provocata dai rumori dell’eruzione avvenuta il 24 agosto del 79 d.C. nonché dalla drammatica narrazione degli eventi, vale la pena ricordare che il diluvio di fuoco, gas tossici e cenere paralizzò istantaneamente in una smorfia di sofferente dolore uomini, donne e animali che giammai avrebbero potuto trovare scampo.

Pompei, Ercolano, le altre città vesuviane, le ville isolate e le masserie disseminate su un vasto territorio fertile e rigoglioso furono seppellite da metri e metri di ceneri, lapilli e pomici che carbonizzarono tutto ciò che incontrarono; ogni più piccolo anfratto venne sistematicamente svuotato di ossigeno e riempito di fuoco dal leopardiano “Sterminator Vesevo”.

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“ Notte e ruina, infusa di bollenti ruscelli” sono le parole con cui, fra le altre magnifiche strofe de La ginestra, l’esistenzialista Leopardi descrive gli eventi con una forte dose di emotiva partecipazione.
Ebbene, il visitatore occasionale, l’umanista, l’accademico e l’erudito dopo aver visitato gli Scavi di Pompei e averne ammirato  strade, case, botteghe, giardini, portici e terme non può esimersi dal visitare un luogo dove è possibile prendere contatto con l’uomo vesuviano e con l’ambiente in cui ha vissuto divenendone assoluto protagonista. Ci riferiamo all’Antiquarium di Boscoreale (mail: infopompei@tin.it – www.pompeiisites.org) vero scrigno di antropologia

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vesuviana, poco conosciuto e ai margini del turismo organizzato, ma sicuramente imperdibile per la ricchezza di reperti capaci di suggerire al visitatore scene di vita quotidiana ambientate immediatamente prima della tragedia e prima che Plinio il Giovane descrivesse i flussi come “il nembo nero e orrendo discende sulle terre e copre la distesa del mare”.

Affresco poetico per descrivere i 32 chilometri di altezza raggiunti dalle scure pomici prima di collassare e i 240 milioni di chilogrammi di magma al secondo calcolati per il raggiungimento di simili altezze. Per il lettore più attento ricordiamo che la stessa data dell’eruzione pliniana viene messa in discussione a più riprese da studiosi che, sulla scorta di evidenze scientifiche e di ritrovamenti archeobotanici, ipotizzano una datazione relativa all’autunno inoltrato di quel lontano 79 d.C. E’ già dal 1797 che il napoletano monsignor Carlo Maria Rosini, M. Ruggiero e più di recente il prof. Umberto Pappalardo avanzarono tale ipotesi; inoltre la studiosa nonchè attuale curatrice dell’Antiquarium di Boscoreale, Grete Stefani in “La vera storia dell’eruzione” nella rivista Archeo dell’ottobre 2006 esprime perplessità sull’potesi da tempo accreditata e propende per l’eruzione autunnale.

Ma torniamo all’Antiquarium dove, in poche sale e tuttavia in maniera concisa ed efficace, si possono osservare reperti unici provenienti da Pompei, da tutta l’area vesuviana e in particolare dalle fattorie e dalle ville signorili presenti nel territorio di Boscoreale. Dalle ricostruzioni ambientali e dai reperti riguardanti il pescoso mare e l’entroterra pianeggiante attraversato dal fiume Sarno, la fascia collinare con le colture della vite, dell’olivo e della frutta, la zona montana con i fitti boschi che ricoprivano anche la sommità del Vesuvio ed erano popolati da animali selvatici si passa al verde urbano a testimonianza dello stretto rapporto uomo-natura che caratterizzava la vita a Pompei e nelle città limitrofe. Numerosi reperti riguardano l’agricoltura con campioni di cereali (farro, grano e orzo) e legumi (ceci, lenticchie e fagioli) all’epoca coltivati e attestano l’allevamento di numerose specie di animali.

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Inoltre si possono ammirare bottiglie di vetro per medicamenti e strumenti chirurgici, una toeletta femminile completa e alcuni balsamari vitrei, ritratti di bronzo utilizzati per il culto e ed infine tessuti e fibre vegetali.

Boscotrecase era anche l’epicentro di un vasto reticolo di ville gran parte delle quali furono scavate tra la fine dell’ottocento e i primi decenni del novecento e diedero alla luce straordinarie suppellettili, decorazioni e mosaici in parte esposti proprio nell’Antiquarium e in parte in altri Musei. Fra queste ricordiamo la Villa nella proprietà D’Acunzo, Villa di P.Fannius Synistor che ha dato alla luce affreschi riprodotti e conservati al Metropolitan Museum di New York e al Museo Archeologico di Napoli (nascita di Alessandro Magno e conquista dell’Asia), Villa della Pisanella di cui si può ammirare un fedele plastico nell’Antiquarium e il cui “Tesoro di Boscoreale”, che consta di 109 pezzi di argenteria da tavola, è attualmente conservato presso il Museo del Louvre; mentre la vastissima cella vinaria ottimamente conservata non è visibile in quanto la villa è stata reinterrata come quasi tutte le altre splendide ville della zona. La Villa di N. Popidius Florus con la famosa scritta di benvenuto sulla soglia del frigidarium “Have Salve”, Villa di Casone Grotta ritrovata nel 1986 ed infine Villa di M. Livius Marcellus. Un nota a parte merita Villa Regina la cui campagna di scavo si è conclusa nel 1980 e la cui ricostruzione con i 18 dolii che potevano contenere fino a diecimila litri di vino, il torcularium per la lavorazione del vino e parte del vigneto reimpiantato esattamente nel sito dove era prima dell’eruzione, sono oggi fruibili al pubblico; ebbene nel corso di una recente visita alla villa rustica, accompagnati dalla sig.ra Filomena Buondonno, uno degli addetti alla vigilanza e all’accoglienza del sito archeologico,  abbiamo registrato la piacevole sensazione di immergergi fulmineamente nella vita operosa e serena di duemila anni fa.

Non finisce qui. Infatti c’è da registrare una interessante iniziativa, sponsorizzata dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei e fortemente voluta dalla responsabile della struttura Grete Stefani, avviata ormai tre anni fa e che prevede l’attuazione del progetto “Uno alla volta” ovvero piccole mostre a tema realizzate con cadenze periodiche. Ovviamente si tratta di approfondimenti tematici attraverso i quali il visitatore può ricostruire il vivere quotidiano degli antichi popoli vesuviani. “Di alcuni oggetti corredati da altri reperti provenienti da Pompei o da altri siti archeologici – scrive Grete Stefani – si potranno spiegare e completare le funzioni analizzandone gli aspetti significativi, il contesto di rinvenimento, l’uso, i confronti e si potranno fare considerazioni generali sulle attività umane connesse”. E’ dal 2008 che le vicende della storia vengono ricostruite con questo ingegnoso sistema a puzzle incastrando ogni singolo reperto nella casella giusta “step by step” a passi lenti ma decisi.

All’Antiquarium di Boscoreale, nel 2008,  la mostra è stata incentrata sulla “Tavoletta Cerata” rinvenuta nel 1959 in località Moregine in territorio pompeiano; oggi non più leggibile ma all’epoca ben conservata nonostante la maggioranza delle tavolette ritrovate fossero completamente carbonizzate. Da qui una mostra dedicata alla scrittura su tavolette di cera e su papiri (volumina) con una straordinaria esposizione di stili in metallo e in osso, calamai in terracotta e in bronzo, sigilli e coprisigilli in bronzo. Una parentesi aperta sulla scrittura e sulla conservazione dei documenti. Nel 2009 l’esposizione è stata dedicata alla “Groma” ovvero ad uno strumento di origine etrusca che i romani utilizzavano per misurazioni topografiche e di cui si trova traccia su una lapide funeraria conservata a Boscoreale e dedicata all’agrimensore Nicostrato. Uno sguardo sulla precisione tutta romana nonché sull’attività di quei periti agrari dell’antichità capaci di suddividere in reticoli di cardines e decumani terreni agricoli e città.

Ma proprio in questi giorni, e fino al 20 dicembre prossimo, la mostra monografica è stata dedicata ai “Calchi” delle vittime dell’eruzione eseguiti grazie al metodo di Giuseppe Fiorelli che, nella seconda metà dell’ottocento, riuscì nell’intento di rendere visibile il momento esatto della morte di uomini, donne, bambini e animali attraverso un’ingegnosa invenzione così descritta dall’archeologo Giulio De Petra: “la più fortunata delle sue invenzioni fu la immagine autentica, che diede della catastrofe vesuviana, colando nel masso di cenere che copriva gli scheletri il gesso liquido, per cui questi rivivono nelle forme e nelle contrazioni della loro agonia”. Parole precise con cui lo scienziato, contemporaneo del Direttore degli Scavi di Pompei Fiorelli, descrive l’orrore, la meraviglia e la commozione di qualcosa che nessuno, dopo aver visto, potrà dimenticare. Non dappertutto, a Pompei e dintorni, nella cenere indurita si sono creati vuoti dovuti alla decomposizione di sostanze organiche, per cui su poco più di un centinaio di calchi ben pochi sono riusciti a tal punto bene da soddisfare gli studiosi. Dalla grande casa signorile definita “del bracciale d’oro”, dalla lussuosa residenza di M.Fabius Rufus  entrambe nell’Insula Occidentalis e dalla casa del Criptoportico di via dell’Abbondanza a Pompei nonchè dalla Villa della Pisanella e da Villa Regina di Boscoreale provengono i calchi migliori sia per l’osservazione scientifica che per la meraviglia dei curiosi.
Riteniamo che recarsi in visita presso l’Antiquarium di Boscoreale sia doveroso per avere un quadro completo di ciò che è accaduto duemila anni fa, della vita che scorreva prima dell’evento eruttivo, del silenzio che è sceso sulla piana vesuviana dopo l’eruzione ed infine della vita che ha ripreso a fluire lentamente, ma decisamente, in una zona capace di provocare ancora, a distanza di tanto tempo, grandi emozioni.

Le Ville di Stabia polo ‘didattico’ di Pompei

Firmato protocollo d’intesa con il Comune di Castellamare: proseguiranno gli scavi
Il Parco archeologico diventa multimediale, percorsi, aree verdi e biologiche

Le Ville romane di Stabia  diventeranno un  ’polo didattico’ di Pompei e di tutta l’area arcehologica vesuviana con l’obiettivo di trasformare un sito straordinario ma ancora poco  valorizzato nella meta principale del turismo scolastico, un settore che sembra non  conoscere crisi:  lo annuncia l’innovativo protocollo  d’intesa firmato dal Commissario delegato  dell’area archeologica di Napoli e Pompei Marcello Fiori e dal sindaco di Castellamare Luigi Bobbio che disegna  un nuovo futuro per il  Parco Archeologico sancendo una fattiva sinergia  tra il Ministero dei Beni Culturali  e l’Amministrazione Comunale. ‘’Al primo punto dell’accordo c’è la tutela di un patrimonio unico costituito da Villa Arianna, Villa del Pastore e Villa San Marco – annuncia il Commissario Fiori -dove saranno proseguiti degli scavi già in atto. Questi 3 straordinari siti saranno tra loro collegati, con la formula del ’museo-attivo’,  da un iter didattico  mediante percorsi pedonali con aree verdi e di intrattenimento, spazi per le mostre ma anche parcheggi per auto e bus. Altro aspetto innovativo del protocollo riguarda la diffusione di metodi di agricoltura  biologica ed ecosostenibile  nelle aree già incluse nel Parco”. Coinvolte anche altre aree attigue da liberare con procedura d’esproprio e da destinare alla produzione di prodotti  della tradizione territoriale  con  l’applicazione delle antiche tecniche dell’epoca romana.

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Presso  Villa San Marco saranno realizzati inoltre spazi multimediali destinati alla divulgazione didattica ricavati da alcune strutture edilizie incompiute e  da tempo inutilizzate. Tutta la risistemazione dell’area terrà conto oltre che delle emergenze archeologiche (’Villa S. Marco’ con una superficie di 11.000 mq., è una delle più grandi tra le ’ville’ romane a carattere residenziale; ’Villa Arianna’, la più antica,  deve il nome alla grande pittura a soggetto mitologico rinvenuta nella parete di fondo del triclinio) anche delle straordinarie valenze paesaggistiche della collina di Varano e dell’affaccio  panoramico verso il mare.
Toccherà all’amministrazione di  Castellammare definire i rapporti giuridici con gli attuali proprietari di edifici e terreni ricadenti nel Parco, oltre a porre in essere le opere infrastrutturali previste con provvedimenti urbanistici finalizzati alla tutela e conservazione del sito.
“La firma di oggi”, ha dichiarato il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio, “rappresenta il primo e forse più importante e concreto passo per l’effettiva riattivazione di uno dei più significativi asset turistici della città; il sito archeologico di Stabia, da oggi, viene strappato all’incuria e al sostanziale abbandono di cui si erano rese responsabili le precedenti gestioni e questo importante successo è stato reso possibile dalla profonda sintonia instauratasi tra la nuova Amministrazione comunale di centrodestra e il Commissario governativo agli Scavi di Pompei, che ha permesso di mettere positivamente a sistema due visioni concrete ed evolute circa la gestione del patrimonio archeologico”.
“Ringrazio in maniera sentita”, ha concluso il primo cittadino di Castellammare di Stabia, “e non formale il commissario Fiori, al cui merito di aver indiscutibilmente rilanciato il sito archeologico di Pompei, si aggiunge anche quello di aver ridato vita agli scavi di Stabia”.

Nuovi restauri per gli Scavi di Ercolano

Tre milioni di euro per restauri mosaici e antica spiaggia

Tre milioni di euro per restauri mosaici e antica spiaggia Più di tre milioni di euro per gli scavi di Ercolano: tra qualche mese sarà possibile passeggiare sull´antica spiaggia e integrare la visita agli scavi con quella alla Villa dei Papiri. Saranno restaurati inoltre tutti i mosaici calpestabili per un totale di 1300 mq. Gli interventi completano il secondo piano predisposto dal Commissario delegato Marcello Fiori e già approvato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per un totale di 35 milioni di euro.

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A fine luglio partiranno le prime gare, l´inizio dei lavori è previsto entro settembre. Entrambi i progetti sono stati predisposti a cura della British School at Rome nell’ambito dell’Herculaneum Conservation Project, un’iniziativa del Packard Humanities Institute in collaborazione con la Soprintendenza e la British School at Rome.

Per il progetto “Lavori di conservazione dei pavimenti in mosaico esposti al calpestio nel sito archeologico di Ercolano” entro luglio partiranno le procedure di gara. La spesa complessiva è di € 651.635,81.

Il progetto prevede il restauro di tutte le pavimentazioni a mosaico degli edifici aperti al pubblico (fra questi la Casa dei Cervi, del Bel Cortile, dell’Albergo, del Salone Nero, dell’Alcova, del Tramezzo di legno, le Terme maschili e femminili, di Nettuno e Anfitrite, dello Scheletro, le Terrazze del Criptoportico della Palestra), per un totale di circa 1300 mq.

Il Progetto “Lavori per la valorizzazione dell’Antica spiaggia degli Scavi di Ercolano e il ricongiungimento alla visita della Villa dei Papiri” prevede una spesa complessiva è di € 2.598.616,45. In questo caso è stato approvato il progetto preliminare . Nel prossimo autunno si avrà l’avvio delle procedure di gara.

L’imponente intervento comprende non solo gli indispensabili lavori di regimazione delle acque e il ripristino delle quote di calpestio, ma anche una serie di opere destinate alla completa valorizzazione dell‘antica spiaggia e al ricongiungimento della visita all’area della Villa dei Papiri, attraverso il tunnel posto al di sotto del moderno Vico Mare. Il visitatore potrà osservare, come 2000 anni fa la prospettiva della città dal mare passeggiando sull´arenile, e incontrando nei fornici restaurati le immagini della tragedia rappresentate dagli scheletri degli abitanti di Ercolano che cercarono vanamente riparo nei ricoveri per barche e nei magazzini.

Il tunnel di collegamento dell´ attuale livello d´ingresso fino all´antica spiaggia rappresenterà una immersione fisica e temporale nella storia in cui attraverso schermi e stratigrafie si potranno osservare gli effetti dell´eruzione che distrusse Ercolano. I lavori saranno effettuati con la formula del ´cantiere evento´ già sperimentata con successo al Pompei nell´Insula dei Casti Amanti.

Un particolare impianto di illuminazione dell´area consentirà passeggiate notturne .